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“Come vado?”

Mia moglie uscì dal bagno dove aveva finito di truccarsi e si presentò davanti a me che ero in tuta seduto a guardare la televisione.

“Cazzo…” mormorai istintivamente a bassa voce.

Mia moglie era sempre stata una gran figa. Molto sportiva e attenta alla cura del corpo. Fino a pochi anni prima spesso aveva partecipato come passatempo a sfilate o set fotografici. Quella sera si era vestita in modo estremamente sexy: ai piedi un paio di sandali col tacco altissimi con strisce di stoffa che si legavano salendo lungo il polpaccio, le gambe lunghe erano coperte da calze velate che sparivano sotto ad una gonnellina di pelle molto corta, sopra indossava una camicetta molto scollata e un coprispalla. Qualcuno avrebbe detto che si era vestita da zoccola. Anche il mio cazzo lo pensò, indurendosi all’istante.

“Troppo?” mi chiese notando la mia reazione.

“Mah… non so… chi è questo con cui esci?”

“Te l’ho detto, è un mio cliente.”

Mia moglie faceva l’arredatrice di interni. Di recente aveva ottenuto un grosso lavoro per studiare e realizzare l’arredamento di un piccolo hotel di lusso in città. Il committente era un uomo sessantenne molto facoltoso che durante tutto il tempo in cui lei aveva lavorato per lui aveva tenuto un atteggiamento di cortese corteggiamento. Cioè pur mantenendo il rispetto dovuto alla professionalità di mia moglie le aveva chiaramente fatto capire quanto ne apprezzasse l’aspetto e la naturale sensualità. Mia moglie era una a cui piaceva giocare con gli uomini provocandoli e flirtando. Sfruttando poi il mio essere disponibile al fatto che noi fossimo una coppia aperta lei spesso ne approfittava e non si faceva scappare qualche incontro erotico con uomini che le piacevano. E questo cliente, pur molto più vecchio di noi la intrigava per il modo galante ma nello stesso tempo esplicito con cui aveva espresso le sue voglie verso di lei. E a fine lavori lei aveva accettato un invito ad uscire a cena, per festeggiare l’obiettivo raggiunto.

“Ma ti ha invitato a cena per fare cosa? Cioè lui cosa si aspetta?”

“Mi vuole offrire una cena in questo ristorante rinomato per celebrare la conclusione del lavoro. Poi mi pagherà l’ultima parte dell’onorario e…”

“E…?”

“E di sicuro si aspetta qualcosa di sessuale. Non ha osato finché lavoravo per lui, ma le sue avances erano esplicite. E io non le ho mai respinte.”

“Di sicuro se vai vestita così non gli fai certo perdere le speranze.”

“Dici che è troppo? Sono troppo provocante?”

“Sei molto provocante… diciamo che al ristorante ti guarderanno tutti e sapendo la sua età e considerando la tua bellezza… credo ti scambieranno per una escort.”

Mia moglie ridacchiò.

“Credo che non gli dispiacerà se darò questa impressione…” commentò.

“Davvero?”

“Sì. Ha fatto alcune battute sul fatto che mi pagherà per uscire a cena con lui.”

“Allora credo tu sia perfetta.” dissi sistemandomi il cazzo che era compresso dentro le mie mutande.

Mia moglie fece un giro su se stessa per farsi rimirare ancora meglio. Quella gonnellina aderente le metteva in mostra il suo bel culo, da sempre un suo punto di forza nei confronti degli ammiratori.

“Cos’hai sotto?” chiesi sospettoso.

Lei si alzò leggermente la gonna fino a mostrarmi che le calze terminavano a metà coscia ed erano sorrette da un reggicalze.

“Cazzo…” mormorai di nuovo e mi infilai una mano nelle mutande.

“Ti piace?” chiese lei maliziosa.

“Cazzo, sì… lo farai impazzire… sedendoti lo noterà… vacci piano… è in là con l’età…”

Lei rise.

“E ancora più sotto cos’hai?” insistetti perché non mi aveva mostrato tutto.

Lei si girò e continuò a sollevarsi lentamente la gonna piegandosi nello stesso momento in avanti. Comparve l’inizio delle sue chiappe. Per un attimo ebbi l’impressione che non avesse niente, che avesse intenzione di uscire senza mutande. Ma sarebbe stato troppo anche per lei ed infatti notai il sottile filo di un tanga che separava i glutei e copriva il buco del culo che altrimenti avrei visto dato che si era posizionata a novanta gradi davanti a me. Le diedi un bacio sul culo tirando fuori il mio cazzo e iniziando a segarmi.

“Non riesci a farmi qualcosa prima di uscire?” le domandai puntando verso di lei il cazzo.

Lei mi guardò. Probabilmente ne aveva voglia ma era più divertente se mi faceva soffrire un po’ e quindi trovò una scusa.

“Mi rovinerei il trucco.”

“Neanche una sega?” domandai implorante.

“Rischi di sporcarmi i vestiti.”

“Sei una troia…” le dissi come apprezzamento.

Lei sculettò via ridacchiando e facendomi il gesto delle corna.

“Mi aggiorni su come procede la serata?” le urlai prima che uscisse di casa.

“Certo, amore…” disse lei lanciandomi un bacio.


In realtà mia moglie non mi tenne aggiornato durante la serata, ma me lo aspettavo. Quando si fa coinvolgere perde ogni cognizione del tempo che passa e si concentra solo su quello che sta vivendo, non pensando più al resto.

Solo ad un’ora piuttosto tarda ricevetti un messaggio.

“Sono all’hotel. Ho una stanza offerta per la notte. Mi raggiungi?”

Non mi feci troppe domande sul perché avremmo dovuto passare la notte là invece che lei tornasse a casa come sarebbe stato normale. Non era il momento di discutere e non era mai il momento di contraddirla. Probabilmente era stanca e non aveva voglia di tornare. Se quello era il motivo era altrettanto probabile che avesse anche scopato.

Quest’ultimo dubbio me lo tolsi quando arrivai all’hotel e dissi alla reception di essere il marito e che lei mi aspettava in camera. La ragazza alla reception fu molto professionale ma non riuscì a nascondere un leggero sorrisino, quello di una che quasi sicuramente ha visto salire mia moglie in camera col proprietario dell’hotel, ben sapendo cosa andavano a fare. E poi, dopo aver visto andarsene il proprietario, vede arrivare il marito forse ignaro di tutto. O forse difficilmente avrà pensato che ero ignaro di tutto e il sorrisetto era perché si trovava di fronte ad uno di quei mariti cornuti e consenzienti.

Salii in camera e aprii la porta con la chiave magnetica. Per un attimo mi chiesi come avrei dovuto reagire se l’avessi trovata ancora in compagnia di lui. Lei non mi aveva detto niente quindi non mi aspettavo situazioni strane, ma non potevo esserne certo. E nel caso avrei dovuto fingere gelosia e cacciarlo o adeguarmi e fare la parte del marito guardone?

Non ebbi bisogno di risolvere quel dilemma. La stanza era quasi del tutto buia e dentro c’era soltanto mia moglie che dormiva nuda su un letto sfatto. Per terra i suoi vestiti e le scarpe, sparsi come quando vengono tolti in modo concitato e guidato dalla passione. Ai piedi del letto un cestello con una bottiglia di champagne girata all’ingiù.

Nell’aria c’era odore di sesso. Sudore, umori. L’odore dolciastro di lubrificanti. Quello chimico di preservativi usati. Mi chinai su di lei e la odorai meglio. Sperma. Pelle.

Lei emise un leggero gemito e si girò nel dormiveglia. Mi aveva sentito arrivare. Mi salutò con voce impastata. Io intanto mi spogliai e scivolai su di lei. Il mio cazzo era duro e impaziente di sfogarsi dopo tutta quella serata.

“No.” mi respinse lei.

“Perché?” chiesi io un po’ seccato. Dopo tutto mi aveva fatto andare lì, si era fatta trovare così, mi aveva evidentemente tradito nelle ore precedenti e io non potevo neanche scoparla?

“Colpa del viagra.” bofonchiò lei mangiandosi le parole.

“Cosa vuol dire?”

“Che adesso anche con i sessantenni non è sesso, è una maratona. Sono stanca. Sfatta. Mi ha scopato per ore.”

“E io?” chiesi sconfortato.

“Fai da solo.” rispose lei seccamente e si rigirò per tornare a dormire.

Lo faceva apposta. Le piaceva torturarmi e umiliarmi. Era un modo per sancire il potere della fica su di me. Avrei acconsentito a tutto pur di continuare a far parte dei suoi giochi erotici.

E così feci da solo, o quasi. Per lo meno usai i suoi piedi. Mi misi in fondo al letto e tenendole le caviglie mi feci fare una sega con i piedi. Poi quando ero sul punto di venire mi spostai e finii con la mano sborrandole sul culo tutto lo sperma accumulato grazie i pensieri della serata. Poi glielo leccai via, andando anche a insinuare la lingua fino ad un buchetto troppo morbido e cedevole per essere rimasto inviolato quella sera. Lei apprezzò molto, pur facendo finta di continuare a dormire.


“Allora ti piace come ho fatto arredare questo posto?” mi chiese mia moglie mentre eravamo a colazione.

A dire il vero mi ero guardato pochissimo in giro, rapito dall’aspetto di mia moglie, vestita al mattino come era la sera prima.

Quando facemmo il check-out, pur non avendo nulla da pagare, i dipendenti dell’hotel si premurarono di chiederci se avevamo passato una buona nottata. Ero sicuro che tutti sapessero che il loro padrone la sera prima si era scopato mia moglie. E che io non potevo non saperlo. Era eccitante quella situazione ed ero sicuro che il tutto divertisse molto mia moglie che continuava a fare la smorfiosa sfruttando l’abbigliamento fuori luogo.

“Lui era quello che ieri ha portato la bottiglia in camera.” mi informò poi sottovoce mia moglie mentre uscivamo ed un ragazzo ci faceva la gentilezza di aprirci la porta.

Mi aveva accennato qualcosa durante la colazione. Di come il proprietario, dopo essersi fatto dare le chiavi dai suoi dipendenti, avesse richiesto che portassero su una bottiglia di champagne. E quando il ragazzo era arrivato gli aveva detto di entrare. Lui aveva usato il passepartout ed era entrato in camera e loro stavano già scopando. Lei era già nuda mentre il ragazzo portava il secchiello con la bottiglia dove il capo gli indicava senza smettere di fottere mia moglie alla pecorina.

“Quando arriviamo a casa potrò finalmente scoparti?” le chiesi mentre salivamo in auto.

“Dipende.”

“Da cosa?”

“Da quanto mi dimostri che ti ha eccitato tutto questo mio fare la cagna in giro.”

“Allora sì, finalmente ti scoperò.”

“Porco.”

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