Avevo provato molte volte a convincere mia moglie ad andare oltre al classico rapporto di coppia trasgredendo un po’. Le avevo proposto di introdurre una terza persona, uomo o donna che fosse, le avevo proposto di provare uno scambio di coppia oppure le avevo proposto di farlo con un altro uomo con me spettatore. Lei non negava l’eccitazione che generavano queste situazioni immaginarie, ma poi non se la sentiva mai di provarle veramente. L’unica cosa per cui ero riuscito a convincerla era prestarsi all’obiettivo della mia macchina fotografica per scatti sexy o anche al limite del porno.
Eravamo in vacanza alle Canarie, in una lunga spiaggia quasi deserta e, come spesso facevamo, ci eravamo denudati completamente. Io, colpito dalla visione del corpo di mia moglie steso sul telo, nudo e unto di olio solare, cominciai a scattarle qualche foto. Lei inizialmente neanche se ne accorse, poi cominciò a mettersi un po’ in posa.
Visto che non c’era nessuno intorno osò assumere anche qualche posizione piuttosto provocante. Iniziò col mettersi a quattro zampe sul telo, con la schiena arcuata per evidenziare il bel culo. Poi si abbassò anche con le spalle, lasciando le terga in alto, in una posizione chiaramente di invito sessuale.
Dopo alcuni scatti ci spostammo in riva al mare. La fotografai mentre si rotolava sul bagnasciuga, o mentre restava parzialmente in acqua lasciando intuire le sue nudità. L’atmosfera si scaldò un po’, lei si divertiva a provocarmi e a farsi ammirare, io ero quasi eccitato dal fotografarla in quelle pose ammiccanti.
Poco dopo ci accorgemmo che avremmo avuto presto compagnia. Un uomo si stava avvicinando camminando sulla riva. Chiesi a mia moglie se voleva smettere, ma lei disse di vedere che cosa avrebbe fatto quello sconosciuto.
Continuai così a fotografarla mentre con la coda dell’occhio controllavo i movimenti dell’uomo. Notai che era anche lui nudo e che si fermò, ad una certa distanza e sembrava guardare verso di noi. Pian piano si avvicinò, sembrava effettivamente interessato alla nostra attività, ma in modo discreto, non invadente. E così proseguimmo, magari con posizioni meno esplicite da parte di mia moglie, ma comunque sensuali.
Quando l’uomo fu abbastanza vicino da poterci parlare si rivolse a noi in inglese chiedendoci se disturbava. Io controllai la reazione di mia moglie che si limitò a sorridermi. Evidentemente questa discrezione ed educazione da parte dell’uomo la rassicurava, per cui gli dissi che non c’erano problemi.
Lui venne quindi molto vicino a me e si presentò come Thomas dicendomi anche che avevo una moglie bellissima. Ringraziai e lo riferii a lei che era a qualche metro di distanza. Gli sorrise, ringraziò e lo salutò con la mano.
Mia moglie intanto si era seduta sui talloni con l’acqua che le lambiva i glutei. Scattai qualche foto con il culo parzialmente immerso e per il resto coperto da goccioline d’acqua che creavano un bell’effetto. Lei poi si piegò in avanti esponendo sempre di più il culo ed il sesso. Con gli avambracci in acqua assunse una posizione a pecorina. Dalla nostra posizione vedevamo benissimo la figa ed il buco del culo gocciolanti. Girò la testa guardandoci in maniera maliziosa.
Io rimasi un attimo imbambolato di fronte a quella visione e a quella spudoratezza di lei davanti ad uno sconosciuto. Mi girai un attimo verso di lui, ci scambiammo un sorriso imbarazzato e poi lui disse “I’m sorry…” allargando le braccia e guardandosi in basso.
Abbassai anche io lo sguardo per notare come il suo cazzo si stesse alzando e ingrossando a vista d’occhio fino a raggiungere una dimensione considerevole.
Mia moglie non poteva non averlo notato ma fece finta di niente. Feci qualche passo verso di lei per parlare sapendo che lui non avrebbe capito la nostra lingua. Le chiesi se era tutto a posto, se le dava fastidio. Lei con naturalezza disse che non c’erano problemi.
Dopo qualche altra foto mia moglie uscì dall’acqua. Diede la mano a Thomas e notai che lanciò uno sguardo in basso, verso il sesso di lui ancora parzialmente in erezione. Parlarono brevemente, giusto per gli educati convenevoli fra sconosciuti che io avevo saltato. Scoprimmo così che era norvegese ma passava tutti gli anni molti mesi sull’isola.
Osservai mia moglie nuda a pochi centimetri da un altro uomo, anch’esso nudo e per di più con il cazzo ancora un po’ gonfio. La visione mi sembrava eccitante e, istintivamente, scattai loro una foto.
Si girarono entrambi verso di me ed io subito mi scusai con lui, imbarazzato, non sapendo se desiderava essere fotografato. Fu tranquillissimo e mi rassicurò che non c’erano problemi.
A quel punto mi venne una idea e lo dissi a mia moglie. Le proposi di fare qualche foto vicino a lui, stavolta in posa. Lei, stupendomi ancora, accettò senza esitazioni e lo disse con lui che sembrò entusiasta.
Li feci mettere prima di profilo, uno vicino all’altra, inquadrando solo la parte bassa del corpo, la sagoma del cazzo di lui, ora pressochè moscio, e la curva del culo di lei. Poi lei si girò dando a Thomas la schiena e piegandosi un po’ in avanti. Io scattai poi mi lasciai sfuggire un moto di disappunto.
“Che c’è?” chiese mia moglie “Non andiamo bene?”
“No, è che… se lui fosse come prima veniva meglio.”
“Come prima in che senso?” mi domandò ma avendo già capito.
“Come prima… in erezione.”
Mia moglie, con totale naturalezza, allungò la mano verso il sesso di Thomas, afferrandolo con decisione. Lui fu stupito ma lei gli spiego immediatamente:
“He wants you hard. For the photo.”
Lui rise e si lasciò stimolare dalla mano di mia moglie che ottenne rapidamente l’erezione che volevo. Nel vederla segare e palpare le palle ad uno sconosciuto con molta naturalezza mi eccitai. La mia erezione, che fino ad allora avevo faticosamente tenuto sotto controllo, esplose immediata. Se ne accorsero ma nessuno disse niente.
Scattai così altre foto, con il culo di mia moglie vicino al cazzo eretto di Thomas, poi anche appoggiato ad esso. Ne avevo fatte anche mentre lo segava e poi ne feci quando lei si girò, si inginocchio e avvicinò la faccia al pene dell’uomo facendo anche un po’ la scema con espressioni di esagerato stupore e ammirazione.
Quando mia moglie si rialzò ci fu un momento di imbarazzo. Avevamo superato alcuni confini ed ora sarebbe stato strano sia interrompere qui la conoscenza con Thomas sia continuarla.
Fu lui a rompere il silenzio. Ci informò che la casetta in cui viveva era proprio dietro le dune e se volevamo continuare a fare delle foto potevamo andare lì.
Io quasi senza pensare immediatamente rifiutai. Ero sicuro che mia moglie si era spinta troppo oltre e volesse solo togliersi di torno l’uomo. Invece lei sembrò di tutt’altra idea e disse con me e con lui che era una buona idea.
Nell’incamminarci seguendo Thomas dialogai brevemente con lei.
“Ma che cosa hai intenzione di fare?” chiesi quasi preoccupato.
“Non lo so, vediamo cosa viene fuori… Perché? Non era quello che hai sempre voluto?”
“Sì, ma… non so, così improvvisamente… sei sicura?”
“No, non sono sicura, ma sono eccitata e… forse è l’occasione giusta per provare… però ho bisogno di te, del tuo appoggio, non puoi tirarti indietro dopo tutte le volte che mi hai detto che avresti voluto…”
“Hai ragione… ti amo.”
La casetta di Thomas era un piccolo bungalow di legno in mezzo alla vegetazione retrostante alle dune. Ci fece accomodare e ci offrì da bere. Mia moglie si fece versare un superalcoolico più volte, aveva bisogno di una spinta aggiuntiva.
Immediatamente dopo si era già inginocchiata. Mi lanciò un ultimo sguardo e poi prese in bocca il cazzo dell’uomo. Io non feci altro che scattare fotografie mentre li osservavo con il cazzo duro.
Si spostarono poi sul letto. Lui indossò un preservativo e iniziò a scoparla. Per loro era come se io non ci fossi. Ero un silezioso reporter che testimoniava tutto l’amplesso da ogni angolazione e cogliendone ogni dettaglio.
Mai avevo fotografato la figa di mia moglie da cosi vicino mentre era penetrata e soprattutto mai il cazzo che compariva nelle foto non era stato il mio. Mai riuscii a cogliere così bene la sua espressione durante l’orgasmo dato che ero sempre stato impegnato a procurarglielo io l’orgasmo. Mai avevo potuto testimoniare una penetrazione anale da tutti quei punti di vista.
Scoparono a lungo, in tante posizioni. Poi si fermarono e poi ripresero. Io venni un paio di volte, senza neanche toccarmi, solo per l’eccitazione di vedere mia moglie presa da un altro uomo. Io finii lo spazio che avevo sulla scheda di memoria, complici anche alcuni video.
Tornando al nostro hotel non parlammo molto. Io la osservavo e cercavo di capirne lo stato d’animo. Finalmente aveva soddisfatto una mia fantasia, da quel momento poteva cambiare tutto o rimanere l’unica e ultima trasgressione.
In camera mi chiese la macchina fotografica e cominciò a scorrere le foto. Quasi subito si infilò una mano tra le gambe, iniziando a toccarsi. Mi avvicinai e delicatamente gliela spostai, sostituendola con la mia. Poi le tolsi costume e pareo e iniziai a leccarle la figa, ancora sporca degli umori del sesso. Non contai gli orgasmi che ebbe.
“Domani torniamo da lui?” mi chiese dopo l’ennesimo.
“Sì.” le risposi senza esitazione.
“E magari mi scopate in due…” sussurrò.
La mia risposta furono un paio di dita che spostai dalla vagina che le stavo anche leccando al buco del culo, infilandogliele dentro senza difficoltà per quanto erano lubrificate e per quanto era morbido e accogliente lo sfintere.

Avrei preferito non ci fosse il dettaglio del preservativo..