Evoluzione

Quando un amico ha la fidanzata zoccola le cose possono evolvere in fretta…

C’era una festa in spiaggia. Ero lì con un gruppo di amici, alcuni single, alcuni in compagnia della fidanzata. Tra questi Luigi era con la sua nuova fidanzata Carlotta, con cui stava insieme da poco e che noi conoscevamo ancora poco.

Mi ero staccato dalla ressa di gente che ballava per andare in cerca del bagno. Avevo trovato un po’ di file e allora mi ero detto che potevo andare nella vegetazione dietro lo stabilimento balneare ad espletare i miei bisogni urgenti. Mentre cercavo il posto adatto mi bloccai, sentendo un rumore insolito. Un ansimare, un mugolare e uno schiaffeggiare ritmico. Incuriosito cercai la fonte di questo rumore, che sembrava proprio quello di due persone che scopano, e lo trovai.

Girato un angolo dietro alle cabine dello stabilimento mi ritrovai quasi a faccia a faccia con una ragazza che veniva scopata da un ragazzo muscoloso di cui però non vedevo il volto e che probabilmente non poteva vedermi a sua volta. La ragazza invece mi poteva vedere benissimo tanto che i nostri sguardi si incrociarono e restammo diversi lunghi secondi a fissarci mentre l’espressione di lei mutava dal lieve all’intenso godimento. Tutta questa scena era eccitante, il mio cazzo si era indurito all’istante, ed era molto piacevole da vedere se non fosse che c’era un piccolo particolare che mi turbava: la ragazza era Carlotta e il ragazzo dietro non era sicuramente il mio amico.

Lei non sembrò sconvolta dal vedermi e dall’essere vista da me, non sembrò preoccupata, anzi quasi divertita. Ebbi l’impressione che l’essere guardata le stesse piacendo, le aumentasse il piacere. Mi domandai se potesse non avermi riconosciuto, forse distratta dagli orgasmi, ma mi sembrava molto inverosimile.

Dopo un po’ ebbi pudore e smisi di guardarli. Attesi che la mia erezione svanisse e poi andai a pisciare tra la boscaglia. Poi tornai in mezzo agli altri. Dopo qualche minuto rividi Carlotta. Era tra le braccia di Luigi. Si scambiavano qualche bacio e lei sembrava serena e innamorata. Scambiai qualche occhiata con lei e dalle sue espressioni capii che mi aveva riconosciuto e che si aspettava da me silenzio, discrezione e complicità.

Passò qualche settimana. Incrociai altre volte Luigi e Carlotta, ma eravamo sempre insieme ad altri e non ebbi mai modo di scambiare due parole con lei. L’episodio a cui avevo assistito non mi usciva dalla testa. Dovevo ammettere che la visione di lei era stata veramente eccitante. Lei era una ragazza molto bella. Un gran fisico e folti capelli ricci e rossi, che incorniciavano un bel viso con gli occhi verdi. Un viso molto carino, lo avrei definito, che però io ormai visualizzavo sempre nell’atto di godere.

A Luigi non avevo mai osato dire nulla. Non volevo intromettermi, anche se forse avrebbe dovuto sapere che la sua ragazza non era proprio fedele. Ma magari era stata la debolezza di un attimo, forse lei era stata un po’ troppo brilla, forse non dovevo permettermi di rovinare la loro relazione. Per togliermi qualche dubbio avrei voluto parlare con lei, ma non trovai mai l’occasione. Sapevo solo che lei continuava a guardarmi in modo strano, sembrava quasi divertita dal segreto che condividevamo.

Finalmente un giorno, mentre gli altri erano andati già tutti in spiaggia io e Carlotta ci eravamo svegliati tardi ed eravamo ancora nella casa al mare di un nostro amico, la casa che frequentavamo praticamente ogni weekend estivo. La trovai in cucina che faceva colazione con una tazza in mano. Dopo due convenevoli di cortesia fu lei direttamente a tirare fuori il discorso, e di questo ne fui contento perché l’argomento mi imbarazzava.

“Grazie per non aver detto nulla di quello che hai visto.” esordì.

“Prego, ma ammetto che mi sono posto il problema. In fondo Luigi è un mio amico, ma non volevo intromettermi nella vostra relazione per una cosa che immagino sia stata una scappatella di una volta, una debolezza momentanea.”

“Ehm, sì…” sembrò imbarazzata e si porto la tazza alla bocca per bere ma quasi anche per nascondere il viso.

“Non è successo solo quella volta?” indagai incuriosito.

Carlotta scosse la testa.

“Perché? Non stai bene con Luigi?”

“Non è quello.”

“E cos’è? Perché lo tradisci?”

Resto un po’ in silenzio, pensierosa. Poi mi diede una risposta inaspettata.

“Qualcuno direbbe che sono una zoccola.”

“In… in che senso?” balbettai io turbato da questa affermazione. Turbato anche perché sentirglielo dire in quel modo, con quel modo apparentemente naturale e sincero mi aveva provocato una leggera eccitazione.

“Nel senso che non so resistere. Mi piace sentirmi desiderata da tanti ragazzi. Mi piace concedermi a loro. Mi piace farlo e mi piace anche tradire il mio ragazzo. Appena mi si presenta l’occasione mi eccito troppo e non capisco più nulla. Sono una ragazza cattiva.”

Mi dispiaceva per Luigi ma quelle sue affermazioni, dette con quella sincerità da quella bella ragazza mi intrigavano molto.

“No, dai… non sei cattiva…” cercai di consolarla, non so perché ma mi veniva da stare dalla sua parte, fregandomene del mio amico.

“Invece sì. Sono cattiva e dovrei essere punita.” dopo aver detto questo posò la tazza e si appoggiò con le mani al tavolo a fianco a me, piegandosi un po’ in avanti. Il suo sguardo era arrapante e con le mani si sollevò un po’ la maglietta che indossava, scoprendo il culetto coperto solo da un perizoma.

“Che… che fai?” chiesi io quasi intimorito dalla situazione.

“Non vuoi punirmi? Non vuoi sculacciarmi per aver tradito il tuo amico?”

“Dai, Carlotta, non fare così…”

“Perché no? Non vuoi? Non mi vuoi?” dicendo questo si abbassò il perizoma, lasciandolo poi cadere ai piedi e piegandosi ancora di più in avanti sul tavolo. Avevo davanti a me una ragazza vogliosa, incidentalmente la ragazza di un mio amico, che mostrava il culo nudo piegata a novanta.

Le diedi uno schiaffetto su una chiappa. Poi un altro. Lei mi incitava e dopo un po’ diventarono sculacciate. Dopo un altro po’ i miei boxer erano caduti ai miei piedi ed il mio cazzo faceva avanti e indietro nella fica di Carlotta. Fu una scopata tremendamente eccitante, e per questo troppo breve. Lei era veramente arrapante.

La breve durata dell’amplesso fu anche la mia fortuna, perché non passo molto prima che in casa ritornassero i nostri amici. Io fui imbarazzato per tutta la giornata, evitai contatti con loro, con Luigi soprattutto e non ebbi più modo di interagire con Carlotta.

Poi l’estate finì. Le occasioni di stare insieme si diradarono. Non mi ritrovai più da solo con lei, per fortuna o per sfortuna. Mi sentivo in colpa per quello che avevo fatto ma non riuscivo a non pensarci e a non desiderare di rifarlo.

Qualche mese dopo seppi che si erano lasciati. Luigi aveva capito o forse l’aveva scoperta, ma ci disse che si era liberato di una troia. Ebbi la tentazione di contattarla per poterlo fare con lei senza sentirmi in colpa nei confronti di lui, ma resistetti. Per qualche motivo, forse indipendente da questa vicenda o forse no, pian piano mi staccai da quella compagnia di amici e da Luigi. L’estate successiva non li frequentavo più. Avevo una ragazza e giravo con gli amici di lei.

Poi una sera, al bancone del bar di un locale, mi sentii toccare su una spalla e mi girai. Una cascata di capelli rossi ricci incorniciava un volto sorridente.

“Ciao! Come stai?” mi salutò Carlotta.

Scambiammo due parole, aggiornandoci sulle novità. Poi lei, in modo abbastanza spudorato mi disse che si ricordava la scopata con me, le era piaciuta molto.

Io come risposta, con tono difensivo per sentendomi orgoglioso, le dissi che ora avevo una ragazza.

“Sei qui con lei?” mi chiese curiosa. Io annuii e lei si avvicinò a me per parlarmi nell’orecchio.

“Sai cosa mi piace fare oltre che tradire il mio fidanzato? Mi piace far tradire i fidanzati delle altre.”

Si staccò da me. Mi fece l’occhiolino e diede un sorso al cocktail che teneva in mano. Io mi aggiustai il cazzo nei pantaloni. Lei rise.

Cinque minuti dopo eravamo nei bagni del locale. Lei piegata a novanta con le mani appoggiate al muro e io dietro che la fottevo. Anche quella volta durai pochissimo. Mi eccitava troppo. Per fortuna lei sembrava veloce nel godere e non rimase insoddisfatta.

Chissà invece i nostri rispettivi partner cosa stavano facendo in quei momenti nel locale.

Dopo quella volta non la persi più di vista. Rimanemmo in contatto. All’inizio pensavo che sarebbe stata la mia amante e io il suo amante, ma le cose cambiarono in fretta.

“Non voglio più vederti in questo modo.” le dissi al termine di una sveltina in auto.

“Perché no? Non è divertente?”

“Non voglio essere il tuo amante.”

“Amante. Che parolona. Sei uno con cui scopo. Uno dei tanti.” rispose Carlotta che tendeva a non prendere mai molto sul serio le cose e scherzava sempre.

“Voglio mettermi insieme a te.” io ero serio invece.

“Non ci si mette insieme ad una zoccola, cioè non consapevolmente.” rispose lei.

“Invece io voglio farlo proprio consapevolmente.”

“Cosa intendi?” cambiò tono e capì che non stavo scherzando.

“Mi piaci. Mi ecciti. E mi piaci proprio perché sei così zoccola. Mentre ti scopo penso che non sono l’unico che lo fa e mi eccito. Mi immagino di essere il tuo fidanzato e all’idea che tu mi tradisca mi eccito. Ti piacerebbe avere un fidanzato che accetta le corna che gli metti e anzi gli piace proprio?”

Lei mi guardò interdetta. Probabilmente non le era mai capitata una proposta simile.

“Non lo so.” mi rispose dopo un po’. “Non so come sia tradire con il consenso del fidanzato.”

Sembrò rifletterci su e poi concluse alzando le spalle e sorridendo.

“Possiamo provare.”

Ero stato suo amico, ero stato un voyeur, ero diventato suo confidente, e poi suo amante, fino a capire quello che volevo: essere il suo fidanzato, ma non un fidanzato normale, un fidanzato cornuto. Evoluzione.

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