Una coppia ha organizzato una serata trasgressiva, ma rischia di saltare per una banale influenza…
Dal letto in cui ero steso sentii la porta di casa aprirsi e subito dopo i passi di lei che entrava in casa. Dal rumore dei suoi tacchi la sentii muoversi in altre stanze e poi venire verso la nostra camera da letto. Si fermò sulla soglia, appoggiandosi allo stipite. Era bella, con i capelli legati in una coda e vestita con tacchi, collant e un tailleur elegante.
“Come stai?” mi chiese con tono premuroso.
“Sei una stronza.” le risposi acido.
“Dai, su, ne abbiamo già parlato. Erano mesi che aspettavamo questa occasione, non potevamo perderla.”
“Non potevamo. Appunto. Noi. Invece sei andata da sola, lasciandomi qui malato.”
“Senti, sei stato tu a volerlo fare, sei stato tu a farmi venire questa voglia, sei stato tu a insistere, a convincermi, a organizzare tutto. Per settimane abbiamo chattato con lui, ci siamo conosciuti e abbiamo atteso di trovare finalmente la data che andasse bene a tutti. Dopo tutto questo non riuscivo più a tornare indietro. Se non l’avessi fatto questa volta probabilmente non l’avrei più fatto.”
“Ma i patti non erano questi! Era previsto che ci fossi anche io.”
“No, i patti erano che l’ultima decisione su tutto spettava a me, che avremmo fatto solo ed esclusivamente quello che volevo io.”
Non seppi come rispondere ed assunsi soltanto un’espressione corrucciata. Lei venne verso il letto e si sedette al mio fianco. Le guardai le gambe. Lei mi sorrise. Io distolsi lo sguardo. Mi appoggiò una mano sulla fronte per sentire se ero caldo. Poi mi accarezzò il viso.
“Non vuoi sapere come è andata? Cosa ho fatto?”
Io, sempre senza guardarla, scossi la testa. Lei sollevò di lato il piumone che mi copriva e infilò una mano sotto. Passò sotto l’elastico del pigiama per afferrarmi il cazzo che trovò già duro. Un sorrisetto le si dipinse sul volto. Mantenendo la presa sul mio cazzo si piegò verso di me, per parlarmi nell’orecchio.
“Davvero? Non vuoi sapere cosa ha fatto la tua mogliettina troia?”
“Vaffanculo…” risposi a denti stretti mentre mi contorcevo cercando senza nessuna convinzione di liberarmi dalla sua presa sul cazzo.
“Non mi sembra che tu stia più così male… ti sento in forma… il tuo cazzo è durissimo… allora non è vero che sei arrabbiato con me… non è vero che ce l’hai con me perché sono andata da sola a scopare con un altro uomo… in realtà ti eccita un sacco anche questo… vero?”
“Stronza…”
“Tu cosa hai fatto stanotte? Avevi la febbre? E nonostante questo ti sei segato pensando alla tua mogliettina con un altro? Eh? Cosa ti sei immaginato che stessi facendo?”
“Sei una troia…”
“Già. Sono una gran troia. Mi hai fatto diventare tu così. E ne sei contento, vero? Cosa vuoi sapere?”
La guardai. Lei mi fissava con la bocca leggermente aperta, quasi come se stesse godendo.
“Cosa ha detto lui quando ha scoperto che io non c’ero e che eri andata da lui da sola?”
“Era contento e mi ha spiegato il motivo.”
“E qual era?”
“Era contento perché, mi ha detto lui, che le donne sposate quando sono senza il marito sono ancora più troie del normale.”
“Ed aveva ragione?”
“Non so… giudicherai tu. Cos’altro vuoi sapere?”
“Lui era… era come nelle foto?”
“Cosa intendi? Spiegati meglio.” mi rispose con un sorriso diabolico, sapendo benissimo cosa volevo sapere, ma volendomi torturare ulteriormente.
“Il suo corpo, era come nelle foto?” lei mi guardò con disapprovazione, fin quando non fui più esplicito: “Il suo cazzo, era come nelle foto?”
Lei si lasciò andare ad un sospiro.
“Il suo cazzo era… spettacolare. Avresti dovuto vedermi come ci ho giocato, come l’ho leccato. Ero in adorazione.”
“Ci ha fatto tutto?”
“Tutto cosa?”
“Dai, sai cosa intendo.”
“No, non lo so. Sii più preciso.”
“Insomma… te lo ha messo anche nel culo?”
“Ohhh, certo. Gliel’ho chiesto io.”
“Non ti ha fatto male?”
“No. Eccitata com’ero avrebbe potuto infilarmi anche un braccio.”
“Cazzo, ma come fai a essere diventata così troia?”
“Merito tuo. Mi hai fatto capire che non mi giudichi male, anzi che mi preferisci così, e allora ho provato a lasciarmi andare…”
“Però senza di me sei riuscita ad esserlo di più? Come diceva lui?”
“Sì… forse sì. Sei pur sempre mio marito. Sai, è più facile essere troia con uno che poi non vedi tutti i giorni.”
“Quindi sei stata contenta che io mi sia ammalato proprio quando dovevamo incontrarlo.”
“Non ero contenta, ma mi sono resa conto che ero più rilassata, mi sentivo più libera e alla fine così è stato più facile, è andata meglio così.”
“Quindi ora cosa vorresti fare? Vuoi ripetere l’esperienza?”
“Io vorrei rivederlo. O lui o un altro, ma con lui mi sono trovata molto bene.”
“Di nuovo da sola?”
“Uhm… non lo so. Forse sì. A te dispiacerebbe molto?”
Distolsi di nuovo lo sguardo. Il mio cazzo era durissimo da far male nella sua mano.
“Eh?” mi incalzò, “Dimmi la verità? L’idea che io senza di te sia ancora più troia non ti dispiace così tanto, vero? Se devi scegliere tra il vedermi fare la troia e l’immaginarmi ancora più troia non sai cosa decidere, vero?”
“Se non ti vedo non saprò mai se sei più troia tu o se sei più troia nella mia immaginazione…”
“E questo ti fa impazzire, vero?”
In quel momento non riuscii più a trattenermi e cominciai a sborrare copiosamente. Una decina di schizzi che sorpresero anche me visto che già la sera prima ero venuto diverse volte masturbandomi.
“Mm, questa mi è sembrata una buona risposta.” mi disse lei ridacchiando.

Sempre bravo.
grazie
Spettacolare.. da leggere tutto d’un fiato, senza tregua.. l’immedesimazione è inevitabile..
grazie anche a te
veramente bello ed eccitante complimenti!
grazie