Invito a cena con tradimento

I

Quando li accogliamo in casa ed io stringo la mano a lui mi viene istintivo far cadere lo sguardo in mezzo alle sue gambe. Lui sembra accorgersene e fa un sorrisino. La stretta di mano è forte e vigorosa, proprio come mi aspettavo.

Con lei, invece, ci scambiamo i baci sulle guance e vengo inebriato dal profumo che usa.

La mia ragazza si abbraccia con lei, un abbraccio insistito, di complicità fra amiche, mentre con lui si bacia un po’ imbarazzata.

Loro sono Grazia, una collega della mia ragazza, una bella donna di 45 anni, con voluminosi capelli rossi ricci e un corpo di chi passa molte ore in palestra e di chi ha passato qualche ora dal chirurgo per avere un seno sodo e abbondante. Lui è Ernesto, il marito, anch’egli sopra i quaranta, un bell’uomo un po’ brizzolato. Il lavoro che fa, istruttore nella sua palestra, basta a descriverne il fisico.

La mia ragazza, Maddalena, ha 30 anni come me ed ha un corpo che fa girare gli sguardi degli uomini.

II

A cena io sono piuttosto silenzioso, nervoso per ciò che accadrà. Maddalena è su di giri, fa la sciocchina e la provocante, ma si vede che lo fa anche per mascherare il nervosismo. La più rilassata sembra Grazia che è molto loquace. Ernesto sembra di poche parole ma probabilmente è sempre così.

Finiamo il dolce e poi finiamo anche gli ultimi argomenti di conversazione. C’è un istante di silenzio, in cui tutti ci guardiamo e aspettiamo che qualcuno faccia la prima mossa. Ernesto e Grazia si limitano a sorridere e aspettano noi. Maddalena mi guarda, aspetta come la mia approvazione. Io per un attimo provo ad evitare lo sguardo a sembrare indifferente, come se questo potesse fermare la piega che prenderà la serata. Ho un momento di pentimento e spero che la cosa finisca lì, che non si faccia niente. Però fra le mie gambe sento indurirsi qualcosa e allora guardo la mia ragazza e le annuisco impercettibilmente.

“Bene, ” si alza in piedi. “io vado un attimo in bagno a rinfrescarmi, voi se volete accomodatevi in salotto.”

La guardo uscire dalla cucina, ammiro il suo corpo fasciato nell’abito aderente. Provo eccitazione e gelosia.

III

Io e Grazia ci sediamo sul divano. Ernesto rimane in piedi e si appoggia all’angolo del camino.

“Siete una bella coppia.” mi dice Grazia con un gran sorriso con molti sottointesi.

Non rispondo e rimango in un imbarazzato silenzio.

Maddalena torna, bellissima, ancheggiando sui tacchi. Si avvicina ad Ernesto. Mi lancia un ultimo sguardo e poi gli prende la mano.

“Vieni di là con me?” gli chiede. Lui la bacia sfiorandole le labbra e poi si incamminano.

Per tutto il tempo sento lo sguardo indagatore di Grazia fisso su di me. Quando gli altri due escono dal salotto incrocio il suo sguardo. Sta sorridendo maliziosa, sta cercando di cogliere le emozioni che mi ribollono dentro.

“Tutto bene?” mi chiede.

Deglutisco e faccio sì con la testa. Non riesco a parlare.

“Si vede.” mi fa e mi indica il rigonfiamento dei pantaloni.

IV

Non so se lo faccia per distrarmi o invece per coinvolgermi ancora di più, ma Grazia comincia a farmi domande sul rapporto che ho con Maddalena. Vuole sapere come ci siamo conosciuti e messi insieme (o meglio, vuole sapere la mia versione, quella di Maddalena già la sa), come ci comportiamo fra noi, chi comanda nella coppia, se litighiamo e infine come è il sesso fra noi (anche per questo aspetto vuole sentire la mia campana, l’altra la conosce perfettamente).

Sentiamo dei rumori provenire dalla camera da letto. Mi alzo e accendo lo stereo. Grazia ride della mia mossa.

“E’ stato difficile per te accettare questa fantasia di Maddalena?”

“Non è stato difficile accettare la fantasia.” rispondo. “Quello che voglio dire è che l’accettazione mi è venuta spontanea, istintiva, cioè, non so se capisci cosa intendo.” e mi indico la patta. Lei annuisce. “Quello che è stato difficile è stato accettare la mia accettazione. Mi sono chiesto perché mi eccitava così tanto, che cosa voleva dire questo, perché non ero geloso della mia ragazza, o meglio perché ero geloso ma nonostante questo mi andava bene.”

“E’ abbastanza normale come reazione, più di quello che uno pensa.”

“Parli per esperienza? Cioè, non siamo i primi con cui fate una cosa del genere.”

“No, non siete i primi anche se ogni volta le dinamiche sono un po’ diverse. Di solito, diciamo così, sono più coinvolta anche io.” sorrise maliziosa al termine della frase.

“Ah…” sentii crescere ancora di più, se possibile, l’eccitazione.

“Eh, mi spiace, ma stasera io non posso fare nulla. Mi puoi guardare ma non toccare.”

“Lo so, lo so. Maddalena è stata molto chiara. Non vuole che io vada con un’altra donna.”

“Un po’ egoista da parte sua, non trovi?” dicendo così si avvicinò molto a me mettendo in mostra l’ampia scollatura e facendomi annusare il profumo.

“Eh, sì, ma che ci vuoi fare. Voi donne ci sapete comandare. Non sappiamo dirvi di no.”

“Ah sì? Quindi tu ora non sapresti dirmi di no se ti proponessi certe cose?” si avvicinò ulteriormente. La mia mano, dotata quasi di vita propria, si avvicino al suo seno, vogliosa di saggiarne la consistenza.

“Sta fermo!” mi disse improvvisamente colpendomi la mano e indietreggiando. “Sei proprio un porco! Non ti sai controllare. Guarda che glielo dico a Maddalena.”

“No, no, scusa. E’ che sei troppo…”

“Sì? Finisci la frase.”

“Troppo sexy.”

V

“Aaaaah! Sìììììì! Uoooh…”

La musica non copriva tutte le urla che provenivano dalla stanza da letto.

“Ma… tuo marito… ce l’ha davvero così grosso?”

Grazia ridacchiò. “Me l’aspettavo questa domanda. Voi uomini siete ossessionati dalle dimensioni.”

“Beh, non siamo gli unici a quanto pare.” Risposi un po’ acido.

“Guarda che Maddalena non ha voluto farlo solo per quello. Quello era solo un plus. Era intrigata più da tutta la situazione, dal tradimento alla complicità. Poi Ernesto è uno che lo sa usare e per fortuna, visto quello che Maddalena voleva fare.”

“Cioè, cosa intendi?”

“Non lo sai? Non te l’ha detto? Allora forse ho parlato troppo, non dovevo dirtelo.” Mimò una espressione di chi viene colto con le mani nella marmellata, per prendermi in giro.

“Adesso me lo dici, non puoi lasciarmi così.”

“Uhmmm, se ti ho ben inquadrato se te lo dico rischio di farti venire all’istante.”

“Dai, dimmelo.”

“Hai presente quella cosa di Maddalena che tu desideri tanto ma che lei non ti ha mai concesso?”

“No!” risposi ma chiaramente la risposta era affermativa, fu più una esclamazione di meraviglia e di rabbia.

“Ernesto è un esperto. E’ molto bravo. Ha fatto pratica con me.”

“Ma, ma… ma Maddalena diceva di avere paura che le facesse male. Come può non averla se lui ce l’ha molto più grosso del mio.”

“Ehehehe, sottovaluti il potere dell’eccitazione nella trasgressione. E poi con lui si sente più tranquilla, lui sa quello che fa, con te questa tranquillità non ce l’ha.”

“Che troia… vaffanculo!” dissi parecchio incazzato ma, non posso negarlo, sempre più eccitato.

“Non ti arrabbiare, vedrai che ne guadagni anche tu. Di sicuro poi lo concederà anche a te una volta che ha provato. Sono sicura che queste sono le sue intenzioni. Probabilmente non te l’ha detto proprio perché poi voleva concederlo anche a te.”

VI

“Vuoi che andiamo a guardarli?”

“No, Maddalena è stata chiara. Voleva che io restassi in casa, ma non potevo vedere nulla.”

“Con me non ha posto nessun vincolo, dai, vieni, tu non guardi ma io ti descrivo cosa vedo.”

Grazia si alzò e mi trascinò verso la stanza da letto. Io mi appoggiai alla parete a fianco della porta. Sentivo distintamente tutti i rumori. Grazia si affacciò alla porta e guardò dentro. Io non resistetti e mi aprii i pantaloni ed estrassi il cazzo duro e lucido. Cominciai una lenta sega.

“Siamo arrivati al momento giusto.” sussurrò Grazia. “La tua fidanzatina ha la faccia sul cuscino e il culo per aria. Ernesto sta facendo la sua mossa preferita: entra tutto dentro e poi esce, aspetta che lo sfintere si richiuda e poi rientra. Cazzo, non è da tutte saperlo prendere in quel modo, la tua ragazza è proprio in estasi. Aspetta che filmo il momento.” Estrasse il telefonino e iniziò a registrare. “Un giorno forse acconsentirà a fartelo vedere e merita veramente…”

Non la stavo più ascoltando. Trasgredii le regole e mi affacciai alla porta, non resistevo, dovevo vedere.

La scena che mi si presentò era la più eccitante che potessi immaginare. La mia ragazza come la migliore delle pornostar sovrastata dal corpo muscoloso di un uomo, super dotato, che la sodomizzava. Girò il volto sul cuscino e guardò verso di noi. Ci vide e sorrise. Quel sorriso, diabolico e lussurioso, mi fece venire all’istante. Spruzzai per terra degli schizzi abbondanti di sperma, e senza che mi stessi toccando in quel momento.

Poi scappai, uscii di casa, presi l’auto ed andai a fare un giro.

Tornai a notte fonda. Li ritrovai in salotto tutti e tre nudi che dormivano. Maddalena e Grazia erano abbracciate.

1 commento su “Invito a cena con tradimento”

  1. Stupendo il modo in cui è avvenuto,proprio come accadde a me ma senza l’aiuto della moglie amica,feci tutto da solo facendo intervenire il mio amico introducendo il suo cazzo nel corpo di mia moglie raggiungendo l’estasi del piacere fingendo di non sapere con chi la montava

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto