Una vacanza di gruppo, una voglia improvvisa, una situazione complicata ed una svolta inaspettata.
Eravamo tre coppie di amici, tutti tra i quaranta e i cinquantanni, amici da tanto tempo. Avevamo organizzato una vacanza lasciando a casa i rispettivi figli, per divertirci e rilassarci un po’ fra adulti. Ma questo fra adulti non andava inteso in senso trasgressivo. Le altre due coppie, a differenza nostra, erano da quel punto di vista tradizionali. O per lo meno così credevamo, dato che non erano mai emersi da parte loro discorsi su stili di vita libertini. Ma d’altra parte neanche noi avevamo mai confessato a loro il nostro stile di vita.
C’era però anche da dire che le nostre trasgressioni negli ultimi anni erano un po’ calate, complici i figli piccoli. Da più giovani invece avevamo fatto qualche esperimento, mia moglie Clara aveva scopato con altri uomini, avevamo fatto qualche scambio di coppia e frequentato qualche club privé. Quindi vista la compagnia di viaggio e la nostra diminuita attività trasgressiva non eravamo partiti per quella vacanza con aspettative da quel punto di vista, se non di farsi qualche bella scopata fra noi sfruttando il rilassamento della vacanza e la libertà dalla prole.
All’interno del programma della vacanza erano previsti due giorni a bordo di una barca. Saremmo salpati, avremmo fatto un giro attorno alle isole, dei bagni in mare, qualche visita a calette altrimenti irraggiungibili e poi una bella cena a base di pesce cucinato direttamente a bordo. In seguito avremmo passato la notte sulla barca per poi continuare il giro il giorno dopo e rientrare in porto.
Andò tutto come previsto tranne un fuoriprogramma che iniziò durante la cena. Oltre a noi sei amici sulla barca c’era ovviamente lo skipper Thomas che aveva il compito di condurre la navigazione e anche di cucinarci e servirci la cena. Era una ragazzo giovane, probabilmente non arrivava ai trent’anni. Era anche un bel ragazzo, sicuramente il suo corpo abbronzato e in costume fu un bel vedere per le tre donne della nostra compagnia. Notai che mia moglie gli aveva riservato diversi sguardi e notai che durante la giornata spesso aveva scherzato con lui e assunto un atteggiamento cortese che in altri contesti avrebbe potuto essere interpretato come leggero flirt. Ma nonostante questo non ero preparato a quello che capitò dopo la cena.
Avevamo bevuto un po’. Ridevamo e scherzavamo tra noi. La cena era stata ottima, il ragazzo sapeva cucinare, e l’atmosfera era allegra e rilassata. Mia moglie aveva bevuto, forse un po’ più del solito. Ad un certo punto mi mise una mano sulla coscia, stringendola e si piegò verso di me dandomi un bacio sulla guancia e poi rimanendo lì a contatto qualche secondo in più, per dirmi una cosa nell’orecchio.
“Hai visto che carino che è questo ragazzo. Voglio scoparmelo.”
Mi voltai e la guardai. Lei ritornò al suo posto con un gran sorriso malizioso. Era brilla ma sembrava ancora lucida. Non aveva usato vorrei, aveva usato il verbo voglio. Mi accertai che nessuno dei nostri amici avesse sentito le sue parole, ma stavano parlando e ridendo tra loro ad alta voce. Io scossi la testa e feci con la mano, sotto al tavolo un gesto come per dire: “Ma che dici?”
Vedendo che i nostri amici erano distratti e non stavano prestando attenzione a noi lei ne approfittò per spostarsi e sedersi sulle mie gambe abbracciandomi il collo. In quella posizione potevamo tranquillamente scambiarci parole senza farci sentire e nello stesso tempo non destare sospetti. Sembravamo, ed eravamo, soltanto un marito e una moglie innamorati ed affettuosi.
“Voglio scoparmelo. Mi piace troppo. Mi eccita.”
“Sei ubriaca?”
“No, non sono ubriaca. Cioè forse un po’, ma non abbastanza da straparlare. Dico sul serio. Ho voglia. Come una volta.” disse riferendosi al nostro passato più libertino quando lei certe volte era incontenibile e mi trascinava in trasgressioni che non immaginavo.
“Ma come fai? Dai, ci sono gli altri, siamo su una barca…”
“Non lo so. Non lo so. Trova tu il modo.”
“Io?”
“Sì. Tu. Lo sento che qui sotto ti stai eccitando. Piace anche a te l’idea.”
“Sì, ma come…”
Fummo interrotti dai nostri amici che si rivolsero a noi e noi riacquistammo subito le espressioni normali e ci fingemmo interessati al loro discorso. Mentre rispondevo a loro mia moglie muoveva in modo impercettibile il suo culo sopra di me massaggiandomi e tenendomi duro il cazzo.
Continuammo la conversazione con i nostri amici inframmezzata, nei momenti in cui potevamo, da qualche scambio di battute fra noi. Mia moglie era veramente determinata. Voleva scoparselo, a tutti i costi. Mi disse di infilarle una mano sotto al culo, scostarle il costume che indossava e toccarle la figa. La trovai bagnatissima. Passò lo skipper a sgombrare un po’ la tavola, mia moglie scambiò due parole con lui e poi rise. La risata credo servì per dissimulare l’orgasmo che io, con le dita ancora dentro, percepii.
L’atmosfera della serata si fece un po’ meno ridanciana e discorsi si fecero più tranquilli. Mia moglie ad un certo punto mi intimò di andare a parlare con Thomas. Dovevo risolverle quella sua voglia. Io con una scusa mi alzai dal tavolo e andai verso la poppa della barca. Lo feci per la sua voglia, ma in realtà me l’aveva fatta venire anche a me.
Trovai il ragazzo seduto su una sdraio. Mi andai a mettere vicino a lui e attaccai bottone parlando d’altro. Gli chiesi cose sulla barca, su quello che faceva, parlai un po’ del più e del meno. Ogni tanto ci arrivavano le parole soffuse e dei miei amici e di mia moglie. Ripensai al viso di lei, speranzoso, mentre lasciavo il loro tavolo e trovai la forza di introdurre il discorso.
“Cosa ne pensi di mia moglie?” gli chiesi così a bruciapelo.
“In che senso?” chiese lui un po’ sospettoso.
Io riflettei un attimo su come porgli la cosa, poi decisi di farla breve. Mi avvicinai a lui, per maggiore confidenza e gli spiegai:
“Senti. Non voglio fare tanti giri di parole. Io e mia moglie siamo una coppia, diciamo così, aperta. O meglio lo eravamo ma è un po’ che non abbiamo l’occasione di farlo. Ma a quanto pare a mia moglie la vacanza sta risvegliando alcune voglie. E tu le piaci. Le piaci molto. Vorrebbe venire a let…” mi interruppi, non aveva senso usare metafore, meglio essere diretti nel linguaggio. “Vorrebbe scopare con te.”
Lui mi guardò. Alzò le sopracciglia e poi la sua bocca si allargò in un sorriso a trentadue denti.
“Beh… ti mentirei se ti dicessi che tua moglie è la prima turista che mi si offre. Ma offerta in questo modo dal marito no, non mi era mai capitato.”
“Immagino. Siamo una coppia un po’ particolare.”
“Tua moglie mi piace. È una gran bella donna. Tra le migliori che mi si sono… offerte.”
“Ne sono contento.”
“Io però nel momento in cui domani vi sbarco devo subito ripartire per andare a prendere altri turisti, quindi vedo delle difficoltà logistiche…”
“Ehm… no. Credo che mia moglie voglia farlo stasera.”
“Stasera? E come? I vostri amici…”
“Il problema è quello. I nostri amici non sanno di questo nostro stile di vita… Nella tua cabina non si riesce?”
“La mia cabina è strettissima e poi… non so se faremmo quello che vuole fare tua moglie.”
“In che senso?”
“Tua moglie si fa sentire mentre scopa? Intendo: è una che urla? Perché io di solito le faccio urlare. Qui in barca ci sentirebbero tutti.” nel dire questo si scostò leggermente i boxer per farmi vedere cosa teneva sotto. Alla luce della luna intravidi un pene bello grosso, forse già un po’ barzotto per i discorsi che stavamo facendo, ma sicuramente che mia moglie avrebbe apprezzato molto. Ne sarebbe stata contenta quando l’avrebbe scoperto, oppure, pensai in quel momento, forse lo aveva già notato e questo aveva contribuito alla crescita della sua voglia impellente.
“Quindi? Come facciamo?” domandai quasi disperato. Paradossale per il fatto che stavo cercando di far scopare mia moglie con un altro.
Restammo un po’ in silenzio. Pensierosi. Poi lui indicò, nel buio della notte, il profilo indistinto della costa rocciosa attorno alla caletta in cui ci eravamo ancorati.
“Posso prendere il gommoncino e raggiungere con tua moglie la spiaggetta.”
“Ah. Quindi andreste da soli?”
“Sì, perché? Volevi essere presente?”
“Beh, mi sarebbe piaciuto.”
“Non credo sia fattibile, nelle condizioni in cui siamo.”
“Ma tu puoi lasciare noi altri da soli sulla barca?”
“No. Non potrei.”
“E quindi?”
“Senti, vuoi che scopi tua moglie o no?” si alterò un po’.
“Sì. Sì. Lo voglio.”
“Ripetilo bene.”
“Come?”
“Dillo bene. È curioso sentirselo dire da un marito. Mi piace la situazione. Dimmelo.”
“Ehm… voglio che tu scopi mia moglie…”
“E cosa vuoi che faccia?”
“Voglio che la scopi per bene… che la fai urlare di piacere… vorrei sentirvi da qua…”
Lui ridacchiò. Poi prendemmo accordi. Avremmo aspettato che tutti fossero andati a dormire e poi loro sarebbero andati. Tornai da mia moglie che capì subito che ero riuscito nell’intento dalla mia espressione. Lei era euforica. Ci fingemmo stanchi per accelerare il momento dell’andare a dormire da parte di tutti. Il tempo, nella nostra strettissima cabina sembrava non passare mentre aspettavamo di non sentire più rumori provenire dalla cabine dei nostri amici. Lo passammo masturbandoci a vicenda senza però portarci all’orgasmo.
Finalmente ci decidemmo ad uscire dalla cabina.
“Ma… ma vai così?” fermai Clara sulla soglia.
“Sì, perché?”
“Completamente nuda?”
“Sì, è più divertente, no?”
La seguii facendo più silenzio possibile. Thomas fu sorpreso di vedersela arrivare già senza vestiti, ma apprezzò con un ghigno di soddisfazione. Li guardai salire sul gommoncino. Lui per aiutarla ne approfittò già per toccarla. Lei apprezzò. Poi sparirono nel buio. Li vidi allontanarsi mentre mi segavo il cazzo.
Mi sedetti su una delle sdraio a poppa ad immaginare cosa sarebbe successo. Ero molto vigile per percepire ogni rumore, sperando di sentirne provenienti dalla spiaggia lontana.
Ad un certo punto però sentii un rumore ma proveniva dalla barca. Mi girai e vidi Ilaria, una delle nostre amiche che veniva verso di me. Si venne anche lei a sedere dove ero io.
“Anche tu fai fatica a dormire?” mi chiese. Io abbozzai una risposta. “D’altronde non è normale dormire in barca, poi in queste cabine così claustrofobiche… Clara invece dorme?” domandò riferendosi a mia moglie.
Io annuii ma mi prese il panico. Non avevamo concordato nulla per comunicare se potevano tornare sulla barca indisturbati. Anzi non potevamo comunicare per nulla. Mia moglie non aveva con se il cellullare e forse neanche Thomas. Se avevano un problema la cosa diventava complicata. E mia moglie era completamente nuda. Mi agitai. Non sapevo come uscirne. Dovevo innanzitutto far tornare Ilaria nella cabina. Se fosse arrivata Clara con il gommone, nuda insieme allo skipper, cosa avrebbe pensato?
Ilaria mi parlava. Io annuivo ma non stavo sentendo nulla di quello che mi diceva. Stavo riflettendo su come liberarmi di lei. Poi ebbi una idea. Folle, forse pessima, ma era l’unica che mi era venuta in mente.
“Sai, credo anche di avere bevuto troppo, è per questo che non riesco a dormire…” le dissi.
“Strano, di solito l’alcool facilita il sonno.” commentò lei.
“Invece a me fa l’effetto opposto. Anzi fa un altro effetto… Un effetto quasi… afrodisiaco.”
“Davvero? Beh, buon per Clara.” ridacchiò Ilaria.
“Eh… ma adesso Clara non c’è…” mi avvicinai a lei con fare ammiccante, volevo che credesse che ci stavo provando con lei. Ero sicuro che questo l’avrebbe fatta scappare.
Non avevo mai pensato ad Ilaria come ad una possibile partner sessuale. Era una bella donna anche se non proprio il mio tipo, soprattutto caratterialmente. In tanti anni di amicizia mai c’era stato un accenno di nessun tipo tra di noi.
“Ehi, che fai?” mi chiese timidamente.
“Mh, non so… ti ho detto: l’alcool… mi fa venire strane voglie… sono un po’ troppo ubriaco forse…” ero sicuro che a quel punto sarebbe scappata, magari mi sarei beccato anche uno schiaffo, ma l’avrei accettato volentieri per evitare tutto il resto. Mi chinai sempre più verso di lei.
“Mi sa che anche io sono un po’ ubriaca…” mormorò invece, sorprendendomi e non si scansò né mi spinse via. I nostri visi erano a pochi centimetri l’uno dall’altro.
Decisi di provare a baciarla, a quel punto avrebbe reagito.
E invece accolse il bacio. Aprì la bocca e tirò fuori la lingua. Limonammo.
In un attimo Ilaria cambiò atteggiamento. Sembrava infoiata. Con le mani andò a cercare l’elastico dei miei boxer e lo abbassò. Senza che quasi me ne rendessi conto si fiondò a succhiarmi il cazzo.
“Oddio, Ilaria, quanto lo succhi bene!” mi venne spontaneo commentare. Lei interruppe un attimo il pompino, sostituendolo con una sega, delicata e piacevole anch’essa.
“Cazzo!” esclamò. “Dillo a mio marito. Non è vero che non riuscivo a dormire. Volevo scopare ma lui mi ha rifiutato. Ormai non vuole più scopare. Neanche in vacanza. Io non ce la faccio. Ne ho bisogno. Tu e Clara scopate?”
“Beh sì. È chiaro che a casa, con la routine quotidiana è più difficile però ecco, cerchiamo di farlo quando possiamo.”
“Beati voi!” e imboccò nuovamente il mio cazzo.
Era effettivamente brava. Non l’avrei mai detto. Però la fermai. Mi era venuta voglia di avere di più. Volevo scoparla. Lei capì subito e si stese a pancia in giù sul ponte della barca. Mi volle sopra di lei.
“Scopami.” sussurrò. “Scopami forte. Mi piace se mi fai un po’ male. Mio marito non lo fa più da anni.”
Usai tutto il mio peso per spingermi dentro di lei. Le misi una mano sulla bocca, per evitare che si facesse sentire. Capii che apprezzò il gesto, sia per la premura sia per la decisione con cui lo feci. Dando spinte vigorose il mio cazzo scivolò fuori e si puntò contro l’ano. Mi fermai un attimo. La sua richiesta di farle un po’ male mi spingeva a credere che avrei dovuto affondare anche lì, ma le diedi il tempo di opporsi. Percepii un ulteriore rilassamente del suo corpo e lo intesi come un via libera.
Mentre inculavo Ilaria pensai e sperai che in quel momento stesse capitando la stessa cosa sulla spiaggia, tra mia moglie e lo skipper. Mi era sempre piaciuto quando mia moglie concedeva il culo agli altri uomini perché me la faceva apparire porca e quindi ero orgoglioso di lei.
Sborrai nel culo di Ilaria e poi crollai su di lei. Per riposarmi un attimo.
L’attimo divenne più lungo del previsto. Mi ridestai che non il cielo non era più così buio come prima. Mi guardai attorno. Ilaria era ancora a fianco a me, addormentata e con striscie di sborra secca sulle chiappe. Attorno stava cominciando a vedersi la luce che sarebbe arrivata con l’alba. Udii un leggero borbottio che cessò subito. Poi delle voci e dalla scaletta comparvero mia moglie, ovviamente nuda, e Thomas. Ilaria in quel momento si svegliò. Ci fu un momento in cui noi quattro ci guardammo l’un l’altro e ognuno ricostruiva la situazione. Le due donne furono sicuramente quelle più stupite e incredule.
“Bene.” esordii io per normalizzare l’ambiente. “Credo che stanotte siano capitate cose di cui ciascuno di noi evitare di parlare per un bel po’. Penso che siamo tutti d’accordo. No?”
Ilaria annuì e in fretta raccolse le sue cose e corse dentro la barca, per tornare alla sua cabina. Mia moglie mi guardò severa e con aria di rimproverò. Io alzai le spalle.
“Avevo paura che voi tornaste mentre lei era qui… Ho cercato di farla fuggire provandoci con lei ma… c’è stata…”
Mia moglie scosse la testa. Il ragazzo cercava di trattenere le risate.
“Vado a riposarmi un po’.” disse lei. “Ne ho bisogno.”
