Messaggi scritti e messaggi audio per una complicità di coppia
“Amore, sono in riunione e non posso ascoltare. Puoi ascoltarlo per me e scrivermi cosa dice?”
Ricevetti questo messaggio mentre ero anche io al lavoro. Neanche io ero del tutto libero di ascoltare o meglio avrei potuto mettermi gli auricolari ma avevo capito il gioco di mia moglie e quindi l’ascolto di quel vocale sarebbe stato meglio farlo in un luogo nascosto dagli altri. Andai in bagno, mi abbassai i pantaloni e mi presi il cazzo in mano. Già sapevo cosa avrei sentito.
Una voce maschile, a me sconosciuta. Un sottofondo di rumore di traffico.
Lo ascoltai una prima volta, senza attenzione ai dettagli, solo per cogliere il tono generale. Lo ascoltai mentre il cazzo diventava duro. Poi di nuovo, cercando di memorizzare tutte le informazioni che avrei dovuto trasmettere a mia moglie. Non che ci fossero, in quei lunghi minuti di monologo, tante informazioni fondamentali, ma sapevo che mia moglie voleva che le riportassi tutto. Voleva che le trascrivessi tutto, per umiliarmi ed eccitarmi allo stesso tempo. Non escludo che lei in realtà lo avesse già ascoltato e sapesse cosa conteneva. Forse aveva deciso di mandarmelo proprio dopo averlo ascoltato lei. La immaginavo, col suo sorrisetto malizioso.
“Troia… troia…” mormorai tra i denti mentre svuotavo le mie palle nel cesso. Non avrei voluto venire ma non l’avevo fatto apposta. Non avevo resistito.
In un impeto masochistico riascoltai una ultima volta il vocale e iniziai a trascriverlo mentre ancora soffrivo per il peso delle corna che, fin quando ero eccitato trovavo così piacevole, ma che nei minuti immediatamente successivi ad un orgasmo mi rodeva dentro.
Iniziai a scriverle:
Era lui
Dice che è per strada e sta arrivando
Ha prenotato lo stesso hotel dell’altra volta
Quello dove vi siete fatti riconoscere, dice
Mi dovrai dire a cosa si riferisce, troia
Dice che ha pensato di non andare a cena, prima, ma che vi potete far portare la cena in camera
Vuole scopare e scopare e basta
Crede che anche tu voglia così, te lo chiede
Dice che se vuoi non smetterà di scoparti neanche quando porteranno la cena in camera, così fai vedere a tutti quanto sei troia, come piace a te
Questa cosa devi spiegarmela, davvero con lui sei così esibizionista?
Non mi racconti tutto?
Voglio sapere
Poi dice che gli è venuto il cazzo duro mentre ti mandava questo vocale
Ti chiede se anche tu hai così tanta voglia
Ti chiede se hai negato il sesso a tuo marito negli ultimi giorni, come ti aveva chiesto
Ora capisco perché l’altra sera ti sei negata
Ti conservavi per lui, troia
Potevi dirmelo
Lo avrei accettato
Almeno mi sarei segato su quel pensiero
Poi ti chiede un’altra cosa che mi hai tenuto nascosto, se l’hai fatta veramente
Ti chiede se hai indossato il plug oggi, per prepararti
Dice che era stata una tua idea, che volevi essere pronta
Pronta per una notte tutta anale
Quindi ti chiede se sei al lavoro con il plug nel culo
Davvero lo hai fatto?
Sei in riunione così?
Voglio saperlo anche io
Sei proprio una troia… per lui
Da quanto non mi dai il culo?
Perché a lui glielo dai sempre?
Cos’ha lui meglio di me?
Non devi rispondere
Lo so
Però rispondimi sul plug, voglio saperlo
Voglio immaginarti
Ti immaginerò così anche se non me lo dici
Però dimmelo
A lui puoi anche non dirlo
Dice che lo vuole scoprire quando arrivi da lui in hotel
Dice che ti toglie il plug e ci infila il suo cazzo
Come piace a te
E niente, poi ti saluta e dice che non vede l’ora
Ti dice che sei una troia
E dice che io sono un cornuto
Tutto qua
Mi rispondi?
Passarono diversi minuti. Le spunte dei messaggi rimanevano tutte grigie, segno che non li aveva ancora letti. Io nel tempo di scriverli avevo fatto in tempo a tornare duro e a segarmi di nuovo in bagno. Ma poi dovevo tornare al lavoro. Finsi una indisposizione, per giustificare l’assenza prolungata dalla mia scrivania.
“Ciao, amore, grazie di tutto. Sei stato un tesoro. Riassunto perfetto. Allora stasera non torno a casa. Ci vediamo domattina, passo da casa prima di tornare al lavoro. Ti amo.”
Mi mandò quel vocale. Si sentiva dalla voce che era euforica per la imminente notte con l’amante.
Anche io ti amo
Però poi voglio una risposta a quelle domande
Divertiti stasera
Io ti penserò
Mi piace quando fai la troia
Però voglio sapere di più
Voglio sapere tutto
Se ti va, mandami un vocale mentre sei con lui
Mi piacerebbe sentirti godere
Vorrei risentire come godi con il culo
Vorrei sentire come godi con lui
Oppure fai mandare a lui un vocale
Mi è piaciuto oggi sentirlo parlare di te, sentirlo parlare con te
Mi ha umiliato ma mi è venuto duro
Ero in bagno, mi sono segato
Mi segherò anche stasera, pensandoti
Anche tu pensami, amore
Ciao, non ti disturbo più
Ti amo
Le spunte diventarono blu, ma nessuna risposta.
Poi a tarda sera, quando già ero a letto, il beep di un messaggio.
Un vocale. Senza parole. Solo urla e gemiti, di godimento intenso, che accompagnarono il mio.
