Modella

Da posare per gioco a posare coi giochi…

Per il mio quarantesimo compleanno, Lara, la mia fidanzata venticinquenne mi fece un regalo inaspettato. Era tutta impaziente e nervosa mentre io scartavo il pacchetto largo e sottile. Aveva voluto aspettare che fossimo tornati a casa dalla cena al ristorante e me lo aveva dato quando già ci eravamo messi a letto.

Sembrava che fosse un calendario da parete. Sì era proprio quello, perfetto per me che compivo gli anni a fine anno. Sollevai la copertina per guardare come fosse fatto all’interno e rimasi colpito dalla prima foto: una foto artistica di nudo, di livello prefessionale, di una ragazza nuda. Stessa cosa per gli altri mesi. Non mi aspettavo una cosa del genere da Lara e impiegai qualche secondo a rendermi conto del particolare più importante:

“Ma… ma… sei tu.” affermai riconoscendola nelle foto.

“Sì.” rispose lei emozionata. “Ti piace?”

“Ma… come hai fatto?”

Sfogliai le foto. Era bellissima. La mia fidanzata aveva un corpo spettacolare e in quelle foto, che nulla avevano da invidiare a quelle di calendari professionali, era più bella che mai.

“Sono andata da un fotografo… l’ho trovato su internet… e mi sono fatta fare le foto. Ti dispiace?”

“Eh? No. In che senso mi dispiace?”

“Che ho posato nuda davanti ad un altro uomo.”

“Uhm… no.” stupito dal regalo non avevo ancora collegato che per fare quelle foto era stata nuda di fronte ad un altro. Ma non mi dispiaceva. Anzi mi eccitava. O per lo meno mi eccitava il risultato di quello shooting. Erano foto artistiche ma anche piuttosto esplicite. E Lara appariva stupenda.

“Ti eccitano queste foto?” mi chiese lei maliziosa.

“Sì.” risposi convinto.

“Fammi vedere.” mi stuzzicò lei.

Mi abbassai i pantaloni del pigiama. Spuntò fuori il mio cazzo rigido.

“Ti eccita così tanto vedere il mio corpo nudo?” mi chiese.

“Sì. Lo sai.”

“Quindi ti piace il mio regalo?”

“Sì. È stupendo. Non me lo sarei mai aspettato. Ma dove dovrei appenderlo secondo te?”

“Dove vuoi. L’ideale sarebbe nel tuo ufficio così mi vedi anche quando non siamo qui a casa insieme. Se no va bene anche qui a casa.”

“Davvero non avresti problemi se lo appendessi in ufficio?”

“Io no. Ma tu forse non vorrai far vedere a tutti la tua ragazza nuda, no?”

“Io… non lo so… sì forse è un po’ troppo per l’ufficio.” dissi aprendolo in un mese in cui Lara era in una posa in cui non aspettava altro che un cazzo che la sfondasse.

“Peccato, mi piacerebbe immaginarti mentre ti masturbi guardandomi mentre siamo lontani.”

“Davvero?”

“Sì. Anzi, vorrei proprio vederti mentre lo fai.”

“Cosa?”

“Vorrei vederti mentre ti fai una sega guardando le mie foto. Anche adesso.”

“Davvero?”

“Sì. Con che foto lo faresti?”

Sfogliai il calendario. Mi fermai in quella in cui lei era seduta sui talloni con la schiena arcuata e il viso di profilo con un dito in bocca. In quella foto la forma del suo culo si poteva ammirare in tutto il suo splendore.

“Lo sapevo.” disse lei. “Dai, fammi vedere.”

La guardai stupito e poi mi portai una mano al cazzo che era rimasto duro tutto il tempo. Iniziai a segarmi. Lei di risposta si infilò una mano nei pantaloni e iniziò a toccarsi.

“Non guardarmi. Cioè, guarda la mia foto. Fai finta che non ci sia.” mi ordinò.

Fu strano. Ma fu eccitante. In un attimo sborrai rischiando di sporcare subito il calendario appena regalatomi. Lara venne poco dopo.


A mente un po’ più fredda cercai di capire da Lara come si era svolto il servizio fotografico. Mi feci dire il nome del fotografo e ne cercai il sito internet. Era davvero bravo, lavorava con modelle molto belle ed era specializzato proprio in foto di nudo. Nel suo sito c’era anche una parte riservata ai sottoscrittori, ma molte foto erano in esposizione per tutti. Ne aveva anche messa qualcuna tratta dal calendario di Lara, quelle in cui il suo viso non era riconoscibile. Mi resi conto che per il livello del lavoro le doveva essere costato parecchio e lei ancora guadagnava poco, la mantenevo io. Mi preoccupai dunque che si fosse eccessivamente svenata per farmi quel regalo.

Ma lei mi spiegò che si era trattato di uno scambio. Le foto erano rimaste al fotografo che ne aveva i diritti di utilizzo e soprattutto erano rimasti d’accordo che lei avrebbe fatto un altro servizio per lui. Anzi mi disse che lui aveva provato proprio a convincerla a lavorare con lui per un po’. Lui riteneva che avrebbe potuto lanciarla come modella di nudo visto il corpo perfetto che sfoggiava.

“E tu cosa gli hai risposto?” indagai.

“Gli ho detto che non voglio fare la modella.”

“Ma ti piacerebbe?”

“Beh, mi sono divertita molto a posare per quelle foto.”

“Solo divertita?”

“Cosa vuoi dire?”

“Voglio dire… come ti sei sentita a posare nuda davanti ad un obiettivo, davanti ad un fotografo, sapendo che poi quelle foto le avrei viste io… e anche altri dato che lui ti ha detto che le avrebbe usate per i suoi lavori?”

Lara si mordicchiò un labbro con aria pensierosa.

“Lo vuoi sapere veramente?” mi chiese.

“Sì.”

“Mi sono eccitata. Ero eccitata mentre lui scattava. Secondo me si capisce. Lui lo ha capito.”

Presi il calendario e lo guardai per l’ennesima volta. Notai i capezzoli appuntiti come quando lei si eccita. Notai un riflesso sulle labbra della fica in una foto in cui era presa da dietro che poteva indicare che le stesse fossero lucide degli umori.

“Qui stavo venendo mentre scattava.” mi disse quando passai dalla foto in cui lei era stesa a gambe aperte con una mano a coprirsi il pube.


Qualche mese dopo accompagnai Lara a fare il suo servizio dal fotografo. Avevamo appuntamento presso un palazzo semi-abbandonato fuori città. Conobbi Marco, il fotografo e la sua fidanzata Anna. Lui me lo aspettavo diverso. Vittima degli stereotipi me lo ero immaginato con l’aria da artista maledetto, invece era un uomo sui cinquantanni dall’aspetto un po’ rozzo e grezzo. L’avessi incontrato in un altro contesto me lo sarei immaginato a fare un lavoro manuale di fatica, non uno intellettuale come il fotografo. Anna invece aveva circa trent’anni, forse qualcosa in più. Era una bella ragazza. Era una sua modella. Mi resi conto di averla vista nelle foto del suo sito, nuda ovviamente.

Dopo brevi presentazioni si misero subito al lavoro. Io mi defilai e osservai la scena stando in disparte. Lara si spogliò, aiutata da Anna che poi si occupò anche di truccarla un po’ con della cipria che copriva alcune imperfezioni della pelle. Marco iniziò presto a scattare. Alternava foto di Lara completamente nuda a foto in cui le faceva indossare qualche capo di lingerie molto poco coprente. In alcune foto comparve anche Anna che però rimase vestita ed era questo un modo per rendere ancora più evidente e intrigante la nudità della mia ragazza.

Il fotografo sembrava molto soddisfatto del risultato e di come Lara si offrisse all’obiettivo. Le diceva che era bravissima, che sembrava nata per fare quel lavoro, oltre che bellissima. Ad un certo punto mi reso conto che tra loro si era formata una connessione. Lui sembrava possederla tramite la macchina fotografica, lei sembrava essersi concessa a lui totalmente. Non stavano scopando ma la sensazione era come se lo stessero facendo. Mi sentii di troppo e nello stesso tempo mi sentii quasi il dovere di interromperli. Era come se Lara in quel momento fosse sua in modo diverso da come si era sempre concessa a me. Anche Anna, che assisteva Marco negli scatti, sembrava in qualche modo coinvolta in quel menage.

Io mi stavo eccitando. La mia ragazza nuda, così esposta ai nostri sguardi, mi provocava delle voglie che se il fotografo fosse stato in grado di rendere attraverso l’obiettivo avrebbe ottenuto sicuramente delle foto molto erotiche.

Al termine, mentre Lara si rivestiva e chiacchierava con Anna, lui venne da me.

“Lara è eccezionale.” mi disse. “Non ne ho viste tante come lei che pur non avendo mai posato sono così brave nel farsi prendere dal mio obiettivo.”

Mi domandai se nell’uso di certe parole ci fosse un doppio senso, ma mi limitai ad annuire.

Mi fece vedere qualche scatto direttamente dalla macchina fotografica. La mia erezione aumentò. Era ancora più sexy vederla in quel piccolo monitor rispetto che averla vista dal vivo. Lui mi fece un cenno di intesa, come a cercare una complicità maschile.

“Che cosa ne farai di queste foto?” gli chiesi.

“Quelle con la lingerie le ho fatte per un catalogo. Quelle nude credo che le metterò nell’area a pagamento del mio sito.”

“Hai tanti clienti che accedono a quell’area?”

“Tanti no. Ma buoni clienti. Disposti a spendere.”

“Il volto sarà visibile in quelle foto?”

“No, molto poco. Lo rendo comunque irriconoscibile o sfumato. Tranquillo, non gireranno foto della tua ragazza riconoscibile in quelle pose oscene.”

“Ok.” risposi.


I nostri rapporti sessuali cominciarono ad includere quasi sempre una parte in cui io mi masturbavo di fronte a Lara o alle foto di Lara. Quando si trattava delle foto spesso le sfogliavo sul computer con Lara alle mie spalle che mi sussurrava qualcosa nell’orecchio e voleva sapere le mie sensazioni. Una sera, facendo questo, Lara cominciò a dirmi qualcosa di molto eccitante:

“Sai, mi ha detto Marco che le mie foto sono molto apprezzate dai suoi clienti. Io sono molto apprezzata. Sono la nuova modella del momento e a quanto pare piaccio molto.”

“Non ne dubito. Cosa dicono?”

“Fanno apprezzamenti sul mio corpo. Anche volgari.”

“Te li ha detti?”

“Sì.”

“E che effetto ti hanno fatto?”

“Mi hanno eccitato. E a te? Sapere che la tua ragazza riceve questi apprezzamenti?”

“Controlla tu stessa.” le dissi invitandola ad allungare la sua mano per tastarmi il cazzo durissimo.

“E mi ha detto anche un’altra cosa…” aggiunse dopo qualche minuto, con voce esitante.

“Cosa?” domandai molto incuriosito perché coglievo il suo imbarazzo.

“Mi ha detto che un cliente si è offerto di pagargli un servizio fotografico… con me protagonista.”

“Ah. Quindi farai altre foto con lui?”

“Beh… sì… se tu sei d’accordo.”

“Perché non dovrei esserlo? Piace anche a me vederti fotografata.”

“Beh… perché… questo cliente avrebbe richiesto delle foto particolari…”

“Particolari? Cioè?” chiesi a metà tra il preoccupato e l’eccitato.

“Foto in cui… mi tocco… in cui mi masturbo… in cui uso giochi su di me…”

“Ah… ok… sarebbero quindi foto più spinte… non in queste non si veda già tutto di te…”

“Sì… più spinte… e poi…”

“Poi cosa?”

“E vorrebbe assistere allo shooting.”

“Ah.”

“Quindi?”

“Quindi cosa?”

“Quindi posso accettare? Posso dire a Marco che ci sto? Mi dai il permesso?”

Guardai in basso il mio cazzo che, eretto, sembrava aver già deciso a riguardo. Presi la mano di Lara e glielo feci stringere.

“Po… posso assistere anche io?” le chiesi.

“Sì.” rispose lei dopo averci pensato per un po’ e in quel momento schizzai la mia risposta affermativa.


Lara era completamente nuda, sotto alle luci dello studio fotografico, col pannello bianco dietro a fare da sfondo neutro. A fotografarla c’era Marco, assistito da Anna. E poi c’eravamo noi due spettatori, io e l’uomo che aveva pagato per questo servizio fotografico. Assieme a Lara c’erano una serie di sextoy forniti dal fotografo. Falli finti di varie forme e dimensioni e plug anali.

A Lara fu detto di iniziare improvvisando. Lei chiuse gli occhi e iniziò a toccarsi con le dita, ma non sembrava riuscire a sciogliersi ed eccitarsi.

“Apri gli occhi.” le suggerì il fotografo e lei continuò come prima ma guardandoci. Guardava me e coglievo una sorta di imbarazzo. Guardava gli altri e coglievo perversione. Le piaceva essere guardata. Averci lì davanti a lei invece di inibirla la eccitò. Il fotografo sapeva con chi aveva a che fare e aveva dato il consiglio giusto.

Pian piano passò ad usare anche gli oggetti assumendo pose oscene. Marco ogni tanto le suggeriva qualche posizione ma in generale la lasciava libera di esprimersi. Tutti noi ne osservammo un orgasmo mentre si infilava un fallo lungo e flessibile nella fica.

“Usa un po’ anche i plug.” disse il fotografo e Lara li cercò a tastoni. Ne prese uno e si mise a pecora, pronta per infilarselo. “Aspetta.” la fermò Marco. “Vorrei una foto con una mano maschile che te le infila.” e si girò verso di noi. Guardò le nostre mani e scelse l’altro uomo. Aveva mani più virili, da uomo più anziano. Compresi l’effetto che voleva ottenere con la foto, il contrasto tra la mano maschile che violava il perfetto culo femminile. Non mi dispiacque non essere scelto per farlo, anzi mi eccitò di più.

Fu una serie di foto molto intriganti quelle che vennero fuori per testimoniare l’inserimento del plug nell’ano della mia ragazza. Dopo averle scattate lei si girò e si mise in ginocchio sotto all’uomo. Lo guardò. Poi i suoi occhi si fissarono sul rigonfiamento che c’era nei suoi pantaloni. Senza dire niente iniziò a slacciarglieli. Il fotografo continuò, silenzioso, a immortalare la sequenza. Lei incrociò per un attimo il mio sguardo. Non cercava un permesso da parte mia, voleva solo vedere la mia reazione.

Marco scattò una serie di foto in cui si vedevano le silhouette del viso di profilo di Lara, con la lingua fuori, e del cazzo, devo ammettere molto fotogenico, dell’uomo. Poi testimoniò il pompino che lei iniziò a fare, incitandola e facendole i complimenti.

Io, intanto, non resistetti e mi tirai fuori il cazzo, per segarmi di fronte a quella scena inaspettata. Vicino a me arrivò Anna.

“Ti piace?” mi chiese.

“Troppo.” risposi sinceramente smettendo di segarmi perché altrimenti sarei venuto subito.

Lei allora si avvicinò al suo compagno fotografo e si fece passare la macchina fotografica.

“Continuo io.” gli disse e lui, comprendendo subito le intenzioni di lei, si spostò verso i due soggetti del servizio fotografico, slacciandosi anche lui i pantaloni.

Immediatamente dopo il rumore dello scatto della macchina fotografica faceva da sfondo alla scena altrimenti silenziosa in cui la mia ragazza stava in ginocchio e si alternava tra i cazzi eretti dei due uomini. Poi uno passò dietro di lei permettendole di dedicarsi ad un singolo pompino. Solo per poco perché quando l’altro cazzo si fece strada nella sua fica, muovendo dall’interno il plug, lei mollò la presa sul primo e fece una espressione di estatica sorpresa ben immortalata dalla nuova fotografa addetta al servizio.

Mi avvicinai ed iniziai a schizzare, colpendo viso e corpo della mia ragazza. Anna fu bravissima a immortalare anche quell’evento.


Nelle settimane successive non scopai praticamente mai Lara, nonostante facessimo sesso quasi tutti i giorni. Ma non c’era più sesso penetrativo tra di noi. Guardavamo le foto e ci masturbavamo, a vicenda o ciascuno per sé. E nel mentre lei mi raccontava le sue sensazioni durante il servizio fotografico e io le confessavo quanto mi era piaciuto vederla usata da quei due. Oppure ci dicevamo quali altre foto avrebbe potuto fare e con chi. Ormai era diventata una delle modelle preferite di Marco e Anna, una di quelle più disponibili ai servizi più osé.

4 commenti su “Modella”

  1. Non so se invidiare o no la tua fantasia, che come una febbre, deve essere continua e ostinata e pervasiva.
    Molto bello il risultato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto