Ricordi di calde serate estive.
Eravamo giovani e belli ed era estate. Era la sera di ferragosto. Eravamo al mare. Io e Silvia stavamo insieme da diversi mesi ormai. Silvia era bionda, col nasino all’insù e due occhioni azzurri. Aveva un bel corpo ed io la trovavo bellissima.
Quella sera eravamo insieme a tanti amici e anche tanti altri ragazzi e ragazze che non conoscevamo. Si era formato un gruppo molto numeroso in spiaggia attorno ad un paio di falò attorno ai quali avevamo in programma di passare la sera e la notte, fino all’alba.
Si chiacchierava, si beveva (tanto) e si ballava. Una bella serata in compagnia.
Ad un certo punto, non so bene perché, forse per una sfida, una scommessa o soltanto per sentirsi libere, Silvia e due sue amiche si spogliarono rimanendo in topless. Continuarono così a stare in mezzo ai nostri amici come niente fosse, a fare tutto quello che facevano prima con la differenza che le loro tette e i loro corpi erano in bella vista, pur nella penombra della sera illuminata solo dalla luna e dal fuoco, e tutti gli sguardi ci cadevano sopra. Silvia, poi, sotto indossava un tanga abbastanza succinto di un colore che quasi spariva nei confronti di quello della pelle. Guardandola distrattamente, con la coda dell’occhio, sembrava veramente che fosse completamente nuda, che si aggirasse in mezzo a tutti senza niente indosso. Non che anche solo con quel tanga non fosse sufficientemente provocante, ma quell’ulteriore impressione mi stava eccitando molto.
Guardavo la mia ragazza e avevo il cazzo duro. Notavo come la guardassero tutti, come scherzassero con lei, come lei si pavoneggiasse, per nulla inibita dal mostrarsi. Non era pudica, già in spiaggia di giorno spesso stava in topless. Molti l’avevano già potuta ammirare così svestita. Ma era il contrasto, la situazione, a rendere tutto eccitante. Lei e le due amiche quasi nude in mezzo a gente vestita, seppur vestita leggera data la serata calda.
Glielo dissi che mi eccitava. Le feci sentire il cazzo duro contro il culo. Lei mi sorrise, compiaciuta e soddisfatta.
“Credi che anche gli altri siano così?” mi chiese maliziosa mentre mi dava una fugace stretta al cazzo con la mano attraverso i boxer.
“Secondo me sì.” le risposi nell’orecchio. Ne sembrò contenta.
La serata andò avanti, la mezzanotte di ferragosto venne superata. Qualcuno se ne era andato, non eravamo più numerosi come prima. Io stavo chiacchierando con alcuni amici. Silvia era lì attorno da qualche parte. Non si era ancora rivestita. Per fortuna era una notte calda. La cercai con lo sguardo. Stava parlando con uno. Con uno che non conoscevo.
Mentre i miei amici continuavano a scherzare io avevo lo sguardo fisso su di lei e su quel tipo. Lui ci stava provando. Era evidente. Sembrava un po’ ubriaco ma dal linguaggio del corpo capivo che se la voleva fare. E lei lo lasciava fare. Era allegra, scherzava con lui. Sembrava una che ci voleva stare.
Ero geloso. Ma anche eccitato.
Il ragazzo si chinò verso di lei, dicendole qualcosa nell’orecchio. Nel farlo con la mano le toccò rapidamente il culo. Lei non lo scansò e quando lui si tirò indietro lo guardò maliziosa con la bocca aperta dandogli uno schiaffetto su una spalla. Continuarono a parlare. Io mi staccai dai miei amici.
Poi all’ennesima frase che quel ragazzo le disse Silvia si guardò attorno fino a fermare su di me lo sguardo. Mi stava cercando. Venne verso di me, ancheggiando sulla sabbia. Mi prese per mano. Mi diede un bacio sulla guancia.
“Vieni con me.” mi disse risoluta.
Mi portò da lui. Ci presentò.
“Lui è il mio ragazzo. Ti dispiace se faccio venire anche lui?” gli chiese. Lui apparve stupito e divertito.
“Ah… se non dispiace a lui…” commentò sibillino guardandomi.
Silvia ci prese per mano a entrambi e ci trascinò verso il retro della spiaggia. In quel momento mi chiesi se qualcuno ci stesse notando e nel caso cosa stesse pensando. Una ragazza seminuda col suo ragazzo ed un altro che si infrattava nella zona più buia.
E io stesso cosa stavo pensando? Cosa stavamo andando a fare? Era quello che dentro di me in quel momento stavo sia temendo che sperando?
Arrivammo dietro le cabine dello stabilimento balneare, in un angolo buio illuminato solo dalla luna. Silvia si inginocchiò. Senza dire niente lui si abbassò i boxer mettendo in mostra un cazzo già bello duro. Lei mi guardò ed io allora lo imitai. Anche io ero in erezione, a testimonianza del fatto che quello che stava accadendo mi eccitava più che ingelosirmi. Silvia ne fu soddisfatta. Prese in mano i nostri cazzi e poi, alternativamente, iniziò a leccarli.
“Cazzo, che troia…” mormorò lui. Lei a quelle parole mi strinse maggiormente il cazzo e girò gli occhi un attimo verso di me. Sembrò sorridere, pur avendo un cazzo in bocca.
Andò avanti così per qualche minuto ed io mi accorsi di una cosa strana. Mi avvicinavo di più all’orgasmo nei momenti in cui lei mi stringeva il cazzo segandolo leggermente e succhiando invece il cazzo dell’altro rispetto a quando il cazzo che lei aveva in bocca era il mio, nonostante mi facesse un pompino molto voglioso. Vedere il suo bel visino a contatto con il cazzo di un altro era una immagine potente. Così potente che sborrai schizzandole addosso mentre lei si stava sfregando il cazzo di lui contro la faccia.
La mia venuta fece sì che lei si dedicò solo a lui, che però la fermò immediatamente.
“Voglio scoparti.” le disse guardando prima lei e poi me.
Anche Silvia mi guardò per un attimo, per cercare la mia approvazione. Io rimasi inebetito, senza dire niente. Poi lei si alzò e si andò ad appoggiare con le mani al muro del retro delle cabine, ondeggiando in modo provocante il culo verso di noi. Lui le andò dietro e le mise le mani sui fianchi.
“Ce l’hai il preservativo?” lei chiese.
“Sì…” bofonchiò lui iniziando a frugarsi nelle tasche. “Cazzo, era qui… Ce l’avevo…”
“Tu ce l’hai?” disse Silvia rivolgendosi a me.
“Eh… no… perché dovrei averlo…” risposi alzando le spalle dato che con lei non lo usavo.
Il ragazzo intanto smadonnava disperato perché non lo trovava.
“Secondo me qui dietro c’è un distributore.” disse lei. “Perché non vai a prenderne uno.”
Io rimasi stupito perché Silvia questa proposta la fece rivolta a me. Cioè io dovevo andare a prendere il preservativo per lui in modo che potesse scoparla.
“Sì, dai, amico. Dopo ti do i soldi.” mi disse lui sollevato.
Lei mi guardò con un sorriso così malizioso che accettai la sua proposta e mi allontanai da loro con il cazzo che era tornato durissimo. Mi girai un attimo e vidi che lui l’aveva di nuovo afferrata per i fianchi e strusciava il cazzo fra le sue natiche, in attesa di poterla penetrare quando io fossi tornato col preservativo. Lei si muoveva sinuosa contro di lui. Poi lui afferrò la cordicella del tanga e quasi glielo strappò facendoglielo scendere ai piedi. Io accelerai correndo attorno allo stabilimento balneare in cerca del distributore di preservativi.
“Eccolo.” dissi ansimante e trionfante allungando la bustina quadrata verso di lui.
“Finalmente.” commentò lei.
Lui se lo infilò e poi infilò il cazzo nella mia ragazza che era già così eccitata che lo accolse senza problemi. La scopò per un po’. Io li guardai segandomi. Lui avendo mantenuto l’erezione ormai da molto tempo era probabilmente entrato in quella fase in cui l’eccitazione rimane costante e l’orgasmo resta lontano, per cui non ebbe problemi a scoparsi a lungo la mia ragazza.
Si interruppe solo ad un certo punto uscendo da lei, che intanto credo avesse già goduto alcune volte.
“Vorrei anche incularti. Ti piace? Posso?” disse lui.
Silvia si girò e lo guardò in modo inequivocabile. Voleva anche lei. Ma non gli rispose di sì. Guardò me e disse con lui:
“Chiedilo a lui. È lui il mio ragazzo.”
Era pazzesco. No, non volevo che quell’estraneo avesse anche il privilegio di sodomizzare la mia ragazza dopo che già se lo era fatto succhiare e se la era scopata. Io ci avevo messo mesi prima che lei acconsentisse a farsi inculare da me. Lui l’aveva conosciuta un’ora prima e già le entrava nel culo? No… non era possibile. Però cazzo se era eccitante l’idea! Cazzo se era eccitante vedere lei così vogliosa e così desiderosa di farsi scopare e inculare da un altro davanti a me. Cazzo se ero duro, quasi stavo per venire di nuovo.
“Sì, puoi…” risposi a mezza bocca.
Silvia sembrò felice della mia risposta. Gli fece cenno di aspettare e si sputò su una mano per poi portare la saliva con le dita attorno e dentro al suo buco del culo. Lui fece lo stesso aggiungendo la sua saliva agli umori di lei che già rendevano scivoloso il suo cazzo nel preservativo.
Poi la inculò e lei urlò di piacere nella notte.
Io andai vicino a loro e sborrai schizzandole contro pancia e cosce. Lui poco prima di sborrare uscì da lei e si sfilò il preservativo, riempendole così la schiena e le chiappe di schizzi.
Dopo diversi minuti ritornammo in mezzo ai nostri amici. Silvia aveva raccolto da terra il suo tanga che però ormai si era sfibrato e allentato nell’impeto dell’amplesso ed era inusabile. Tornò in mezzo agli altri completamente nuda. E sporca di sborra.
I fuochi si stavano spegnendo, si era fatto più buio, e la gente ormai era ubriaca o mezza addormentata. Non so se qualcuno notò che la mia ragazza fosse nuda e addirittura se notò le gocce di sborra che le si stavano seccando addosso. So che io rimasi ancora a lungo con il cazzo duro e volendo qualcuno avrebbe potuto notare anche quello per quanto stava tendendo i miei boxer.
Mi spogliai anche io e ci infilammo nel sacco a pelo che ci eravamo portati dietro. Non ci fu bisogno di dirci niente, di commentare quello che era successo. Che fosse piaciuto a entrambi si capì da come continuammo a scopare lì in spiaggia, in mezzo ai nostri amici che, in gran parte, dormivano.

Vabbe’ contento lui…..
Nella passione cuckold… ci sta