Segreto fra amiche

Certi ragazzi sono fortunati. Rovinano la serata alla propria ragazza, fanno di tutto per non meritarsi nulla e alla fine ne escono con una ricompensa inaspettata.

I

Ero euforica.

Ero appena uscita da una lunga doccia sotto la quale avevo provveduto a depilarmi totalmente la zona pubica. Mi stavo preparando, mi stavo facendo più bella possibile per la serata. Mentre completavo la ceretta alle gambe pensai a che vestitino mettermi.

No, non dovevo uscire con il mio ragazzo. Eppure sì, mi stavo preparando ad una serata in cui avrei fatto sesso.

No, non avevo un amante, o almeno, non nel senso tradizionale del termine.

Era successo la settimana prima. Una serata dai presupposti tranquilli si era rivelata una delle più bollenti della mia vita. Una serata in apparenza come tante. Io, Sara e Sonia, le tre amiche inseparabili. Loro due erano da poco tornate single, quale migliore occasione per sparlare degli uomini, soprattutto degli uomini fra le lenzuola. Racconti di esperienze tragicomiche di una e dell’altra, inframmezzati da qualche raro episodio pienamente soddisfacente. Di lì a parlare delle proprie preferenze il passo fu breve. Avevamo bevuto qualche birra, poi Sara aveva tirato fuori un superalcolico. Le inibizioni erano calate. Io stessa confessai a loro qualche fantasia che non avevo mai raccontato a nessuno. Tra l’alcool, la stanza chiusa e l’imbarazzo cominciai a sentire caldo e, a quanto pare non fui l’unica. Devo dire che ho ricordi confusi di come passammo dal parlare di sesso ad essere tutte e tre nude, avvinghiate l’una all’altra. Per tutte fu la prima esperienza saffica. Per tutte fu sconvolgente e fantastica. Fu tutto molto naturale e fu tutto altamente soddisfacente. Ci proponemmo di rifarlo, era stato troppo bello.

Quella sera era arrivata. Già sognavo la bocca di Sonia sulle altre mie labbra. Già pregustavo le dita impertinenti di Sara che avrebbero esplorato ogni mio anfratto. Mi squillò il cellulare per un sms. Che fosse una di loro? Mi strappai una striscia depilatoria ed andai a controllare.

II

“Dai su, non essere così imbronciata! Capisco che non sarà una serata entusiasmante ma capita una volta all’anno!” mi disse il mio ragazzo mentre guidava in direzione di casa dei suoi.

“Dovevo uscire con le mie amiche.” bofonchiai di rimando.

“Appunto, dai, loro le vedi sempre. Fammi questo favore. Prometto che mi farò perdonare.”

Erano arrivati dei suoi parenti ed eravamo stati precettati per una cena di famiglia a cui non si poteva mancare. Tutti i miei piani erano saltati. Ero incazzatissima, non tanto per la prospettiva di una noiosa cena, ma quanto per il programma che era saltato. Avevo provato a svicolare, a trovare una scusa, ma lui aveva insistito, non avevo voluto sentire ragioni. Quanto c’era di mezzo la sua famiglia era così.

Le avevo chiamate, prima una e poi l’altra. Erano entrambe dispiaciutissime.

“Non ti preoccupare, ci organizziamo presto…” mi disse Sonia.

“Ma… tu che fai? Vi vedete lo stesso?” chiesi, assalita da un dubbio tremendo.

“Eh? Ohi, penso di sì. Io pensavo di andare lo stesso da Sara.” mi rispose e sentii salire dentro di me un’onda di gelosia tremenda.

“Sì, ok, però non… cioè… non fate niente, no?” all’altro capo del telefono ci fu un silenzio imbarazzato, era chiaro che avevo toccato un nervo scoperto. Lei pensava di andarci e pensava anche che avrebbero fatto sesso, senza di me.

No, no. Non facciamo niente, promesso.” cercò di tranquillizzarmi, ma non le credetti. Di Sara, poi, potevo fidarmi ancora meno. Forse avrebbero cercato di resistere, ma non ce l’avrebbero fatta, ero sicura. Tanto sicura quanto lo ero che quella serata, per me, sarebbe stata di una noia mortale, a fingere interesse per interminabili discorsi sulla gente del paese dei genitori del mio ragazzo.

III

“Allora? E’ stata così terribile?” mi chiese il mio ragazzo, guidando verso casa mia per riaccompagnarmi.

Non potevo dirgli che sì, era stata terribile, soprattutto era stato difficile contenere le mie espressioni mentre sua zia mi parlava e nella mia testa visualizzavo i corpi nudi di Sara e Sonia che si davano piacere. Non potevo dirgli che mi rodevo dentro di gelosia e invidia per le mie due amiche che, ne ero sicura, mentre io mi intrattenevo con la sua cuginetta, loro si esploravano a vicenda gli orifizi con i sex toys di Sara. Non potevo dirgli tutto quello, ma potevo fare qualcosa per rimediare. Mi sentivo infoiata e glielo feci capire. Allungai una mano sul suo pacco.

“Ma che fai? Sto guidando!” mi rispose allarmato. Lo capii, non era per me un comportamento usuale, anzi, non mi ero mai proposta in quel modo.

“Perché non ci fermiamo da qualche parte… ho una certa voglia…” gli dissi languidamente. Lui deglutì nervoso e mi guardò per essere sicuro che quella che aveva con sé in macchina fossi proprio io.

“Dai, fra poco arriviamo a casa tua e…”

“No, fermiamoci subito, ne ho voglia ora!” mi passai la lingua sulle labbra. Lui, impaziente, cominciò a cercare un posto in cui potersi fermare. Temeva di perdere l’attimo.

IV

“Sì, così, brava, succhia!” con le mani dava il ritmo alla mia testa.

Avevo sempre fatto un po’ di storie per succhiarglielo, ma quella sera ne avevo voglia, troppa voglia e lui la percepì, tanto che duro pochissimo, riempiendomi la bocca del suo succo che io, per la prima volta, deglutii senza batter ciglio.

“Wow, cosa ti è successo? Ti fanno questo effetto le cene con i parenti? Dovremmo farle più spesso!”

“Non lo so cos’è…” e invece lo sapevo benissimo. “ma questa sera mi sentivo ispirata. Anzi mi sento ancora ispirata, cerca di riprenderti in fretta!” dissi ridendo dando dei colpetti al suo cazzo moscio.

Mi spostai nei sedili dietro. Per fortuna il mio ragazzo aveva un SUV nel quale si poteva stare molto comodi per fare certe cose.

“Dai vieni qui dietro anche tu…” gli dissi provocante.

“Ma, senti, andiamo a casa, staremo più comodi.” provò lui, già appagato dal pompino.

“No, o mi scopi ora o per stasera non si fa più nulla!” dissi autoritaria.

“Scopare? ma come facciamo, non ho neanche i preservativi… dovremmo cercare una farmacia aperta a quest’ora della sera…” evidentemente non lo attizzavo abbastanza, il suo cazzo era ancora molle. Io invece pensavo alle mie due amiche e volevo un risarcimento per la serata che non avevo passato con loro.

“Facciamo senza, dai vieni qui…”

“Ma come senza? Non possiamo rischiare che rimani incinta, lo sai…” minchia, ma proprio io dovevo trovarmi un fidanzato così…

“Senti, mi hai rotto, se vieni qui dietro lo facciamo in un modo per cui non posso rimanere incinta, mi sono spiegata? O devo pensare che non ti piaccio e che non mi vuoi?” Il suo cazzo capì prima di lui le mie intenzioni perché si rialzò in un istante.

“Ho capito bene? Cioè intendi…” sembrò imbarazzato, tanto da non riuscire a usare certi termini.

“Hai capito bene, sono pronta per farmi inculare! E’ il tuo sogno proibito, no? Me lo chiedevi sempre. Ora mi sento pronta.”

“Ma qui? In macchina?”

“Oh, ma sei frocio o che? La tua ragazza ti sta offrendo il suo culo e tu ti fai degli scrupoli sul romanticismo della situazione?”

V

“A chi scrivi?” mi chiese mentre si stava riposando, tornato al posto di guida, prima di ripartire verso casa. Io mi ero attaccata al cellulare concluso il rapporto con lui.

“Alle mie amiche.” risposi secca.

“E che gli scrivi? Che hai appena dato il culo al tuo ragazzo?” rise scioccamente.

“Ma sei stupido? Non dico mica queste cose alle mie amiche.” dico molto di peggio, pensai.

Chiesi come era andata la serata. Mi risposero chiamandomi. Mi dissero che si erano un po’ annoiate senza di me, avevano guardato un film, ma le loro aspettative erano ben altre. Avevano sentito la mia mancanza (e io la loro, risposi) e non vedevano l’ora di fare una serata a tre, per fare quello che avevamo in programma per quella sera. Ero sicura che fossero sincere. Non avevano fatto nulla senza di me. Mi sentii felice, perché non ero stata, per così dire, tradita da loro e nello stesso tempo in colpa perché io invece mi ero presa delle soddisfazioni con il mio ragazzo e mi sentivo come se avessi fatto un torto a loro. Questo mix di sensazioni mi turbò parecchio perché capii che il rapporto che avevo con le mie amiche, già molto forte, era destinato a crescere ancora di più e non sapevo che ripercussioni avrebbe avuto sul rapporto con il mio ragazzo. Lui, dal canto suo, non si stava ponendo nessun dilemma. Era soltanto felice e appagato per avere appena sodomizzato la sua ragazza per la prima volta.

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