I – lui
il mio compagno di stanza al college si sorbì la mia ennesima lamentela riguardo alle ragazze. questa volta ce l’avevo con una delle cheer leader della squadra di football. ci ero uscito insieme, convinto che in quanto giocatore della squadra mi avrebbe concesso senza esitazioni il suo corpo. invece mi aveva mandato in bianco.
lui era rientrato in stanza e mi aveva visto che mi masturbavo di fronte ad un porno scaricato da internet, per sfogarmi. non mi facevo problemi a farmi vedere da lui, anche se era gay. a lui non sembrava dare fastidio, si era offerto qualche volta di aiutarmi ma in tono più scherzoso che malizioso.
il porno, il mio preferito, mostrava ragazzoni dotati che interpretavano i giocatori di una squadra di football americano che si facevano in tutti i modi le loro cheer leader. il mio amico si fermò a guardarlo con me, ammirando probabilmente i bei corpi maschili.
II – lui
“non ti seghi?” gli chiesi, vedendo che rimaneva vestito.
“non ci riesco, ho scopato tutta la sera.” mi rispose con molta naturalezza.
“ma perchè per voi gay è così più facile trovare qualcuno con cui scopare?”
“non è per forza così. diciamo che sono entrato nel giro giusto. vieni anche tu, se non vuoi ricevere altri rifiuti.” il tono con cui fece quest’ultima proposta sembrava serio ed io mi ritrovai, con mia stessa sorpresa, a prenderla in considerazione come ipotesi.
III – lui
“ma quindi non ti fa ribrezzo l’idea di toccare o essere toccato da un uomo?” mi chiese lui con aria indagatoria.
“beh, se non ci sono smancerie, se non ci sono baci, se il corpo è muscoloso e depilato, l’idea mi sembra accettabile.” risposi con sincerità.
“sta a vedere che sto in stanza con un bisex e non l’ho mai saputo.” disse ridendo.
“forse non lo so neanche io.” dissi.
“comunque i miei amici risponderebbero ai tuoi requisiti. e nessuno è obbligato a fare cose che non vuole. basta mettere bene le cose in chiaro prima. ma tu accetteresti anche…?” indicò il mio culo.
“no, quello no. direi che mi vedo in un ruolo solo attivo. inculare un uomo o farselo succhiare da un uomo non sarà poi tanto diverso che da una ragazza, no?”
“su questo mi trovi impreparato…” rispose ridendo.
IV – lui
venni quindi ammesso ad una delle feste in piscina che faceva con i suoi amici gay, tutti ragazzi molto atletici e belli. erano circa una decina e alcuni di loro erano bisex, tra l’altro molto ricercati dalle ragazze dell’università. c’era anche un mio compagno di squadra, di cui ignoravo le tendenze sessuali. era un ragazzo di colore, quello che sotto le docce dopo gli allenamenti batteva tutti in quanto a lunghezza.
il mio amico mi presentò e chiarì che io ero un etero di mentalità aperta ed avrei fatto solo certe cose. ricevetti un applauso e mi sentii molto ben accetto nel gruppo.
bevemmo e chiacchierammo di vari argomenti per un po’, giusto il tempo di scaldare l’ambiente. ad un certo punto iniziarono tutti a spogliarsi (già eravamo in costume) ed iniziarono i rapporti.
essendo una decina di ragazzi si formarono varie configurazioni. io rimasi un attimo in disparte per osservare la situazione, per capire come introdurmi e anche per aspettare il coraggio di buttarmi.
V – lui
fu un ragazzo biondo e palestrato ad avvicinarsi a me chiedendomi se poteva essere il primo. io annuii e lui si inginocchiò prendendo in mano il mio sesso che già era eretto a causa di tutta la situazione.
me lo succhiò molto a lungo sapendosi sempre fermare quando ero sul punto di venire. dovetti ammettere che quel pompino era stato di gran lunga il migliore che avessi mai ricevuto, migliore anche di quello di una ragazza del college, famosa proprio per quella specialità.
venni e per un po’ mi defilai. il calo di eccitazione mi rendeva meno accettabile tutta quella promiscuità con persone del mio stesso sesso.
VI – lui
ritornai in gioco quando mi stuzzicò la posizione di un ragazzo che sulle mani e sulle ginocchia attendeva che qualcuno lo facesse suo. l’ano era depilato, il culo rotondo. non mi sembrò molto diverso dall’ultimo culo di ragazza che avevo violato.
“leccamelo.” mi chiese. ci pensai un attimo e poi lo feci. quando mi capitava di farlo ad una ragazza usavo la mano libera per toccarle il clitoride ed infilarle le dita nella vagina. mi venne spontaneo fare la stessa cosa, solo che a lui presi in mano i coglioni penzolanti e poi il cazzo duro. fu un emozione strana sentire fra le mie mani un pene che non fosse il mio.
non staccai la mano dal suo sesso durante tutto il tempo in cui lo inculai. lo sentii venire in maniera esagerata. forse, pensai, non è niente male ricevere un cazzo fra le chiappe.
V – lui
“no! fermo! a lui no!” il mio amico intervenne preoccupato quando vide uno dei ragazzi che si apprestava a sodomizzarmi. probabilmente non si accorse che io già ero impegnato in un ruolo passivo. avevo in bocca il cazzo enorme del mio compagno di squadra nero, il mio primo pompino.
mi interruppi un attimo e mi girai verso di lui.
“tranquillo, l’ho chiesto io.” gli dissi con un tono rotto dall’eccitazione.
“ah, bene.” commentò stupito e poi rimase lì a guardare.
il ragazzo dietro di me, il biondo che per primo mi aveva fatto una fellatio, mi aveva preparato a dovere, sentivo le sue dita entrare scivolose come nel burro.
non fu per nulla traumatico perdere la verginità anale, l’unica controindicazione fu che non riuscii più a continuare il pompino che stavo facendo, perso nella goduria. colui che lo stava ricevendo rimediò manualmente spruzzandomi il suo seme sul volto. ero diventato la troia della festa.
VI – lui
“puoi rientrare.” dissi al mio compagno di stanza che aveva gentilmente atteso fuori che finissi di scoparmi una ragazza. una con due bocce fantastiche e piuttosto porca.
“allora non ce l’ho fatta a portarti dalla mia parte.” disse ridendo. “il richiamo della figa è troppo forte.”
“eh sì. hai visto che bocce che aveva?”
fece una faccia schifata. ci prendevamo in giro.
“allora non ti devo tenere più in considerazione per le nostre feste.” disse con tono rassegnato.
rimasi un po’ in silenzio.
“quando è la prossima?” dissi infine.
