
A mano a mano
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Per una ragione medica dovevo eliminare dei peli in una zona delicata ed evitare anche che continuassero a crescere per cui stavo affrontando varie sedute di depilazione con il laser. Al termine di una di queste l'operatrice era uscita ed io potevo rivestirmi. Scesi quindi dal lettino e, completamente nudo, andai verso la sedia dove avevo appoggiato i vestiti. La porta di quello stanzino non era stata evidentemente chiusa bene e una corrente d'aria la spalancò, proprio mentre io ci passavo davanti. In quello stesso istante un'altra cliente del centro depilatorio passò davanti a quella porta e si bloccò di fronte alla visione del mio corpo nudo. Anche io mi bloccai, tanto da non avere neanche l'istinto di coprirmi. Ci guardammo, fissandoci per lunghi istanti, prima negli occhi e poi nel resto del corpo. Lei era una bella donna vestita elegante, più vecchia di me che all'epoca non avevo ancora trent'anni. Il suo sguardo indugiò a lungo sul mio pene penzolante.
Il mio cazzo è uno di quelli che a riposo mantiene dimensioni ragguardevoli. Non aumenta tanto di dimensioni quando va in erezione, ma da moscio si fa molto notare. E quella donna lo notò e probabilmente lo apprezzò. La reazione istintiva del mio corpo fu rapidissima e il cazzo iniziò ad alzarsi sotto i suoi occhi. Lei si guardò attorno per un attimo e poi entrò furtivamente nello stanzino in cui ero, chiudendosi la porta alle spalle.
"Bel cazzo..." sussurrò avvicinando il suo corpo al mio. Io istintivamente mi ritrassi appoggiando la schiena al muro ma lei non fermò il suo slancio.
Sentii la sua mano afferrarmi l'asta iniziando un movimento su e giù.
"Non ti dispiace, mi sembra..." mi disse all'orecchio.
"No... no..." mugugnai io mentre mi abbandonavo al piacere che lei mi provocava.
Fu la situazione a sorpresa, l'atto clandestino, il fascino e il profumo di lei, il suo dolce e sapiente tocco, o chissà che altro, ma nel giro di un minuto cominciai a sussultare e a sborrare. Lei, capendolo fin da subito, indirizzò gli schizzi contro la mia pancia, senza sporcare in giro.
"Mi lasci il tuo numero?" mi disse mentre io ansimante cercavo di riprendermi.
"Eh?"
"Il tuo telefono."
"Eh..." balbettai guardandomi attorno in cerca di qualcosa su cui segnarlo.
"A voce. Dimmelo a voce." insistette lei con una mano sulla maniglia della porta, pronta per sgattaiolare via.
Glielo dissi, ripetendolo due volte. Lei lo disse ad alta voce, per memorizzarlo. Lo ripetei di nuovo e lei uscì dalla stanza continuando a dire il mio numero, per tenerlo a mente fino a quando non avrebbe potuto segnarselo sul telefono.
Poi sparì e se non fosse stato per la sborra che imbrattava la mia pancia avrei pensato di aver immaginato tutto. Mi pulii col telo che mi aveva fornito il centro depilazione e poi mi rivestii. Era stato un evento inaspettato e intenso. Molto piacevole. Probabilmente irripetibile, pensai, nonostante quella donna avesse voluto il mio numero.
