Commedia romantica

Una tranquilla serata davanti alla televisione

Stanza buia, noi due accoccolati sul divano. In televisione stiamo guardando  distrattamente una commedia romantica. Lei ha la testa appoggiata alla mia spalla e le gambe raggomitolate. Una mano la tiene appoggiata al mio petto e ogni tanto la muove accarezzandomi.

Mi piacerebbe che con la mano scendesse lungo la mia pancia e la infilasse nei miei pantaloni. Penso a questa eventualità e comincia a venirmi duro. Cerco di distrarmi, se poi lo fa veramente e mi trova già duro che le dico? Magari pensa che mi sia venuto duro per l’attrice del film e si ingelosisce. Però effettivamente la muove in modo strano, sembra vogliosa dal modo in cui mi tocca. Forse il film la sta prendendo…

“Che noia sto film, eh?” mi sussurra nell’orecchio. No, allora è annoiata come me, quindi vuoi vedere che…

La sua mano scende, si infila nei pantaloni e nelle mutande. Mi afferra il cazzo che finalmente è libero di ergersi in tutto il suo turgore.

La sua testa scivola dalla spalla e scende verso il cazzo. Mi spinge in giù pantaloni e mutande, per avere campo libero. Lo scappella con la mano e ne ingoia la punta. Ci gioca con la lingua.

Emetto un mugolio di piacere. Appoggio delicatamente la mano sulla sua nuca, non per guidarla ma come segno di apprezzamento.

È raro che me lo succhi con così tanto ardore e golosità. Mi sta facendo un pompino coi fiocchi. Che brava che è…

Sento che mi sto avvicinando all’orgasmo, tra gli stimoli donati dalla sua lingua e dalle sue labbra e il piacere dato dall’amore con cui me lo sta succhiando. Sto per venire…

No. Si interrompe. Torna su. Forse si è accorta che ero vicino al godimento e non voleva, oppure…

Continua a sfiorarmi con la mano, tenendomi vicino al limite. Con la bocca intanto si è spostata nei pressi del mio orecchio. Tira fuori la lingua e me lo lecca. Un po’ quello, un po’ il collo.

“Dobbiamo parlare.” mi dice poi.

Questa frase di solito non porta bene. Di solito c’è qualcosa che non va quando lei mi dice così. Il tono non sembra grave, però. Non riesco bene a decodificarlo ma non sembra arrabbiata.

“Ti devo dire una cosa.” mi sussurra mentre con la mano continua a stimolarmi il cazzo.

“Dimmi.” dico un po’ curioso e un po’ preoccupato.

Riprende a leccarmi il collo e dietro l’orecchio. Con la mano alterna un massaggio alle palle al su e giù lungo l’asta. Va avanti così per un po’. Mi chiedo cosa vuole dirmi e perché non me lo dice. Sta raccogliendo il coraggio e cercando le parole, capisco poi.

“Oggi ho succhiato il cazzo ad uno.” mi sussurra nell’orecchio lapidaria.

Rimango impietrito. Non me lo aspettavo. Lei mentre io mi riprendo dallo shock è già tornata giù ed ha ingoiato il mio cazzo quasi completamente.

Mi sta facendo il più bel pompino che mi abbia mai fatto. E non è il primo della giornata, a quanto mi ha detto. Lo sta facendo solo per farsi perdonare? E perché io non mi sto incazzando come una bestia ma riesco solo a pensare quanto cazzo me lo sta succhiando bene?

Quando con la mano mi tocca le palle e con la lingua mi titilla appena sotto alla cappella comincio a schizzarle in bocca un fiume di sborra. Ma tanta. Più del solito. E l’unica cosa che riesco a pensare in quel momento è: si sarà fatta venire in bocca anche dall’altro?

Ma chi è poi quest’altro? E perché io ho appena goduto nella bocca della mia donna fedifraga? Perché non l’ho mandata a fanculo dopo che mi ha confessato un tradimento?

Butto la testa all’indietro, mi sento quasi svenire mentre le ultime scariche di piacere percorrono il mio corpo. Sto riordinando le idee. Cosa cazzo le dico? La sto odiando per quello che mi ha appena detto. La sto adorando per quello che mi ha appena fatto.

Sento che lei sale sul divano e poi si appoggia a me. Apro gli occhi e la guardo. Si è stesa a a pancia in giù a cavalcioni delle mie gambe. Ho il suo culo proprio sotto gli occhi.

“Se vuoi sculacciarmi fai pure, me lo merito.” mi dice con tono colpevole e malizioso.

Cosa cazzo sta facendo? Vorrei arrabbiarmi con lei, vorrei punirla, ma sta rendendo la cosa bella ed eccitante. Le ho appena sborrato in bocca ma il mio cazzo si sta già indurendo di nuovo. Lei lo sente, le preme contro la pancia. Penso che il sorriso che le vedo dipinto in volto sia dovuto a quello.

Si solleva la gonna. Lascia che sia io ad abbassarle le mutandine. Che bel culetto che ha.

*Sciafff*

La colpisco con la mano aperta su una natica. Lei sussulta. È sexy anche nel modo in cui si lascia sculacciare.

“Sei una troia!” le dico disperato dopo alcuni colpi.

“Sì.” mi risponde lei, convinta.

Le do tante sculacciate, ma sufficienti solo ad arrossarle un po’ i glutei. Quel minimo di rabbia iniziale si è trasformata subito nel godimento di vederla così piacevolmente sottomessa.

Senza preavviso le infilo un pollice nel culo. Lei emette un gridolino di sorpresa.

“A chi cazzo l’hai succhiato?” le domando con tono severo.

“Al mio capo.”

“Perché?”

“Perché mi piaceva. Mi eccitava farlo. E mi eccitava l’idea di raccontartelo.”

“Cosa cazzo dici?”

“Dai, lo sento quanto sei eccitato. Lo sento quanto il tuo orgoglio di maschio vuole riprendersi con forza la sua donna. Fallo, dai! Prendimi. Fammi tua.”

“Troia…” mormoro a mezza voce mentre la ribalto sul divano.

La spingo con la testa fra i cuscini e le sollevo i fianchi. Ha la figa completamente esposta. Il mio cazzo è di nuovo completamente in erezione. Appoggio la cappella tra le sue labbra e spingo dentro con forza.

“Aaaaah” urla.

Non mi basta. Noto il buchetto del culo, appena dischiuso, giusto sopra al mio cazzo piantato dentro di lei. Lo tiro fuori e glielo appoggio lì. Lei ha un sussulto di sorpresa. Si irrigidisce ma rimane aperta ed esposta. Capisco che ha timore ma lo desidera anche.

La sodomizzo, con un vigore insolito per i nostri standard.

Crollo su di lei dopo aver sborrato nelle sue viscere. Rimaniamo così per diversi minuti, inermi e sfiancati. Poi lei si sfila e si rialza. Zampettando sulle punte corre verso il bagno coprendosi il buco posteriore con una mano, per paura che ne fuoriesca qualcosa e sporchi per terra.

Si gira, sulla porta, prima di uscire dalla stanza. Mi guarda. Sorride in modo diabolico.

“Sai, la prossima volta, quasi quasi, glielo succhio per davvero.”

In televisione il film romantico prosegue, senza tradimenti, senza pompini in ufficio, senza sodomie sul divano.

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