L’incontro
Un incontro casuale fa nascere nel marito strani desideri e fantasie che riguardano la moglie. Ma a volte una cosa non basta desiderarla perché si avveri, ma bisogna dare una spinta al destino.
Un incontro casuale fa nascere nel marito strani desideri e fantasie che riguardano la moglie. Ma a volte una cosa non basta desiderarla perché si avveri, ma bisogna dare una spinta al destino.
I ricordi di una città si mescolano a quelli di una insolita iniziazione al sesso.
Un dialogo origliato, una scoperta inaspettata ma, sorprendentemente per tutti, ben accetta.
C’è chi è geloso e chi non lo è. Ma la gelosia non garantisce la fedeltà, in particolare se lo si è troppo. Due coniugi si divertono a giocare con la loro (non) gelosia e con la gelosia altrui.
I Apro la porta del bagno, senza chiederle permesso. E’ uscita dalla doccia. E’ completamente nuda, con un asciugamano avvolto attorno ai capelli ed è seduta sul bidet. Ha il pube ricoperto di schiuma per rasarsi ed ha un rasoio in mano. Mi guarda male. Io rimango sulla porta. Non faccio cenno né di entrare
Lei Eccomi qui. Bendata e legata, mani e piedi, al letto in una stanza di un grande albergo. Ho dei cuscini sotto la pancia in modo da assumere una posizione ancora più aperta e disponibile. Non ho idea da quanti minuti sono in questo stato di attesa, terrore, trepidazione, timore e, soprattutto, eccitazione. Eccitazione copiosa,
I Mentre sono in coda per il check-in ho l’impressione che tutti quelli che mi guardano sappiano il motivo per cui sto prendendo quel volo. Probabilmente la mia percezione è falsata dal fatto che molti uomini mi guardano con interesse e molte donne con invidia o disprezzo a causa del fatto che il mio abbigliamento
I “Ciao, indovina dove sono?” “Non so, dove sei?” “Sono vicina a te. Sono a Venezia. Sono nella mia stanza d’albergo. L’ho presa per il weekend.” “Ehmmmm…” “Vuoi sapere come sono?” “Come sei? Dimmi.” “Sono nuda. Ho indosso soltanto le scarpe col tacco. Sono alla finestra. Sto guardando il Canal Grande. Qualcuno potrebbe vedermi. Con
I Strani pensieri affollavano la mia mente mentre camminavo, mano nella mano con la mia ragazza, lungo la banchina della stazione. Lei controllò ancora una volta il numero del vagone scritto sul biglietto. Io udivo il rumore dei suoi tacchi e delle rotelline del trolley che si trascinava dietro e la guardavo con la coda