Odi et amo
Col polpastrello del dito medio premevo e picchiettavo sul suo clitoride. Indice e anulare, uniti tra loro entravano e uscivano dalla sua fica. Con il pollice le massaggiavo i bordi dell’ano.
Col polpastrello del dito medio premevo e picchiettavo sul suo clitoride. Indice e anulare, uniti tra loro entravano e uscivano dalla sua fica. Con il pollice le massaggiavo i bordi dell’ano.
“Ti sei rilassata in questa vacanza, allora?” mi chiese mio marito mentre tornavamo a casa.
Tommaso doveva avere delle buone entrature con la direzione dell’hotel perché il massaggio di coppia venne riservato a tarda ora, quando il centro benessere in teoria avrebbe dovuto essere chiuso. Probabilmente si scopava la direttrice o il direttore, chiunque fosse, ci avrei potuto scommettere, ma non indagai oltre. Non era quello il mio interesse principale della serata.
“Allora?” dissi con tono un po’ insistente mentre il mio massaggio giornaliero era iniziato come se niente fosse, come se fosse un massaggio normale e non avessi instaurato quel rapporto speciale con Tommaso.
Non vedevo l’ora di avere l’ennesima sessione di massaggi con Tommaso. Ero troppo curiosa di sapere come era andata con mio marito. Avevo passato tutta la sera precedente nel cercare di cogliere in lui qualche indizio del fatto che avesse fatto qualcosa che lo avesse un po’ turbato, non necessariamente in senso negativo, anzi.
Ero sul lettino dei massaggi con il culo verso l’alto, appoggiata con spalle e ginocchia. Tommaso aveva tre dita infilate nella mia fica e altrettante nel culo. Le muoveva molto lentamente mandandomi scariche di piacere dalla pancia alla testa.
La vacanza stava diventando più rilassante di quel che avessi mai sperato. Non tanto per il riposo, per il buon mangiare, per i trattamenti estetici o per il tempo trascorso in sauna o in piscina. Il motivo era il sesso.
“Mi sentono?” chiesi ansimante a Tommaso preoccupata che il volume dei miei gemiti fosse diventato troppo alto.