Fotografie

Un occhio esperto non vede solo l’evidente bellezza, ma anche il fuoco che si nasconde sotto.

Andando dietro al palco vidi subito Chiara, la mia ragazza. Si era già cambiata ed era appoggiata ad una transenna. Vicino a lei c’era un uomo, basso e robusto che le stava parlando. Ebbi subito una cattiva impressione, mi dava l’idea di uno un po’ viscido.

Chiara aveva appena finito di fare una sfilata di moda mare. Eravamo in una località turistica costiera. Chiara non era una modella ma ogni tanto le piaceva partecipare a queste manifestazioni. In particolare lo faceva quando aveva occasione di sfilare per promuovere i costumi venduti da una sua amica.

Mi avvicinai a lei e a quell’uomo e colsi le ultime frasi che si stavano dicendo.

“Lì c’è il mio numero.” disse lui indicando un bigliettino che le aveva dato in mano. “Chiamami quando vuoi che fissiamo l’appuntamento.”

Io comparvi al fianco di lei.

“Ah, ciao.” mi salutò lei calorosamente con un bacio sulla guancia.

“Scusate l’interruzione.” dissi io.

Chiara fece le presentazioni.

“Lui è il mio ragazzo e lui è… un fotografo che mi stava proponendo…”

“Sì.” intervenne l’uomo. “Stavo dicendo alla sua fidanzata che l’ho notata stasera mentre sfilava e sono rimasto colpito dalla sua bellezza, dal suo fisico… ma tu questo lo sai meglio di me: sei il suo ragazzo. Sai bene quanto è bella. Lo sai meglio di tutti.”

Aveva un atteggiamento strano nel parlare. Sembrava ammiccante, sembrava cercare complicità. Continuò a non farmi una buonissima impressione. Era un uomo intorno ai cinquant’anni, non particolarmente bello.

“Ma non è solo quello.” continuò il fotografo.”Un corpo bello ce l’hanno in tante, tutte le ragazze che hanno sfilato stasera hanno un bel corpo, ma quello di Chiara ha qualcosa in più, soprattutto lei ha un modo di muoversi, di atteggiarsi, di comunicare col corpo che secondo me andrebbe sfruttato e quindi…”

“Sì, quindi mi stava proponendo di provare a posare per lui…” intervenne Chiara capendo che io mi stavo un po’ alterando per la confidenza che lui si stava prendendo.

“Credo che potrebbe essere una modella perfetta.” aggiunse lui.

“Ovviamente foto… normali…” si premurò lei di rassicurarmi. “Tipo queste.”

Mi passo il suo telefono che era aperto sull’Instagram del fotografo. Sfogliai il portfolio che era mostrato. Foto decisamente belle, ben fatte per quello che potevo capirne, a ragazze decisamente affascinanti. Quasi tutte erano foto in intimo o comunque con vestiti succinti e provocanti. Non c’erano nudi nella galleria che mi mostrarono quella sera.

“Non devi decidere subito.” concluse lui. “Pensaci e poi chiamami, ma, fidati di me che faccio da tanti anni questo mestiere: tu hai qualcosa di speciale e sarebbe un peccato non sfruttarlo. Come vedi sono venuto solo da te. Non ho cercato nessun’altra. Non mi interessa qualsiasi modella. Non ne ho bisogno. Sono già affermato, lavoro già con modelle bravissime e bellissime ma mi piace ogni tanto scoprire qualche nuovo talento.”

“Ma tutto questo verrebbe a costare qualcosa?” domandai io sospettoso.

“No. Questo primo servizio lo farei gratis in cambio della possibilità di utilizzo delle foto nel mio portfolio. Poi se Chiara vorrà crearsi un suo portfolio da usare per cercare altri lavori possiamo metterci d’accordo oppure se capisco che in lei c’è veramente del potenziale potrei anche iniziare a pagarla per posare stabilmente per me. Ma per ora non vi costerà nulla.”

Parlammo ancora un po’ per capire le sue intenzioni e le prospettive. Poi salutammo quell’uomo e andammo verso la nostra auto per tornare a casa.

“Cosa ne pensi?” mi chiese Chiara con tono abbastanza eccitato.

“Non so. Mi è sembrato un po’ uno che racconta tanto ma poi di concreto c’è poco.”

“Però hai visto il suo sito. Fa foto stupende. Non sarebbe male venir fotografata da un professionista, gratis poi.”

“Ecco, questa cosa del gratis mi convince poco, di sicuro c’è qualche fregatura sotto.”

“Uffa. A me piaceva l’idea.” mi rispose lei sbuffando contrariata.

“No, no, ma se vuoi farlo fallo pure. Te lo dico solo perché non ti crei troppe aspettative. A sentire lui sembra che sei già la nuova Claudia Schiffer.”

“No, ma lo so, figurati. Io non sono lontanamente paragonabile alle altre sue modelle, infatti non so neanche perché sia venuto a cercarmi, però mi sembrava divertente. Tanto mica voglio fare la modella.”

“Non è vero che non sei paragonabile. Tu sei bellissima. E fotografata come si deve secondo me vieni esattamente come quelle.”

“Grazie, sei un tesoro. Allora ci provo?”

“Decidi tu.”

Qualche settimana dopo Chiara era andata nello studio del fotografo. Poi era tornata a casa su di giri. Non vedeva l’ora di farmi vedere le foto che le arrivarono qualche giorno dopo quando lui le aveva sistemate in post-produzione.

Era stupenda. Aveva posato in autoreggenti e intimo. Aveva scelto il più sexy che aveva. Lui l’aveva veramente valorizzata e lei, che già era bellissima e con un corpo perfetto, non aveva nulla da invidiare a nessun’altra modella presente sul sito di lui.

Mi venne duro a guardare quelle foto. Me lo toccai da sopra i pantaloni. Chiara se ne accorse.

“Cos’hai?” mi chiese.

“Niente. Mi sono eccitato a guardarti.”

“Davvero? Solo per delle foto in lingerie.”

“Sì, ma sei tu e sei stupenda e sei in intimo in foto professionali che potranno vedere tutti…”

“E questo ti eccita?”

“Sì.”

“Fammi vedere.”

“Cioè?” chiesi io sorpreso da quella richiesta.

“Tiratelo fuori. Fammi vedere come te l’ho fatto venire. E poi segati guardando le mie foto.”

“Ti eccita se lo faccio?”

“Credo di sì. Proviamo.”

Mi slacciai i pantaloni e mi tirai fuori il cazzo che era durissimo anche a causa di quella richiesta insolita. Iniziai a menarmelo.

“Non guardare me.” mi disse Chiara. “Cioè guardami ma solo nelle foto.”

Fissai il monitor del tablet e ogni tanto con la mano libera cambiavo foto in cerca di quella più sexy.

“È bello vedere l’effetto che ti faccio.” mi mormorò nell’orecchio mentre io mi avvicinavo all’orgasmo.

Io emisi un grugnito e mi concentrai sul culo di Chiara illuminato da una luce radente con il perizoma che si perdeva tra i glutei.

“Ci pensi che potrei fare lo stesso effetto anche ad altri che guardano quelle foto?”

A quella prospettiva non ci avevo pensato e il fatto che lei me la suggerisse, che lei ci avesse pensato e che a lei forse eccitasse l’idea di altri che si segavano guardandola mi sembrò molto perverso. E mi diede il colpo di grazia.

Lanciai numerosi schizzi di sborra. Alcuni finirono anche sullo schermo del tablet. La cosa divertente e che ci fece scoppiare a ridere subito dopo è che lo schizzo venne interpretato dal tablet come un tocco che fece aumentare lo zoom della foto, proprio sul culo di Chiara. Era come se le avessi sborrato addosso.

Dopo quell’episodio non riparlammo più del servizio fotografico. A me capitò, ma non lo confessai a lei, di tornare sull’Instagram del fotografo e di masturbarmi di nuovo guardando le foto che lui aveva pubblicato. Quelle di Chiara ma anche quelle di altre modelle. Era veramente un fotografo bravo che sapeva impregnare di erotismo tutte le sue opere, anche se nessuna era esplicita.

Poi dopo qualche settimana Chiara mi informò, quasi distrattamente, di una novità.

“Mi ha proposto di andare con lui e la sua donna a fare un servizio fotografico.”

“Lui e la sua donna?”

“Sì, è una delle sue modelle. Questa.” mi disse mostrandomela sul telefono.

“E di che servizio si tratta?” domandai incuriosito e un po’ sospettoso.

“Una cosa un po’ particolare. Nel senso che non è un solo servizio. Mi ha proposto di andare con loro alcuni giorni a Favignana e fare vari servizi in giro per l’isola.”

“Ti paga?” chiesi sempre più sospettoso.

“No. Però mi offre vitto e alloggio. Ha ammesso di averlo chiesto a me perché le altre modelle dovrebbe pagarle invece per me può essere una buona occasione per lanciarmi. Dice che diventeranno le foto principali del suo nuovo lavoro.”

“Uhm. Non so, non mi convince molto.”

“Perché?” mi chiese Chiara che cominciava ad alterarsi. Capii che lei aveva già deciso di andarci. Il fatto di parlarmene non era per chiedere il mio parere o il mio permesso, che d’altronde non avevo diritto di darle, ma era solo per informarmi.

Litigammo un po’. Io in realtà non sapevo bene perché mi opponevo. Era una sensazione a pelle. Lui non mi era piaciuto la prima volta e non ero contentissimo che Chiara lo frequentasse, tanto più per diversi giorni di fila e senza di me.

“E posso venire anche io?” le chiesi ad un certo punto, anche per metterla in difficoltà.

“Certo.” rispose invece lei, sicura. “Ma chiaramente a te non rimborserà niente.”

“Ok. Allora potrei venire a mie spese.”

“Va bene.” chiuse lei la discussione con tono di sfida.

In realtà non andai. Avevo impegni di lavoro e con così poco preavviso non riuscivo ad organizzarmi. Quindi passai una settimana da solo pensando costantemente alla mia ragazza in vacanza con estranei che veniva fotografata con pochi vestiti addosso. Ero un po’ geloso ma la situazione mi eccitava anche. Ogni sera andavo sul profilo Instagram del fotografo, un po’ nella speranza che pubblicasse già qualche foto di Chiara e un po’ per masturbarmi sulle foto vecchie.

Quando sentivo Chiara al telefono era sempre euforica. Si stava divertendo. Mi diceva che il posto era bellissimo e che stava facendo delle belle foto. Solo gli ultimi giorni sembrò cambiare un po’ umore. Divenne più sbrigativa al telefono, più evasiva. Ma non ci feci caso subito, fu più qualcosa che notai col senno di più, dopo quello che successe quando lei tornò.

Dopo qualche giorno dal suo ritorno cominciò il nostro rito serale. Il fotografo aveva iniziato a pubblicare varie foto ogni sera. In quasi tutte c’era Chiara, in qualche l’altra la donna di lui, in alcune entrambe. Lui presentava Chiara come un nuova modella e ne tesseva le lodi dicendo che era la sua nuova musa. Lei era entusiasta di questa sua esperienza e sembrava decisamente interessata a proseguirla.

La prima foto era lei di spalle, stesa sul ponte di una barca a vela. Le gambe leggermente sfalsate e il costume infilato fra le chiappe che la faceva sembrare a prima vista nuda. I capelli le coprivano la schiena mentre lei apparentemente scrutava l’orizzonte.

“Ti piace?”

“Sì. Sei fantastica.”

“Ti eccita?”

“Sì.”

Scopammo subito dopo la visione di quella foto.

Quella successiva la mostrava mentre usciva da una piscina con il culo ancora metà dentro l’acqua. Il fondoschiena di Chiara era il vero protagonista di quasi tutte le foto, d’altronde era un culetto perfetto che chiunque notava e avrebbe fotografato.

Poi una foto di lei in spiaggia, seduta, di profilo. Una gamba quasi stesa e una piegata. La mano che copriva i seni, altrimenti sarebbe stata in topless. Vicino a lei l’altra modella, stesa a pancia in giù, apparentemente nuda.

“Ma lei era nuda?”

“Sì.”

“E c’era gente in spiaggia?”

“Quella volta no. Fuori stagione non c’era quasi mai nessuno, ma ogni tanto qualcuno c’era.”

“E vi ha visto posare?”

“Sì. Certo.”

“E tu hai mai posato nuda?”

“No.” mi rispose Chiara ma notai in lei una certa esitazione. Non ero sicuro mi avesse detto la verità.

“Ti imbarazzava posare con degli spettatori?”

“No… anzi…” ci pensò su un po’.

Il giorno successivo venne pubblicata una foto di Chiara da dietro mentre saliva una scala in pietra. Indossava dei sandali col tacco alto e un vestito cortissimo che, vista dalla prospettiva del fotografo, lasciava quasi scoperto il culo. Io ingrandii la foto, curioso.

“Ma qui ce le avevi le mutande?” indagai.

“Sì. Certo.” rispose lei in modo poco credibile.

In un’altra foto si vedeva il mare e un pezzo di spiaggia di sassi. Chiara compariva poco distante dalla riva. In piedi di spalle e con le braccia tirate su. Il culo era tagliato a metà dal livello dell’acqua. Non aveva evidentemente la parte sopra del bikini ma sembrava neanche la parte sotto.

“Qui sei nuda, però.”

“Sì, ok. Mi ero abbassata il tanga per la foto… ma ero in acqua.”

“Ti ha vista qualcuno?”

Chiara roteò gli occhi, in cerca di una risposta che dopo poco diede.

“Sì, c’erano degli altri bagnanti.”

“Chi erano?”

“Dei ragazzi.”

“Ti hanno vista nuda?”

“Forse sì, un po’.”

“Ti è piaciuto mostrarti nuda?”

Non mi rispose. Mi afferrò con la mano il cazzo da sopra ai pantaloncini che portavo.

“E a te piace l’idea che la tua ragazza sia stata vista nuda?”

Non risposi neanche io. Finimmo a scopare.

La foto successiva era stata scattata in una viuzza di un paesino. Sullo sfondo compariva anche un vecchio abitante dell’isola seduto su una sedia. Chiara era di profilo e indossava una specie di pareo di corda tutto traforato. Sotto sembrava non avere niente. Non feci altre domande. Mi limitai a tirare fuori il cazzo e a segarmi davanti a lei.

Poi c’erano foto di lei e l’altra modella vestite da sera su una terrazza assolata con dei cocktail in mano. Chiara su un materassino in piscina fotografata dall’alto. Chiara con un microbikini fotografata di fronte. Lei in un porticciolo, in mezzo ad alcuni pescatori, con un vestito che lasciava poco spazio all’immaginazione. Poi lei inginocchiata in acqua sul bagnasciuga, con la schiena arcuata e il culo in evidenza. Chiara che galleggia nel mare cristallino. Il culo di lei in primo piano, bagnato e coperto solo dal filo del tanga. Chiara stesa su uno scoglio, di spalle, apparentemente nuda se non si andava a cercare bene un po’ di colore rosso della stoffa del costumino. Chiara a quattro zampe, in lingerie, su un terrazzo illuminata da una luce che passava attraverso qualcosa che la trasformava in striscioline di luce. Chiara su un letto, tra lenzuola sfatte posizionate in modo da coprirla solo nei posti che non si potevano mostrare liberamente.

E le foto continuavano. E ognuna mi eccitava più delle altre. Mi segavo guardandole. Lo facevo in compagnia di lei, mentre le commentavamo insieme e lo facevo da solo. I pensieri erano diversi. Quando ero da solo era un masturbazione quasi dolorosa. Un po’ soffrivo al pensiero che lei era stata evidentemente nuda di fronte al fotografo. Di fronte a quell’uomo che a me non piaceva. Lui in qualche modo se la era goduta ancora più di me. Io osservavo l’esito finale, ma lui l’aveva scrutata a lungo, inquadrata da varie angolature, posizionata a dovere forse anche toccandola. E l’aveva vista nuda, sicuramente. Chissà se lui si eccitava mentre scattava le foto.

In una delle mie innumerevoli visite al profilo del fotografo e al suo sito notai una cosa a cui non avevo mai fatto molto caso fino ad allora. C’era una area riservata. Una sezione nella quale per poter vedere le foto occorreva abbonarsi. Mi incuriosii. Come mai esisteva quella parte? Che foto c’erano rispetto a quelle normalmente mostrate a tutti? Da quello che c’era scritto si trattava dell’area con le foto proibite ai minori.

In quel momento mi venne un atroce dubbio. Possibile che in quell’area a pagamento ci fossero anche foto di Chiara che io non avevo visto?

Capii subito che non avrei dormito con quel tarlo in testa. E mi abbonai immediatamente. Con un nome falso. Entrai e mi comparvero tante nuove foto. Lo stile era lo stesso ma i soggetti erano decisamente più spinti. Subito fui affascinato da come quel fotografo riuscisse a mantenere intatto la raffinatezza del suo erotismo nonostante l’oscenità delle scene rappresentate. Il cazzo mi si indurì prepotentemente nel vedere alcune delle modelle che avevo ammirato nella sezione pubblica impegnate in amplessi per nulla censurati.

Poco dopo fui preso dal panico. E se avessi visto anche Chiara in mezzo a queste foto? Come avrei reagito? Volevo veramente scoprirlo. Chiusi immediatamente il sito, per non guardare oltre. Intanto la mia mente viaggiava e immaginava Chiara fotografata mentre scopava con uno dei modelli che avevo visto impegnati in quelle foto. Mentre sentivo il terrore crearmi un buco nello stomaco il mio cazzo decideva autonomamente di espellere un po’ di sborra in un orgasmo a metà. Passata l’eccitazione mi maledii per quello che avevo fatto. Mi maledii per aver consentito a Chiara di entrare in quel mondo. Mi maledii per essermi creato in testa l’idea che lei potesse aver fatto più di quello che mi aveva mostrato.

Non potevo non scoprire se era vero o no. E riaprii il sito. E notai che uno degli album della sezione riservata riportava la data del viaggio di Chiara a Favignana. Ci cliccai su e mi crollò il mondo addosso.

Chiara nuda. Chiara con la figa o il buco del culo esposti. Chiara insieme alla donna del fotografo in un amplesso lesbo. Chiara con un modello che non avevo mai visto. Chiara scopata da lui. Chiara alle prese con due cazzi. Chiara ricoperta di sborra. Il culo di Chiara con un cazzo dentro.

In nessuna di queste foto le si vedeva il viso, ma io non potevo non riconoscerla.

Quasi persi i sensi. Il mio corpo era per metà annientato dal dolore e per metà eccitato dalle immagini appena viste. Non capii più niente. La odiavo per ciò che aveva fatto. La amavo per quanto era oscena. Mi odiavo perché non riuscivo a gestire la situazione, le emozioni.

Dopo qualche giorno la affrontai. Stampai alcune di quelle foto e gliele mostrai. Lei si mise a piangere. Si scusò. Ma poi si spiegò.

“Ero sempre eccitata. Mostrarmi all’obiettivo seminuda o del tutto nuda mi eccitava. Anche lui si eccitava a fotografarmi. Lo vedevo. E anche la sua donna. E chi ci vedeva. Tutto il giorno così. E a sera in camera ormai io e lei stavamo sempre nude. E lei ci ha provato con me. Ero curiosa. Lei mi piaceva. Lo abbiamo fatto. Mentre lui guardava e scattava. Ma tutto questo non mi placava la voglia, la faceva solo aumentare. Ogni giorno osavo di più e lui apprezzava. Giravo nuda all’aperto e non volevo fare altro che masturbarmi. Poi a sera di nuovo con lei ma avevo bisogno di altro. Mi serviva un uomo. Lui era brutto, lo hai visto. Ma lo avevo visto nudo. E sotto non era affatto male. L’ho scopato. Mentre lei scattava. Ad ogni foto io mi eccitavo di più. Poi lui ha chiamato un modello per fare altre foto. Ci ha raggiunto dopo due giorni. E lì ho fatto quelle foto che hai visto. So di avere sbagliato, ma so che lo rifarei perché non avevo scelta. La voglia era troppa. Tu non c’entri. Ti ho tradito ma solo perché ero in una cosa più grande di me, di noi. L’avrei fatto a prescindere da te. Ero come drogata. Drogata di piacere.”

Non sapevo cosa dire. Ero disperato. Lei mi aveva fatto una cosa tremenda. Eppure era la situazione più eccitante che potessi immaginare. Saperla così succube del piacere la rendeva ai miei occhi più desiderabile che mai. L’idea che avesse scopato con quell’uomo viscido che io avevo odiato fin da subito era allo stesso tempo rivoltante e perversa.

Chiara mi aveva tradito nel modo peggiore in cui potesse farlo. Chiara era diventata così più desiderabile che mai. Mi aveva umiliato e lei si era elevata ad un livello di perversione che io non avevo neanche mai immaginato durante nessuna masturbazione solitaria.

L’amavo. Più di prima.

Organizzamo una sessione fotografica con lui. Stavolta ero presente anche io. Non fu facile farlo e mantenere l’erezione costante all’interno di un set ma alla fine il risultato fu ottimo. Lui aggiunse un album alla sua sezione riservata. Io e Chiara che scopavamo. Riuscì a rendere irresistibile persino il mio corpo.

“L’avevo capito da come si muoveva in quella sfilata.” disse lui affermando di aver previsto da subito che Chiara sarebbe diventata non solo una delle sue modelle di punta ma anche che covasse dentro di lei quella lussuria che era esplosa durante quel servizio fotografico sull’isola siciliana.

Furono tanti i servizi fotografici privati che fece Chiara e sui quali io versai schizzi e schizzi di sborra in masturbazioni solitarie come tutti gli altri abbonati di quel sito.

E quando lo scopavo ripensavo alle fotografie. E la lussuria mi travolse allo stesso modo in cui aveva travolto lei.

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