Una donna in cerca di relax ed emozioni nuove…
Sono scappata. Avevo bisogno di staccare. Da sola. Sono andata in un hotel con spa e centro benessere. Ho fatto tutto quello che potevo fare per rilassarmi e rimettere in sesto corpo e mente.
E in effetti a sera mi sentivo bene, mi sentivo meglio. Mi sono messa a letto nuda. Il piacere di sentire lenzuola pulite e morbide a contatto con tutta la mia pelle. Ho preso dalla valigia l’unico compagno di viaggio che volevo: il mio vibratore. A casa non lo uso mai oppure se lo uso non riesco a sfruttarlo del tutto. Ho sempre troppi pensieri e il godimento che mi provoca non è mai completo come invece sono riuscita ad ottenere stasera. Da tempo non provavo un orgasmo simile, così lungo e profondo.
Poi mi sono addormentata, molto presto. Ultimamente ho dormito poco, ho sofferto di insonnia e in effetti, nonostante il relax della giornata, anche stanotte mi sono svegliata. Guardo l’ora. Sono circa le 3. Mi è passato il sonno. Sarà anche che ho già dormito più di cinque ore. Provo a rigirarmi nel letto. Mi vien voglia di toccarmi. Lo faccio.
Sono lì che mi accarezzo con le dita fra le gambe quando la mia attenzione viene catturata da qualcosa. Mi rendo conto che è da un po’ che sto sentendo dei rumori strani ma non avevo ancora focalizzato. Mi metto in ascolto e dopo un po’ sento solo quello e il tipo di rumore diventa inequivocabile nella mia testa. I vicini di stanza stanno scopando. Sento degli urletti femminili a tempo con dei rumori sordi. Ogni tanto un grugnito maschile. Poi una accelerazione e rumore di pelle che sbatte contro pelle.
Da un lato questo mi eccita. Da un altro lato è frustrante. Vorrei essere io la donna che viene scopata. Ne ho bisogno. Le dita non mi bastano. Neanche il vibratore non mi basta. Vorrei sentire un corpo maschile sopra di me, che mi prende, che mi domina, che non mi lascia scampo.
I miei vicini sembrano aver finito. Non è stato un gran amplesso. Forse non devo invidiarla molto però questo non mi cambia le cose. Ho voglia. Ho smania. E ormai il sonno è passato.
Mi alzo, accendo la luce. Mi metto davanti allo specchio. Mi tocco. Mi eccita anche solo lo stare nuda e il guardarmi pensando che a farlo sia un uomo.
Improvvisamente mi viene una idea che mi dà un brivido. Vado verso la porta della stanza. La apro e rimango lì davanti nuda. Poi richiudo. Divertente ma non è abbastanza. Riapro e stavolta mi affaccio nel corridorio che dà sulle porte delle altre stanze. Sono le tre di notte, ovviamente non c’è nessuno. Però è intrigante essere in un luogo normalmente pubblico ed esserci senza niente addosso. Mi eccita, più di quello che ero già.
Esco in corridoio e resto lì, in piedi, nuda, senza coprirmi. Se uscisse qualcuno mi vedrebbe, ma tutti dormono. Anche i miei vicini, sicuramente.
Con una mano tengo la porta, non si sa mai che mi si chiuda alle spalle. Resto così qualche minuto. Il tempo sufficiente a farmi venire voglia di osare di più. Torno dentro alla mia stanza e prendo le chiavi.
Esco di nuovo e stavolta non mi preoccupo che la porta si possa chiudere. Ho le chiavi in mano. Ci gioco mentre penso che vorrei proprio farmi chiavare. Ridacchio tra me e me e intanto osservo il portachiavi. Ha una forma allungata con una estremità sferica e l’altra che si allarga dove sono attaccate le chiavi. Mi viene una idea folle. Torno dentro.
Vado in bagno e mi metto a lavare con tanto sapone il portachiavi. Poi me lo rigiro in mano, lo soppeso. Mi guardo allo specchio. Mi giro e mi guardo dietro la spalla in modo da guardarmi il culo. Provo ad appoggiare la parte sferica contro il mio buco del culo. Spingo un po’. Credo che potrebbe entrare e se entrasse potrei spingerlo dentro fino alla parte inferiore, come se fosse un plug anale.
Ci metto sopra un po’ di sapone, per renderlo più scivoloso. Poi spingo ed entra. Fino in fondo. Mi giro e mi allargo le chiappe. Da esse penzolano fuori le chiavi della stanza. Mi viene da ridere e allo stesso tempo mi sento porca.
Messa così torno fuori dalla stanza. Sono in corridoio, nuda e con delle chiavi che mi escono dal culo. La porta si chiude. Ho un brivido. Sono più esposta di prima. Se arrivasse qualcuno dovrei estrarre il portachiavi dal culo e poi riuscire ad aprire la porta. Non farei in tempo se qualcuno uscisse da una camera all’improvviso. Ma sono le tre di notte e questo mi rassicura.
Mi rassicura a tal punto che voglio osare di più. Cammino un po’ avanti e indietro. Ogni volta mi allontano di più dalla porta della mia camera. Sento il tintinnio delle chiavi che mi escono dal culo. Ogni tanto mi fermo e mi tocco. Sono bagnata ed eccitata. Il rischio mi eccita. La voglia mi pervade. Voglio osare, voglio rischiare.
Sono arrivata agli ascensori. Ne chiamo uno e quando arriva ci entro. Le porte si richiudono e l’ascensore resta fermo. Se ora un cliente dell’hotel dopo aver fatto le ore piccole arrivasse nella hall e chiamasse l’ascensore non potrei farci niente. Arriverei giù, le porte si aprirebbero e mi troverebbe lì dentro nuda. E vogliosa. Se fosse un uomo potrebbe scoparmi lì, senza neanche uscire dall’ascensore.
Mi accovaccio. Le gambe non mi tengono per il misto di adrenalina, paura ed eccitazione. Mi tocco e mi masturbo. Poi mi viene una idea. Premo un pulsante e scendo. Ho selezionato il piano interrato, il meno uno. A quel piano c’è il centro benessere, che è chiuso a quest’ora. Non rischio di incontrare nessuno e però posso girare ancora un po’ nuda per l’hotel. É folle quello che sto facendo ma è troppo eccitante.
Arrivo sotto. Non c’è nessuno ovviamente e le luci sono spente. Accendo quella del corridoio. Da una parte c’è la porta del centro benessere. Dall’altra c’è una porta tagliafuoco. Giro la maniglia e mi affaccio. C’è un breve corridoio e un’altra porta. Credo porti al parcheggio sotterraneo.
Entro e la prima porta mi si chiude pesantemente alle spalle. Non avevo considerato che in questo corridoio non c’era la luce accesa. Sono nel buio più completo. Ho un attimo di panico. Poi però la sensazione si trasforma in qualcos’altro. É come se fossi priva di sensi. Sono nel buio assoluto e non ci sono rumori. E sono nuda.
Mi suggestiono nel pensare a che sensazione sarebbe se ora sentissi delle mani afferrarmi, tapparmi la bocca, spingermi giù e poi sentissi un grosso cazzo duro che mi penetra. Mi agito perché il pensiero diventa troppo realistico. Mi inginocchio anche e metto il culo verso l’alto. Con le dita simulo una penetrazione. Ho un orgasmo nel buio più totale. Urlo anche.
Dopo un po’ mi rialzo. A tentoni cerco la porta. Non la trovo subito. Ho un po’ perso l’orientamento quando mi sono abbassata. Ma poi esco.
Per curiosità provo la maniglia del centro benessere. Stranamente è aperta. Entro un po’ titubante. Ormai sono così abituata ad essere nuda che la mia preoccupazione è più che scoprano che sono entrata dove non dovevo più che il fatto che mi possano trovare senza niente addosso.
Avanzo nel buio che però non è totale come in quel corridoio. Qui qualche lucina sempre accesa c’è, e anche delle finestrelle alte da cui entra della luce da fuori. Cammino in punta di piedi e arrivo dove c’è la piscina.
Non resisto. Entro in acqua e nuoto nuda nella penombra. É bellissimo. L’acqua è calda ed è tutto estremamente piacevole. C’è calma e silenzio ma io penso a quanto sarebbe bello nuotare nuda qui durante il giorno, con tutti che mi vedono. Ho un altro orgasmo mentre mi tocco sott’acqua.
Mi immergo e poi riemergo.
Mi sembra di sentire un rumore. Resto in silenzio. Non sento più niente. Forse solo la suggestione o qualche macchinario. Sarà meglio che io esca. Devo trovare qualcosa con cui asciugarmi per non gocciolare infreddolita fino alla mia camera. Sì perché è meglio rientrare. Ho già rischiato troppo.
O forse no? Dove altro potrei andare? E se provassi ad affacciarmi nella hall? Ci sarà il portiere di notte e forse qualche altro inserviente. Oppure potrei incontrare qualche cliente nottambulo…
(continua qui)

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