I
la commessa del grande magazzino, giovane, carina, capelli a caschetto e piercing sul naso, alzava lo sguardo dopo aver battuto ogni mio acquisto. sorrideva e nei suoi occhi leggevo qualcosa del tipo: “si prospetta una bella serata stasera, eh?”. chissà cos’altro pensava di me, uomo distinto con circa trent’anni che aveva appena saccheggiato il reparto di accessori erotici. un vibratore, un plug anale, un paio di manette con annessa mascherina per gli occhi, due vasetti di creme lubrificanti e per massaggi, un completino intimo per donna, un anello da usare alla base del pene, uno stimolatore prostatico e una paperella di gomma, all’apparenza innocua, ma vibrante anch’essa.
io, della commessa, mi chiedevo quanti di questi giocattoli erotici avesse mai provato, visto che lavorava in questo reparto particolare del grande magazzino. io immaginavo che ogni tanto tornasse a casa con qualcosa di nuovo per sperimentarlo con il suo ragazzo. nei suoi occhi vedevo una certa malizia.
II
“hai detto che vuoi farti perdonare di avermi trascurato troppo in questo periodo, ma non sai come fare, giusto? io ho una proposta: durante tutto il weekend tu dovrai fare tutto quello che ti dirò, senza rifiutare niente. sei d’accordo?”
“ma… intendi…?”
“sì, sto parlando di cose sessuali. questo weekend comando io e decido io cosa fare.”
“ok… ci sto…” finse ritrosia ma scorsi un sorrisetto.
“bene. allora cominciamo subito. adesso ti alzi e vai in bagno. sculetta per bene mentre vai in là, in modo da attirare gli sguardi degli altri tavoli del ristorante. quando sei in bagno togliti le mutandine, se vuoi toccati un po’ e poi torni qui senza rimettertele.”
“non… non posso farlo.” mi stupii del rifiuto, in fondo non era niente di eccezionale, non sarebbe stata neanche la prima volta.
“cominciamo male. abbiamo detto che devi obbedire ad ogni mio ordine.”
“no, non voglio disobbedire. è che… è che già non indosso nulla sotto.” lo disse con l’aria di chi viene colto con le mani nel sacco a fare qualcosa di sporco.
“ah.” mi eccitai istantaneamente. “brava. vedo allora che per questo weekend avevi già delle buone intenzioni. bene, sarà più facile farti fare tutto ciò che ho in mente.”
III
“ora girati.” le dissi sotto la doccia. “appoggiati al muro e apriti bene le chiappe con le mani. fatti leccare.”
mi dedicai, con la lingua, al suo ano.
“ok.” dissi rialzandomi. “ora fai lo stesso su di me.” le ordinai dandole le spalle. lei si inginocchiò e cominciò a baciarmi e leccarmi dove mai prima aveva osato.
ci trasferimmo sul letto, dove avevo lasciato il completino intimo appena acquistato.
“vai ad indossarlo e poi torna qua. mi raccomando, le mutandine sopra il reggicalze.”
quando tornò, ed era uno schianto, le chiesi di ballare un po’ per me in modo sensuale, cosa che sapeva fare benissimo.
IV
le feci indossare la mascherina, rendendola cieca, e le manette. la posizionai sul letto in modo che appoggiasse il viso e il petto, con le braccia sotto di lei in modo che se voleva poteva arrivare a toccarsi. poi le tirai su i fianchi, facendola stare sulle ginocchia e con il culo puntato verso l’alto. le avevo lasciato adosso tutta la lingerie, scarpe col tacco comprese, escluse le mutandine.
usai su di lei una delle creme che avevo acquistato soffermandomi in particolare nella zona anale che cominciai a violare con le dita. presi poi il vibratore facendoglielo passare anche sul clitoride. quando la sentii eccitata glielo piantai nel sesso, lasciandolo acceso. mentre la sentivo contorcersi dal piacere puntai il mio cazzo sul buchetto posteriore, spingendo lentamente. la invitai a facilitarmi l’ingresso, spingendo in fuori, e mi ritrovai in breve tempo dove mai prima mi aveva fatto entrare.
grazie anche all’anello che indossavo resistetti a lungo. inculandola per diversi minuti e facendole avere alcuni orgasmi.
V
mi misi a guardare la televisione, ignorandola volutamente. lei aveva il compito di succhiarmelo il più a lungo possibile, senza farmi venire. ogni tanto le guardavo, inginocchiata davanti a me, e il mio sguardo le percorreva la schiena, fino ad arrivare all’incavo dei glutei, dal quale spuntava, impertinente, la base del plug anale che le avevo fatto indossare.
VI
il giorno dopo facemmo i turisti. nella stanza avevamo lasciato volutamente in bella vista tutti i giocattoli usati. tornando la sera volevo vedere come ci avrebbe guardato la bella signora, padrona del lussuoso bed & breakfast in cui alloggiavamo, o la giovane cameriera addetta alle stanze.
“stasera cosa hai in programma?” mi chiese seduta sul letto in attesa di ordini.
“ieri sera ti ho dominato. ti ho fatto cose che mai prima ti avevo fatto e sei stata un oggetto nelle mie mani. oggi. invece, voglio fare il contrario. ti ordino di dominarmi.”
rimase stupita, ma forse non dispiaciuta, della richiesta.
