Vi ho viste
Forse poteva accadere solo lì. Forse poteva accadere solo con la complicità occulta del marito, guidato da un piano un po’ folle. Ma una volta accaduto è facile che non sia l’unica volta.
Forse poteva accadere solo lì. Forse poteva accadere solo con la complicità occulta del marito, guidato da un piano un po’ folle. Ma una volta accaduto è facile che non sia l’unica volta.
I Rientro in casa tardi, dopo una lunga giornata di lavoro e di spostamenti fra Milano e Roma. Nell’ingresso di casa noto subito un paio di grosse valigie, appoggiate da una parte. Dalla cucina sento giungere delle voci. Una è quella di Giulia, mia moglie, mentre l’altra, sempre di genere femminile, non la riconoscono subito.
I – lei arrivate nel porto della città croata, luogo di partenza della crociera in barca a vela che ci eravamo regalate, attirammo molti sguardi. eravamo tutte tiratissime, in tacchi a spillo e trascinandoci dietro i nostri trolley, con abbigliamento certamente poco adatto ad una vacanza per mare. eravamo quattro amiche della milano bene che,
I – lei quando arrivò la nuova inquilina, a settembre, all’inizio di un nuovo anno accademico, fu subito chiaro che ci avrebbe movimentato la vita. elena era una ragazza molto bella, un fisico da velina, un visetto impertinente e lunghi capelli lisci neri. ma soprattutto si mostrò subito simpatica e vitale, travolgente e priva di
entro in casa e sento un profumo intenso. un profumo da donna. e non mi sembra il tuo. non te l’ho mai sentito addosso. ti chiamo ma non mi rispondi. non sei in casa. in camera da letto il profumo è ancora più intenso, ma sembra mischiato ad un altro odore. mi avvicino al letto.
“oggi interroga, sicuro.” mi disse paola senza esitazioni. pochi giorni al termine del quinto anno e nessuna voglia di entrare nell’edificio.eravamo seduti dentro un bar quasi di fronte alla scuola, dall’altra parte del canale. se vi eravamo entrati entrambi significava che l’idea era balenata in modo indipendente sia a me che a lei.ci guardammo di sottecchi. per un attimo mi persi in quel viso dolce, in quelle labbra desiderabili e in quegli occhi profondi. “facciamo manca?” mi chiese lei.non ci pensai a lungo. annui. afferrai lo zaino e mi fiondai alla porta furtivo. uno sguardo in entrambe le direzioni e poi una piccola corsa fino ad una stretta calle che ci permetteva di allontanarci dal liceo.
I – lei “tieni, scopami con questa.” mi dice la mia amica passandomi una cintura pelvica, di quelle con un cazzo finto sul davanti. da un po’ di tempo ci siamo fatte prendere da questa passione lesbica, la prima per entrambe. l’abbiamo tenuta nascosta a tutti, anche ai nostri rispettivi ragazzi anche se sarebbero solo
I – lui partì tutto in modo molto scherzoso. eravamo in una spiaggia isolata, senza nessun altro bagnante. “dai, mettetevi in posa che vi faccio qualche foto.” le mie due amiche cominciarono a fare le sceme e a scimmiottare le classiche pose presunte sexy da calendario. finsero, sempre per ridere, anche qualche configurazione con accenni
I – lei “perchè mi guardi così?” stavo studiando per preparare l’ultimo esame estivo. in casa si muore di caldo ed io indosso soltanto un reggiseno sportivo e dei pantalocini aderenti molto corti, quasi delle culotte. sul divano c’è la mia compagna di casa, in canottierina e perizoma. sta leggendo un libro ma si è
I – lui non le diedi tempo nemmeno di aprire la valigia. ero andato a prenderla all’aeroporto, dopo i due mesi che aveva passato ad ibiza in una vacanza-lavoro. io ero stato con lei solo la prima settimana. poi ero dovuto tornare al lavoro. lei, ancora studentessa, si era trovata un lavoro da barista per