Limonate
Lingue in bocca
La mia ragazza indugiava giocherellando con il mio cazzo e non si decideva a metterselo in bocca. Sembrava che avesse qualcosa da dire e stesse cercando le parole per farlo. E infatti infine parlò:
La casa era piccola e non tenuta benissimo ed era poco dietro la pineta, in una zona isolata. Dentro c’era confusione, tanta roba ammonticchiata e non era il massimo della pulizia. Un posto da cui normalmente sarei scappata in fretta, un posto in cui normalmente l’ultimo pensiero che mi sarebbe venuto sarebbe stato quello di farci sesso.
Stavo guidando verso un importante appuntamento di lavoro. Ero stressata, non ce la facevo più. Odiavo il mio lavoro e tutto quello che mi costringeva a fare. Volevo mollare tutto. Ero esaurita. Mi sentivo persa e disperata mentre procedevo lungo l’autostrada.
La guardavo, la fissavo, ne osservavo ogni movimento. Mi dava le spalle, seduta su uno sgabello al bancone di quel locale. La sua chioma riccia nera e voluminosa. Le sue braccia e gambe nude, la sue pelle mulatta. I tacchi altissimi, appoggiati al poggiapiedi dello sgabello. Il vestito che le fasciava il corpo, di maglia elasticizzata, scollato e provocante.
Dopo “Una storia salata” ecco le nuove avventure estive di Francesca sulla sua isola
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