Il convegno

I – lei

mi sento osservata nella sala del convegno. è un sesto senso, oppure è la consapevolezza che, tirata come sono, non posso non attirare gli sguardi degli uomini. con un giovane uomo, in giacca e cravatta, penso sia un avvocato, incrocio più volte lo sguardo. è un bel tipo. mi giro spesso, lo guardo di sottecchi. inizia un gioco di seduzione. l’ho preso all’amo. credo non ascolterà più molto i relatori. la sua attenzione è incentrata ora sui miei movimenti, lenti e studiati in modo da essere seducenti.

è seduto qualche fila dietro di me, sulla sinistra. è vicino all’ingresso dei bagni. questo mi dà una idea.

II – lei

sculettando e strusciandomi su chi devo far alzare per poter uscire dalla mia fila di poltrone, mi dirigo verso la toilette. con la coda dell’occhio vedo che segue i miei movimenti. ottimo.

poco prima di entrare lo guardo e faccio anche un mezzo sorriso. mentre spingo la porta lascio cadere, in modo che sembri che non me ne sia accorta, un fazzoletto che spuntava dalla mia borsetta. sono dentro al bagno delle donne e non so se la mia esca ha funzionato. attendo.

III – lei

sento qualcuno entrare nell’antibagno. rimango in ascolto. sembra che si sia fermato. non è entrato nel bagno degli uomini. e neanche dove sono io.

la presenza femminile al convegno era abbastanza bassa, quindi le probabilità che arrivi qualcuna sono poche. questo, dopo qualche minuto di attesa, gli dà forse il coraggio di farsi avanti. bussa. non rispondo. bussa di nuovo. poi si affaccia e guarda dentro. io sono dai lavandini, che mi guardo allo specchio fingendomi di truccarmi. lo guardo con malizia, senza apparire stupita o scandalizzata dalla presenza di un uomo nel bagno delle donne.

scusami, ti è caduto questo.” quasi balbetta.

IV – lei


vado verso di lui, ancheggiando sui tacchi.

“grazie” gli dico con sensualità.

allungo la mano, ma non prendo il fazzoletto, bensì la sua cravatta, un gesto che penso faccia venire una erezione istantanea a qualsiasi uomo. lo tiro dentro e me lo porto fino ad uno dei bagni, spingendolo dentro e chiudendoci la porta alle spalle.

“fatti ringraziare come si deve” gli dico mentre scendo lungo il suo corpo inginocchiandomi ai suoi piedi.

V – lei

lentamente, ma con decisione, gli apro cintura e lo sbottono, abbassandogli i pantaloni. dagli slip, firmati e già umidi sul davanti, gli estraggo un bel cazzo. non è lunghissimo, ma è piuttosto largo e soprattutto durissimo e con il glande coperto da liquido pre-seminale.

non voglio farlo venire subito e cerco di prolungare più a lungo possibile il piacere. mio e suo.

VI – lei

gli squilla il cellulare in tasca. in automatico risponde. mi fermo un attimo, lo guardo. mi fa cenno di continuare, mentre risponde. pare un suo amico dal tono che usa e da quello che subito gli dice.

non immaginerai mai cosa sto facendo in questo momento” pausa. “c’è una super gnocca” mi inorgoglisco, “che mi ha attirato dentro un bagno pubblico e ora me lo sta succhiando in maniera divina.” ringrazio con lo sguardo mentre accentuo la fellatio.

VII – lei


la conversazione con l’amico va un po’ avanti. pare sia scettico.

guarda, se non ci credi ora te la passo.” e mi porge il cellulare. io interrompo quello che stavo facendo e rispondo.

“pronto? … sì. … sì. il mio nome non te lo dico. … è tutto vero … avevo voglia di sesso, il tuo amico ci ha messo un po’ per capire ma alla fine l’ho attirato nel bagno … glielo sto succhiando, sì … ti devo descrivere il suo cazzo così sei sicuro che non racconto balle? scusa ma tu sai come è fatto? ma ve lo succhiate a vicenda quando non trovate qualche ragazza?”

VIII – lei

mi alzo in piedi, mi giro e mi appoggio alla porta del bagno, ponendo verso di lui il culo. continuo a parlare al telefono con il suo amico.

“ora mi sono alzata, se il tuo amico è abbastanza sveglio ora mi alzerà la gonna, mi toglierà il perizoma che indosso e mi scoperà. tu se vuoi masturbati sentendomi godere.”

“no, no. non lì. scopami dietro. usa un po’ di saliva.”

“sì hai capito bene. gli sto dando il culo. mmmmmhhhh. come scusa? non ti ho capito, mi stava cadendo il telefono. vuoi il mio numero? ma io non ti conosco. no, neanche lui conoscevo, ma l’ho visto e mi piaceva. facciamo così, mi faccio lasciare il numero da lui, poi quando ho voglia lo chiamo e se vuole porta anche a te. sì, in tre, non sarebbe certo la prima volta.”

IX – lei


sono uscita dal bagno e gli ho fatto cenno che c’era via libera e poteva uscire anche lui. gli ho detto di andare nel bagno degli uomini e aspettare qualche minuto prima di uscire. mi ha chiesto se alla fine del convegno uscivamo a bere qualcosa.

“con piacere” ho risposto io, facendogli intravedere una serata di sesso sfrenato.

invece, uscita dalla toilette, me ne sono andata dalla sala. guardavo gli uomini che mi scrutavano e pensavo che se avessero saputo che quella davanti a loro era una donna che era appena stata inculata da uno sconosciuto…

non l’ho più richiamato e ho buttato via il numero. spero di incontrarlo per caso qualche volta e spero che nell’occasione ci sia un bagno pubblico a disposizione.

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