La festa degli innamorati perversi
Una proposta di matrimonio particolare
La stessa modalità, a parti invertite. Le avevo lasciato le istruzioni e l’avevo trovata diligentemente in posizione nel momento in cui ero entrato nella camera d’hotel, lo stesso hotel, che avevo prenotato.
La mia ragazza indugiava giocherellando con il mio cazzo e non si decideva a metterselo in bocca. Sembrava che avesse qualcosa da dire e stesse cercando le parole per farlo. E infatti infine parlò:
La guardavo, la fissavo, ne osservavo ogni movimento. Mi dava le spalle, seduta su uno sgabello al bancone di quel locale. La sua chioma riccia nera e voluminosa. Le sue braccia e gambe nude, la sue pelle mulatta. I tacchi altissimi, appoggiati al poggiapiedi dello sgabello. Il vestito che le fasciava il corpo, di maglia elasticizzata, scollato e provocante.