Il gioco dell’attesa
"Trovane un altro. Non dirmi chi. Portamelo a casa ed io sarò la sua puttana. La tua puttana. La puttana di entrambi."
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"Trovane un altro. Non dirmi chi. Portamelo a casa ed io sarò la sua puttana. La tua puttana. La puttana di entrambi."
Osservai da vicinissimo la punta del cazzo di mio marito violare la rosellina dell'ano della ragazza ed entrare senza nessuna difficoltà. Sborra che colò in parte sulla mia fronte, fuoriuscendo da quel culo celestiale e, tecnicamente, non più vergine nei confronti di un vero pene maschile.
"Torniamo qui l'anno prossimo, vero?" mi sussurrò all'orecchio. "Se… se vuoi…" "Sì, voglio. E voglio restarci di nuovo da sola per un po'." "Ad una condizione." "Quale?" "Che ti fai scopare da altri uomini anche quando sei con me e mi fai guardare o partecipare." "Ok."
"Ho detto che mi piacciono anche le donne." — Lucia, dopo aver già preso in bocca il cazzo del marito, spiegando con disarmante semplicità di non avere limitazioni.
"È da un'ora che mi tocco aspettando il tuo arrivo." mi disse ed io pensai all'ora che avevo passato chiuso in auto.
"Lui mi dice che ho un bel culo. E che vuole farmelo. Vuole farmelo mentre mi scopi tu. Vuole farmi la doppia." disse portando il cazzo finto dietro di lei.
"L'urletto che emise Francesca mentre il mio cazzo entrava nella sua fica umida e sporca penso risuonò lungo la tromba delle scale del palazzo. Io continuai a insultarla con epiteti che ne descrivevano la moralità ma che tra noi erano manifestazioni di affetto."
Non posso dire che mi piaccia in assoluto quello che sto facendo, ma mi piace la situazione per cui lo sto facendo. Un pompino all'amante di mia moglie mentre lei si sta finendo di preparare per uscire con lui e per farsi scopare da lui tutta la sera. Mi sento un cornuto e un sottomesso. Il mio cazzo è durissimo, quasi più di quello che sto leccando.
"Avevo il cazzo duro a pensare che in quello stesso istante la mia ragazza era inginocchiata nel cesso del locale e aveva davanti agli occhi il cazzo di un nostro amico."
"Bravo, amore, riprenditi quello che è tuo." — Le lenzuola portavano già i segni di qualcuno, e lui la leccò prima ancora di capire cosa stesse gustando.
"Proprio quello che speravo…" — sussurrò lei, uscendo un attimo dal personaggio.
"Ti avrebbe inculato?" concluse lei la frase sottolineandola con un affondo delle sue dita nel mio culo. "No. Non lo pensavo, ma quando lo ha fatto è stato bellissimo. Due uomini che scopano. Eravate sexy. Sembravate due animali."