Parcheggio

Giochi di coppia con intruso inaspettato.

Scendiamo nel parcheggio sotterraneo dove abbiamo lasciato l’auto per andare a cenare in centro. Lei mi ha provocato tutta la sera, nel suo solito modo di giocare stuzzicando i miei istinti sessuali. Sta camminando davanti a me, io sono qualche metro dietro e tiro fuori il cellulare per filmarla. Lei se ne accorge e accentua il suo ancheggiare. Indossa un paio di scarpe col tacco alto, delle autoreggenti e un impermeabile corto sopra un vestito ancora più corto. So già che non indossa più le mutande. Se le è tolte al ristorante, sempre per provocare in me la consueta reazione da allupato.

Volta per un attimo la testa. Mi sorride portandosi un dito alla bocca. Poi riprende a camminare e lentamente, ad ogni passo, si solleva un po’ l’impermeabile e il vestito. Il bordo delle autoreggenti viene scoperto, si cominciano a vedere le cosce nude. Ogni tanto si guarda attorno, vuole essere sicura che non ci sia nessuno in quel parcheggio. Ma è molto tardi, dopo la cena abbiamo passeggiato per il centro e poi siamo andati a bere qualcosa in un locale in cui facevano musica dal vivo. Non c’è anima viva, non c’è nessun rumore a parte quello dei suoi tacchi.

Dopo qualche passo ancora i vestiti sono saliti ed ora il mio telefono sta riprendendo il bellissimo culo nudo della mia donna. Lei sculetta e ogni tanto mi guarda con aria maliziosa. Le piace mostrarsi e le piace il brivido del proibito. Continua a controllare che non arrivi nessuno, ma intanto sta girando mezza nuda in un luogo pubblico. So che è eccitata, lo sono anche io. Sto già pensando a quando arriveremo a casa. Anzi magari già prima di arrivare faremo qualcosa, forse mi succhierà il cazzo mentre guido oppure si masturberà o vorrà la mia mano fra le sue gambe per tutto il viaggio. Poi a casa scoperemo caricati da tutta questa serata intrigante.

Improvvisamente vedo che si blocca e rimane impietrita guardando alla sua sinistra. Non fa nessun movimento tanto che non lascia neanche cadere giù i vestiti. Giro il mio sguardo e vedo che da una grossa auto parcheggiata è sceso un uomo. Lui ci ha visto. Anzi ha visto lei ed è anche lui immobile, sopreso dalla visione di una bella donna elegante, nuda dalla vita in giù. Lei finalmente lascia andare i vestiti che scendono a coprirla e si gira verso di me, un po’ spaventata ma forse anche un po’ divertita. L’uomo non si muove e non dice niente, con il linguaggio del corpo sembra quasi scusarsi per l’intrusione.

Io mi avvicino a lei. Per tranquillizzarla. Le metto un braccio attorno alle spalle. Lei si gira contro il mio petto, dando all’uomo la schiena. Come se volesse farsi proteggere da me.

“Tutto ok. È tranquillo.” le sussurro mentre fisso lui negli occhi. Il suo atteggiamento non è cambiato, sembra non volerci disturbare. Io cerco di comunicargli normalità. È un uomo vestito elegante, come se fosse uscito in quel momento dal lavoro. Ha qualche anno più di noi ed è abbastanza robusto.

“Che fa? Ci sta guardando?” mi chiede lei a bassa voce. Io annuisco. Lei mi guarda negli occhi, in cerca di approvazione. Sostengo il suo sguardo per alcuni istanti. Non capisco che intenzioni abbia. Rimaniamo tutti fermi per qualche attimo. “Posso?” mi chiede poi lei.

Non le do una vera risposta. Non so neanche bene in realtà quale sia la domanda. Ma non la fermo. In tutti i nostri giochi io le lascio sempre campo libero, è lei che deve decidere fino a dove spingersi. Deve ancora arrivare il giorno in cui troverò qualche sua mossa volta ad eccitarmi eccessiva. Ma in quel momento qualche dubbio mi viene. Lei inizia ad ondeggiare sinuosamente il corpo mentre con le mani riafferra i lembi dei vestiti per tirarseli lentamente su. L’uomo sgrana gli occhi e sorride. Dopo poco ha come visuale il culo nudo della mia donna. Culo di notevole e oggettiva bellezza.

“Mi sta guardando?” mi chiede lei che ha sempre la faccia contro il mio petto.

“Sì.”

“Gli piaccio?”

“Direi proprio di sì.”

Restiamo così, fermi e in silenzio per alcuni secondi. L’uomo deglutisce e si guarda attorno un po’ nervoso e incredulo. Lei poi si gira. Lo guarda, sempre col vestito tirato su. Lui così può ammirare meglio quello che prima aveva probabilmente solo intravisto. Il pube totalmente depilato con il tatuaggio vicino alle labbra della fica. Lei poi porta una mano davanti, apparentemente per coprirsi, ma in realtà per toccarsi. Sento che è eccitata. Ansima. Io la spingo leggermente sulle spalle.

“Avviciniamoci.” le dico. “Mettiamoci tra le macchine.”

Lei avanza a piccoli passettini sui tacchi. Arriviamo fra un auto e l’altra. In questo modo siamo coperti alla vista da eventuali nuovi arrivati. L’uomo è ancora appoggiato alla portiera aperta del suo SUV. Si tocca il davanti dei pantaloni.

“Posso?” ci chiede. Io annuisco.

“Devi…” sussurra mia moglie talmente piano che non sono sicuro che lui l’abbia sentita.

Si slaccia la cintura e si abbassa i pantaloni. In quel momento lei si gira di nuovo. Si sfila del tutto l’impermeabile e lo lascia cadere a terra. Poi si tira su il vestito. Gli mostra di nuovo il culo nudo. Non guarda mentre lui tira fuori il suo sesso eretto e inizia a segarsi.

“Cosa sta facendo?” mi chiede con la fronte appoggiata al mio petto e la schiena inarcata per tendere in fuori il culo.

“Si sta segando guardandoti il culo.” le dico.

“Com’è il suo cazzo?”

“È… è grosso.”

Lei alza la testa. Si mette in punta di piedi. Mi guarda negli occhi. Mi mette una mano sulla mandibola e spinge le nostre bocche a mettersi in contatto. Mi bacia appassionatamente. Poi si stacca e con la lingua percorre tutta la mia guancia fino all’orecchio.

“Ho voglia di impazzire.” mi dice o qualcosa del genere. Sinceramente sono talmente scombussolato dalla situazione che non sono lucido.

Poi si stacca da me. Si gira e in un gesto sicuro e veloce si sfila dalla testa il vestito. Ora è completamente nuda eccetto le scarpe, le calze e il reggiseno che però si toglie in un attimo. Mi chiedo se non abbia freddo. Poi mi viene da ridere per la preoccupazione assurda che mi è balenata in testa.

Lei si avvicina all’uomo. Si inginocchia. Gli prende il cazzo in mano. Poi si gira. Attende una sorta di mio nulla osta. Io faccio un gesto e lei lo interpreta correttamente come un via libera.

Il parcheggio di notte è vuoto e silenzioso. Io mi guardo attorno per controllare la situazione. Sento il rumore del risucchio del pompino che la mia donna sta praticando a quello sconosciuto. Lui ogni tanto emette un grugnito. Sta gradendo molto. Lei quando si impegna ti fa impazzire con la bocca. Io più che altro vedo la nuca di lei, ma assistere ad una fellatio della propria donna ad un altro uomo è uno spettacolo insolito e affascinante. Sento lui mugolare più forte. Le ha messo una mano sulla nuca, ma non percepisco in lei la volontà di staccarsi da lui.

Poi lei si alza. Col dorso della mano si pulisce un lato della bocca. Mi sorride. Poi si china e raccoglie il vestito, il reggiseno e l’impermeabile. Indossa quest’ultimo e poi corre via verso la nostra auto facendo un saluto con la mano all’uomo che è rimasto appoggiato alla sua auto, sfinito e ancora incredulo della fortuna capitatagli.

A me viene spontaneo di dargli la mano, per salutarlo, anche se ha ancora il cazzo fuori penzolante e sporco di sborra. Lui mi stringe la mano ancora spaesato, poi improvvisamente riacquista lucidità e mi parla:

“Gran donna, tua moglie.”

“Ah, grazie. Non siamo abituati a fare queste cose. È stata una cosa insolita e inaspettata.”

“Beh, neanche a me era mai capitato… Poi gran figa eh, se mi permetti.”

“Grazie. Riferirò.”

“Senti, ma non è che vi interessa ancora la mia compagnia. Non dico adesso. Cioè anche adesso ma anche nei prossimi giorni. Ti lascio il mio biglietto da visita…”

Prendo in mano il cartoncino che mi passa. Lo leggo ma non incamero nessuna informazione. Sto pensando ad altro. Guardo lui. Poi guardo verso la nostra auto. Lei è già salita. Penso che quella sia una serata strana. Una serata forse unica o magari soltanto la prima di tante. Forse devo cogliere quella occasione.

“Senti. Seguici. Noi andiamo a casa. Provo a parlarne con lei. Provo a chiederle se vuole osare ancora di più. Se vuole farlo in tre. Tante volte lo abbiamo immaginato. Se stasera si è spinta a fare quello che ha fatto forse è dell’umore giusto anche per altro.”

“D’accordo. Vi seguo. Se ci sta fammi un segnale di qualche tipo e io mi fermo, se no vado via. E nel caso hai sempre il mio biglietto.”

“Ok.”

Ci stringiamo di nuovo la mano. Lo guardo ancora. Quest’uomo forse a breve scoperà la mia donna. Me lo immaginavo diverso quello con cui lo avremmo potuto fare ma nella fantasia le cose sono diverse. A lei è piaciuto in qualche modo se ha voluto succhiargli il cazzo quindi forse accetterà quello che le proporrò.

Salgo in auto. Lei mi guarda un po’ sorniona un po’ timorosa della mia reazione. Le sorrido. Si rilassa. Partiamo ed io inizio ad affrontare il discorso alla larga. Le chiedo cosa pensa di quell’uomo mentre nello specchietto controllo che la sua auto ci segua.

Quando ci avviciniamo a casa le faccio qualche domanda più diretta.

“Ma con uno come lui lo faresti in modo completo?”

“Cioè?”

“Cioè non solo un pompino, ma sesso completo. Tutto. Insieme a me. In tre come abbiamo sempre immaginato.”

Lei ci pensa. Hai indosso solo l’impermeabile e sotto è ancora nuda. Si tocca un capezzolo. Si passa la lingua sulle labbra.

“Forse sì. Mi è piaciuto come ha reagito quando mi ha visto. Si vedeva che gli piacevo ma non ha reagito da maniaco.”

“Di aspetto ti piaceva?”

“Sì. Abbastanza. Aveva un bel cazzo, soprattutto.”

“Quindi se io stasera ti avessi proposto di portarcelo a casa per scopare tu che avresti detto?”

Lei mi guarda con un sorrisetto malizioso. La sua mano dal seno scende fra le gambe. Si tocca.

“Che maiale che sei…” mormora.

“Rispondimi. Sinceramente. Se te l’avessi chiesto seriamente.”

Lei guarda fuori dal finestrino. Io controllo. Lui è dietro di noi.

“Mmh… forse… perché no…?”

“Davvero?”

“Mh… sì… penso che ti avrei detto di sì…”

“Ah… peccato allora che non te l’ho chiesto…”

“Già… peccato.”

Io accendo due o tre volte i fari antinebbia posteriori per lanciargli il segnale. Lui ci segue fino a sotto casa. Parcheggio l’auto e lui la parcheggia poco lontano. Scendo. Vado ad aprire la portiera di lei, che ringrazia per la galanteria inaspettata.

“Allora ti va di farlo in tre?”

Lei mi guarda aggrottando le sopracciglia.

“Sì, forse un giorno lo faremo… se troviamo la situazione giusta, come stasera…”

“Appunto. Come stasera. Vuoi farlo stasera?”

“Eh ma come stasera? Con chi?”

Io mi giro. L’uomo è sceso dall’auto e sta venendo verso di noi. Sul volto ha un sorriso a trentadue denti. Guardo lei che lo guarda stupita e poi guarda me, con l’aria di chi mi vorrebbe bonariamente picchiare per lo scherzo che le ho fatto.

Nell’ora successiva mi guarderà tante altre volte. Con tante espressioni diverse. Di gratitudine, di godimento, di troiaggine, di felicità, di complicità, di stupore, di estasi. Ma la mia preferita rimane quella di impegno, con le labbra morsicate tra i denti, mentre stava sopra di me col mio cazzo in figa e cercava di accogliere quello dell’uomo nel suo altro orifizio. Dopo quella espressione si trasformò in sorpresa e piacere e orgasmo.

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