Ho il cazzo in mano. Me lo sto menando. La mia ragazza è una zoccola. Più lungo del mio ha detto. Il fascino sottile dell'umiliazione.
Doppio misto
"Gli piace troppo, non c'è più gusto a punirlo in questo modo." commentò Chiara. Emma convenì.
Sotto la superficie di ogni relazione si nasconde un altro volto: quello che esce solo di notte, che risponde a un nome diverso, che manda messaggi cancellati all'alba. Questi racconti esplorano il fascino ambiguo del segreto — la doppia vita come secondo respiro, il silenzio complice come forma di intimità, la clandestinità come carburante del desiderio. Perché a volte ciò che non si può dire eccita più di qualsiasi confessione.
Ho il cazzo in mano. Me lo sto menando. La mia ragazza è una zoccola. Più lungo del mio ha detto. Il fascino sottile dell'umiliazione.
266 racconti e 13 ebook nella raccolta “Vite nell'ombra, desideri non detti”.
"Gli piace troppo, non c'è più gusto a punirlo in questo modo." commentò Chiara. Emma convenì.
Senza avvisarmi, senza dire niente, allungò la mano, la infilò nei miei boxer e li fece scivolare alle caviglie, mi afferrò il cazzo e lo tenne stretto. Poi iniziò a camminare verso la porta finestra trascinandomi per il cazzo come se stesse portando a spasso qualcosa. Sentii il sangue arrivare all'inguine in modo quasi violento. Diventai duro in dieci secondi.
"Perché lo conosci." Mi fermo di colpo. La guardo. Il cervello va in tutte le direzioni. E il cazzo è durissimo, naturalmente.
"Si vede che siamo colleghe." — Federica, nel buio, con il pollice di lui nel culo e le dita dentro, mentre dall'ufficio accanto la giovane collega urlava senza più curarsi della discrezione.
"Immagina gli applausi." Li immaginai. Giuro che li immaginai. E godetti come una troia mentre un uomo che non conoscevo mi scopava sul palco e l'orchestra suonava sotto di me.
"Voglio tutti e due insieme." "Insieme come?" "Nella figa. Tutti e due." Alex deglutì. Io guardai il cazzo di Alex e poi guardai il mio e poi guardai lei.
Vengo così, seduto sulla sedia dello studio, con il telefono di mia moglie in mano, leggendo quello che ha scritto alle sue amiche su un altro uomo.
"Avevo la moglie che cavalcava il mio cazzo mentre il marito sedeva a tre metri da noi e leggeva il libro che io avevo scritto."
Ha la mia sborra nel culo mentre parla dell'importanza del patrimonio culturale. E lo sa. E continua a parlare benissimo lo stesso.
"Benedirmi con la sua sborra santa." Lo dissi veramente? Forse sì, non ero più molto presente a me stessa.
"Amore, sali un attimo in camera a prendere i preservativi?" Dovetti trattenere un principio di eiaculazione improvvisa a sentire quelle parole. Si sarebbe scopata i due uomini, lo avrebbe rifatto a vent'anni e sei olimpiadi di distanza, con la mia approvazione e complicità.
"Quando fai la troia non capisci più nulla, vero?" "No, capisco tutto. Capisco quali sono le mie vere voglie."
"Spero che tu non mi fermi anche mentre scarto questo pacco…" mi chiese mentre mi slacciava la cintura e i pantaloni.
"Sei una troia… non so perché non ti ho ancora cacciato di casa." "Perché sono una troia… è quello il motivo."
Da come mi hai sborrato nel culo, credo di sì. — Troia. Tieni, inviale al tuo porco virtuale.
"Non immagino cosa succederebbe se un video così finisse online. Non voglio immaginarlo perché temo che un po' mi piacerebbe."
Ebbi un orgasmo al pensiero di aver provocato uno sconosciuto fino a farmi infilare un dito in culo. Anche a lui la situazione dovette sembrare troppo eccitante per essere vera. Schizzò senza toccarsi.
"Non come una a cui piace farsi infilare una mano nel culo, sopra un'altana nella notte della città più romantica del mondo."
Gliel'ho detto a Henry, una volta, di una fantasia che ho avuto. Il suo sito web come fosse un teatro. I lettori che affollano la platea e i palchi. Io e lui sul palco. Lui che mi espone davanti a tutti… Sono carponi. Henry è dietro di me. Mi prende. Mi incula col suo cazzo largo. Gli spettatori applaudono il mio orgasmo.
"Io lo sono stato, ma credo che lei ti abbia portato da me per farmi capire che io faccio parte del suo passato." — "Però ti stai rendendo conto che non è così. Ti eccita farti sentire da me, ti eccita farti vedere nuda da me, ti eccita farti vedere mentre scopi con lui da me."
«Sei una troia.» Me lo scriveva sempre e me lo stava dicendo a voce, quel porco. Ero eccitata da far schifo. L'alcool da una parte e l'essere in mezzo alla gente in una discoteca con la mano infilata nei pantaloni di un uomo appena incontrato.
Mi sentii troia e molto stronza nel fare quel gesto, ma se l'era meritato. Mi aveva usato per il suo piacere perverso, anche se io inizialmente non volevo. Nel momento in cui mi ero messa a farlo lo volevo, anche forse più di lui, ma questo non glielo avrei detto.
"La guardai ricevere un cazzo in culo mentre mi fissava negli occhi. Come dire: 'Hai visto? Così si fa. Se sono eccitata riesco a prenderne anche uno più grosso del tuo.'"
"Mi ha eccitato… troppo… vederti così eccitato a causa di lei… pensare che la stavi immaginando… mentre la… inculavi…" — "E questo ti ha fatto sborrare?" — "Sì…"
"Sai, forse non ero poi così ubriaca quella sera…" mi provocò. Esattamente come mia moglie che mentre mi apprestavo a scoparla nello stesso modo in cui mi aveva appena confessato di essersi fatta scopare da quello, volle aggiungere un carico alla mia voglia di virile rivalsa.
Insomma ero in controllo. Anche con un cazzo nel culo ero in totale controllo, come sempre. Avevo io il potere.
"Nel culo." disse lui senza pensarci neanche, il porco. "Ottima scelta. Mi sembra appropriata per il tipo di transazione che stiamo compiendo."
"Non ha mai chiamato suo marito mentre aveva il cazzo di un altro uomo nel culo? Lo faccia, può essere divertente."
"Non le basta che lo faccia io. Le faccio solo venir voglia di farlo con quello con cui le piace di più, per una questione di amore e odio. Mi ama e lo odia. A quanto pare la sodomia la preferisce condita da un po' di odio."
"Ero soltanto un culo in cui svuotarsi completamente, ma ero l'unica sua ragione di vita in quegli istanti. Ero totalmente sua e lui dipendeva totalmente da me."
Col tempo ho ripensato a quei giorni e ho capito cosa mi ha spinto a cedere. Era quel desiderio di essere padrona di un maschio che con i miei uomini non era mai capitato. E invece quel ragazzo, quel mio figliastro, mi si offriva in quel modo ed oltre alla mia autorità genitoriale me ne chiedeva una di tipo sessuale.
"Non hai capito nulla?" "No. Cosa." "Me lo sono inventato. Mi serviva qualcosa che ti eccitasse troppo. Ed è stato interessante vedere cosa ti ha eccitato così tanto."
"Voglio che ristabilisci il tuo possesso su di me. E io voglio ristabilire quello su di te." — dopo una notte in cui entrambi hanno scopato chiunque tranne davvero l'altro.
"Perché io voglio che tu acconsenta al fatto che la tua ragazza vada a fare sesso con una sua amica e il suo ragazzo, così, senza sapere il resto. Altrimenti è troppo facile."
Più sono troia padrona e più voglio fare la troia schiava. […] Guardavo il telefono ma vedevo te. Cazzone duro in mano ad incitare mio marito a non avere pietà del mio culo. Porco.
Lei me lo ha detto che le sarebbe piaciuto avere il mio cazzo vicino a quello di suo marito, per poterci succhiare entrambi. Ma non potevo fare una cosa del genere. Sarebbe stato troppo. Col cazzo duro che protestava. Fosse stato solo per lui sarebbe entrato.
"Se fosse così… sarebbe un mio segreto, no?" disse con tono erotico avvicinandosi a me. "E me lo riveleresti? Come nel sogno…" "Non l'avrei mai fatto… ma se ti eccita così tanto…"
"Adesso ho solo il dito in culo. Con l'altra ho dovuto prendere in mano questo cazzo di telefono con cui tu mi stai scopando la mente. La mia fica è all'aria, bella esposta, bagnata e aperta."
Non mi basta avere Martina tutta per me. Voglio che sia una gran maiala e quindi voglio che sia anche tua, Vittorio. La sua figa è mia per quest'anno. A te lascio il culo.
"Nella mia mente malata pensai all'autostrada a quattro corsie. Al casello che si apre col telepass. Prima di me era passato un camion."
Un uomo di vent'anni più di me, di cui non sapevo neanche il nome, aveva appena infilato prima uno e poi due dita nel mio culo. E mi stava facendo godere in quel modo.
"Ero a pochi metri da lui che mi facevo inculare da uno sconosciuto ed ero totalmente esposta alla vista. Lo stavo tradendo e stavo rischiando in maniera incredibile di venire scoperta. La situazione più pazzesca che potessi immaginare."
"Dai, se ti ho costretto a scoparmi, a incularmi, riuscirò anche a costringerti a farti inculare. Pensi di riuscire a dirmi di no? Ne hai voglia, te lo leggo negli occhi e te lo leggo nel cazzo duro."
«Perché si vede che sei vogliosa… sei eccitata… ti piace farlo… sei troia… e ti piace esserlo… la mia ragazza così porca come non sapevo potessi essere.»
"Non manca mai il sesso anale." disse con voce roca e sensuale e porgendo verso di me le sue terga.
"E il primo cazzo che hai preso in bocca da sposata…" commentò il fotografo quasi per dovere di cronaca. […] Abbassai una mano e gli tastai il pacco. Intanto dalla mia fica sentivo colare gli umori. Era duro e grosso ed era così per me, per avermi fotografato il mio culo nudo.
"Ora che sono sposata, avrò bisogno di un amante, non solo di un amico." — me lo sussurrò all'orecchio mentre sentiva ancora la mia erezione premere contro di lei.
"E meno male che ti piace essere cornuto…" aggiunse poco prima di urlare un orgasmo nella notte. Non potevo resisterle oltre e le sborrai nel culo subito dopo quelle parole, sentendomi per questo un po' umiliato.
Quattro cazzi nel culo, tre in bocca, due in fica: il resoconto del post partita di tennis.
"Beh, c'è qualche problema? Sei frocio?" mi chiese lei, nuda e bellissima, inginocchiata sotto di me, interrompendo la fellatio che non stava avendo gli effetti desiderati dato che il mio membro rimaneva flaccido e inerme.
"Si è messo a leccarlo continuando a ripetere che sua moglie non glielo lascia fare ed è andato avanti… non so… mezzora… un'ora…" "A leccarti il culo?" "Sì, era come in estasi…"
"Sono… troppo… eccitata… devo… sfogarmi… pochi minuti… fammi venire… ne ho… bisogno…"
"Dai, scopa la tua puttana… che è così puttana che non le sono bastati i cazzi che ha preso stasera e vuole quello che è solo suo…" "È tua… e di chi paga per averla…"
"Vuoi sposarmi? Vuoi essermi infedele da moglie invece che da fidanzata? Vuoi mettermi le corna nel matrimonio? Vuoi che sia il tuo marito cornuto e contento?"
"Gli ho detto che ti bombo solo ed esclusivamente il culo… perché la fica è del tuo fidanzatino, mentre il culetto è per l'amante."
"Non ho mai smesso di fare la troia, sei tu che non vuoi più che la faccia con te."
Nel leggere tutta quella conversazione io avevo continuato a colare sborra da un cazzo diventato insensibile, guidato da un cervello che aveva scoperto di trovare quella situazione, quella scoperta di corna subite, come la situazione più tremendamente erotica della nostra coppia.
"Voglio essere scopata da chiunque tu voglia portare in questa stanza… scopata… inculata… quel cazzo che vogliono… basta che mi fate godere… basta che soddisfiamo la tua mente malata e perversa."
"Infila il cazzo in qualunque buco lo voglia. Scopa… o fatti scopare." — "No, aspetta, in che senso?" — "Nel senso che hai pensato. Nessuno ti giudicherà, anzi."
"Prova ad immaginare… tu che seghi Lucas mentre ci guarda che ce la lecchiamo… tu che ripulisci il cazzo di Lucas dopo che ci ha scopato entrambe… non ti eccita l'idea… doppiamente umiliato… sì che ti eccita, senti qui che cazzo duro che hai…"
"Vuoi sapere cosa mi ha colpito di lei? Tua moglie ha un culo pazzesco. Tondo, alto, sodo, sporgente. Io voglio aprirlo quel culo. Voglio inculartela tua moglie. Mentre la mia le lecca la fica. È impazzita quando glielo abbiamo prospettato."
"Ok, inculami." conclusi risoluta. [...] "Ne ho bisogno. Devo sentirmi punita per quello che sto facendo."
Ero uscita con uno sconosciuto e un altro ancora più sconosciuto mi stava inculando senza che glielo avessi neanche chiesto, solo perché la mia figa era già occupata.
"Sei un maiale." Però le piaceva, era evidente. Sentii le contrazioni del muscolo anale, segno inequivocabile di un orgasmo silenzioso in atto.
"Mio marito è sotto la doccia. Raggiungimi in stanza. Numero 302." — e quei dubbi se li poneva mentre stava già correndo da lei, col cazzo impaziente.
"E quindi?" "Quindi continua. Dimmi che non sei un bravo ragazzo. Mi eccita. E non smettere di incularmi."
"Non avevo mai visto godere in quel modo mia moglie. Con me era diversa, non poteva che esserlo anche solo perché mai con me era stata in compagnia di due uomini. E poi si notava come agisse in maniera libera, senza nessun condizionamento, lasciando sfogare completamente la troia che era in lei."
"Vuoi sapere come ce l'ha Olivier. Vuoi sapere se ce l'ha più lungo o più grosso. Vuoi sapere se tua moglie ha assaggiato un cazzo migliore del tuo. Dimmi che non è vero."
"La mia ragazza da sotto, con le gambe aperte, che si sedeva, penetrandosi, su quell'oggetto metallico... poi osò ancora di più e vidi allargarsi il suo ano per far posto a quel fallo improvvisato."
Lei aprì gli occhi. Forse aveva percepito un qualcosa, un rumore, un movimento proveniente dalla porta. Lei invece mi vide. Ci guardammo negli occhi senza che nessuno dei due disse niente, fece niente o smise di fare quello che stava facendo. Lei si stava facendo inculare, io la stavo guardando.
"Ora ci divertiamo un po' con quella cagnetta di tuo marito." — Dalla sua figa cadde una goccia che finì sulle mie labbra. Umori, sudore, sborra, tutto mischiato insieme. Mi passai la lingua sulle labbra e sentii il sapore della perversione.
"Sei un vero porco, sai, a offrirmi così il culo della tua donna. E lei è una gran troia."
"Non mi sono lavata." mi disse ma io la ignorai ed iniziai a leccarla, assaporando i suoi umori misti al salato del sudore, al gusto gommoso del preservativo e a quello acre della sborra.
"Fu il rendermi conto della situazione in cui mi trovavo a dare il via ad uno degli orgasmi più intensi che avessi mai provato. Stavo facendo sesso con una ragazza bellissima e disinibita mentre il suo uomo, uno sconosciuto fino a poche ore prima, mi stava sodomizzando con mio evidente piacere."
«Non voglio rubarle l'uomo. Voglio solo prendere in prestito il cazzo per un po', mentre a lei non serve.»
Il mio pollice scivolò dentro al suo ano, mentre indice e medio si insinuarono fra le labbra della figa. Quella minima doppia penetrazione mi fece pensare che forse una vera e propria lei l'aveva subita quella notte e su quel pensiero le sborrai in bocca.
"Ti ricordi che ti ho detto che ero qui con un amico? Non è proprio un amico. È un cliente. Lui ama particolarmente essere umiliato. E cosa c'è di più umiliante che pagare una donna e vederla andare via con un altro?"
"Da chi credi abbia preso mia figlia nell'essere una puttanella?" — Valeria si avvicinò a me e nel farlo si slacciò la mia sciarpa scoprendosi del tutto.
"Hai visto anche il video, vero?" mi chiese con voce roca. [...] "Avrai visto che io ho dei gusti particolari nel sesso." — e nel dire questo Martina mi strinse il cazzo da sopra i pantaloni.
«Non lo so… devo ancora metabolizzare la cosa. Cioè tu mi vuoi dire che in questo momento chiunque nel mondo può vedermi mentre vengo scopata da quei due porci?»
"Sono un po' troia?" sussurrò con tono innocente dimenando il culo. "Sì." risposi accompagnando la risposta con una sonora sculacciata.
"E non hai ancora visto tutto…" commentò lei ridacchiando — mentre lui era già dentro di lei, eccitato da una rivalsa che sapeva di possesso e di desiderio.
"Mi piace troppo l'idea… che loro siano in due… come nel porno." — "Vai. Lascia acceso il telefono."
"Oddio Marta, tuo marito ha il cazzo perfetto per il culo…" urlò Paola. "E il tuo per la fica…" rispose Marta vergognandosene immediatamente dopo averlo detto.
Non so se era solo la situazione a rischio e l'eccitazione per un incontro imprevisto con una sconosciuta oppure non so se era Anna ad essere particolarmente brava ed esperta nel succhiare cazzi rispetto alla mia giovane fidanzatina, fatto sta che fu un pompino così bello e piacevole che effettivamente durai molto poco.
"Voglio baciare mio marito e guardarlo negli occhi e sentire come si indurisce il suo cazzo nella mia fica mentre il cazzo di un altro uomo mi entra nel culo…"
"Non lo saprà nessuno." disse lei mentre mi veniva incontro. "No, aspetta." misi le mani avanti per fermarla. Ma non era lei contro cui dovevo lottare. Era contro il mio istinto maschile, contro il mio cazzo che già spingeva per farsi largo nei miei pantaloni.
"Come è stato ucciso il re Candaule?" domandò lei. "Non so… con una coltellata nel sonno, mi pare…" "E allora lascia che Gigi infili il suo coltello in te…" Sodomia e regicidio. Inculata e incoronazione. Corna e corona. E una regina felice, il mio obiettivo da sempre.
"Fammi urlare ma fai in modo che non mi senta nessuno." — Le tappai la bocca con la mano e aumentai la forza e la frequenza delle mie spinte dentro di lei.
«È il mio fidanzato. È il mio fidanzato cornuto.» — disse decisa, poi guardò dritto in camera e sorrise.
Inculata nel bagno del bar, in pausa pranzo sotto al mio ufficio. […] Povero il mio buchetto… ha fatto gli straordinari oggi.
"Gli ho infilato le dita nel culo. Come ho fatto ieri a te." — "Ma ieri tu mi hai infilato l'intera mano."
"Ti ho dato il culo, ma ora mi prendo il tuo." — Laura saltò giù dal letto ed andò a frugare nella sua valigia. Poi tornò trionfante verso di me sventolando con una mano un grosso dildo di gomma che ondeggiava leggermente denotando una buona rigidità.
"Ho un orgasmo contro la bocca del mio fidanzato. Lui si solleva e mi sorride. Crede sia merito suo. Invece è il demone che abita la mia mente, che si è risvegliato per le parole di quell'uomo, del mio carnefice, del mio tentatore, del mio corruttore."
"Chiedimelo. Pregami. Implorami. Chiedimi di farlo. Non sono io a importelo. Sei tu che sei così puttana da non volere altro." — e lei, con la sua voce delicata, ubbidisce: "Scopami… inculami… sodomizzami… sfondami il culo…"
"Non mi sono mica inginocchiata per succhiarti il cazzo davanti a tutti, no?" — Alessia, al bancone del pub, con la sua consueta schiettezza disarmante.
"Non riuscii a decidere dentro di me che ipotesi preferissi tra il fatto che mi avesse sputtanato di fronte a tutti o che fosse così perversamente coinvolta nelle mie fantasie da prendere in giro la mia mente."
"È da un'ora che mi tocco aspettando il tuo arrivo." mi disse ed io pensai all'ora che avevo passato chiuso in auto.
«Non avrei dovuto neanche con Carlotta, ma non hai detto niente.» «Eravate stupende.» «È stato bellissimo, sì. Ma mi è rimasta voglia di cazzo. Scopami. Non le dirò niente.»
Mi posiziono meglio per permettergli di raggiungere la mia fica con la sua lingua. Quanto è bravo a leccarmi. Io sono un lago. E nello stesso tempo riesco ad essere professionale e impeccabile.
"Forse hai sentito uno strano gusto nella mia bocca?" — e nel momento in cui capì, il mio cazzo stava già eruttando sborra, spinto più dalla mente che da qualsiasi contatto fisico.
"Ubriaca forse, ma sempre zoccola." — "Cazzo…" dissi sospirando a mezza voce. — "Cosa c'è?" — "No, niente. Cioè ho realizzato un sogno erotico e neanche lo sapevo."
"Mi ha spinto via da te, anzi dal tuo cazzo, ma non da te. Mi ha spinta verso il tuo viso. E quando sono arrivata a poca distanza tu hai iniziato a leccarmi… è stato incredibile, lui nel culo e tu che mi mangiavi la fica…"
"Mi piace che sei così zoccola… senza offesa, eh. È un complimento." — "Sono la più zoccola che hai portato qui nel tuo posto romantico segreto?"
"Vuoi sapere cosa ho fatto sulla barca?" mi sussurrò Alessia senza preavviso. "Sì…" mormorai mentre il mio cazzo riprendeva vigore.
"Sono troia. Quante volte me l'hanno detto stanotte. Lui e l'altro. Troia e tutte le sue varianti. Me l'hanno detto mentre succhiavo il cazzo a uno e l'altro mi scopava."
"Ora glielo dico, ora glielo dico, ora lo dico a tutti…" Lei crolla. Le sue gambe non la reggono. Trema e gode.
"Ho sposato una troia…" mormorai mentre estraevo il cazzo e glielo puntavo sull'ano. "Siiiì…" sospirò mia moglie non so se come risposta alla mia affermazione o come reazione al contatto con il mio cazzo.
"Non lo ero trent'anni fa. E fu magnifico. Scopami come allora." Lui fu su di lei e spinse il cazzo tra le sue chiappe. Il culo di Callipigia si aprì accogliente come era sempre stato.
"Sei una gran troia, ma da sola non ci riesci con tutti questi cazzi…" — e la soluzione era lì, inginocchiata accanto a lei, sotto forma di marito.
"Dai. Diglielo e poi lo facciamo." — Lei, nuda e coi tacchi, si alza. Si avvicina a lui. Si mette una mano tra le gambe per toccarsi e placare un minimo la voglia che la sta possedendo.
"Non vedo l'ora di farmi scopare con te a fianco e non più dietro una telecamera. Non vedo l'ora che mi baci mentre lui mi scopa, che mi tocchi, che mi lecchi. Non vedo l'ora di farmi scopare da entrambi."
"Sei una zoccola…" mormorai dopo averle sborrato per l'ennesima volta nel culo. "Ti adoro."
"Si sente che ho appena scopato?" mi chiese con tono fiero. "Mi sento nuda e mi sento come se tutti capissero che l'ho appena fatto."
Probabilmente aveva notato la posizione della mano di mio marito, appoggiata ad una delle chiappe che erano appena state violate da lui e dentro alle quali ancora risiedeva abbondante il suo sperma.
"Mi farò perdonare… e tu promettimi che mi sposerai e che… mi sarai sempre infedele…" — "Sì… sì… sì…" urlò Lucia ma forse non stava rispondendo a Lorenzo, era solo sopraffatta dal piacere del cazzone di Rudy che le fotteva il culo.
"Marta si era messa a succhiarmi il cazzo, guardandomi in modo diabolico. Evidentemente la divertiva molto che fossi al telefono con mia moglie ed il mio cazzo fosse invece nella sua bocca."
Venni, più volte, fissando l'uomo che intanto si stava platealmente masturbando guardandoci. Sotto di me mio marito stava apprezzando questo mio coinvolgimento totale e questa mia eccitazione incontenibile.
Venni in quel momento. La situazione era folle. Io uomo più che quarantenne che mi tenevo le gambe aperte mentre una ragazza, amica della figlia della mia compagna, mi infilava un paio di dita nel culo e mi ingoiava il cazzo che intanto le stava schizzando copiosamente in gola.
"Quegli altri uomini non sono capaci. Mi sanno scopare ma non mi sanno fottere la mente come hai fatto tu ieri sera…"
Avevo dello sperma su per il culo e giù per la gola e dei miei umori che colavano lungo le cosce. Mi guardai attorno sorridente.
"Sono mesi che non faccio sesso…" mormorò. "Sei bravissimo… quanto lecchi bene… mio… non mi lecca così bene… anzi non mi lecca più… da quando è nata Giulia è cambiato tutto tra noi…"
"Già lui mi trattava da puttana e questo era così liberatorio. Potevo essere come volevo. Potevo dare il peggio di me stessa."
"Mio marito sono mesi che non mi scopa e non ho nessun amante. Solo le dita sono entrate dove stai entrando tu."
"Ti è piaciuto guardarmi che lo succhiavo ai tuoi amici?" mi chiese. Io non ebbi il coraggio di rispondere. Lei iniziò a sbottonarmi i pantaloni e mi tirò fuori il cazzo. "Sì. Ti è piaciuto." commentò trovandolo durissimo.
"Ripetilo bene." "Come?" "Dillo bene. È curioso sentirselo dire da un marito. Mi piace la situazione. Dimmelo." "Voglio che tu scopi mia moglie… voglio che la fai urlare di piacere… vorrei sentirvi da qua…"
"Non voglio essere il tuo amante." — "Amante. Che parolona. Sei uno con cui scopo. Uno dei tanti." — "Voglio mettermi insieme a te." — "Non ci si mette insieme ad una zoccola, cioè non consapevolmente." — "Invece io voglio farlo proprio consapevolmente."
"Su, forza, un volontario? Dopo se vedo che è bravo a inculare mi faccio inculare da lui anche io." — Laura, conduttrice implacabile di una serata che lui non aveva previsto ma di cui avrebbe ringraziato.
"Avevo oltrepassato un limite. Avevo fatto una cosa che non dovevo fare e mi era piaciuta tantissimo. Mi sentivo in colpa. Mi sentivo una cattiva persona." — e poi aveva cominciato a masturbarsi per scacciare il senso di colpa.
Non l'avevo mai fatto con due uomini contemporaneamente. Avevo un cazzo in bocca e uno che mi scopava da dietro. Era troppo eccitante. Stavo godendo.
Qualche ora prima conversavo amabilmente con una sconosciuta ed ora ne stavo apprezzando in foto la capacità di accogliere un grosso vibratore nel culo. Tutto ciò mi faceva ridere, mi eccitava e nello stesso tempo mi spaventavo da solo per quello che era stato possibile scoprire in così poco tempo.
Era brutto, era grasso, non mi piaceva. Non ci avrei mai scopato. Ma avevo appena scoperto qual era il mio prezzo.
"Dai, ma ora svegliati e diventa un porco: sbattimi col tuo cazzo, inculami." [...] "Il tuo culo è solo mio. D'accordo?"
"Cazzo, c'è qualcuno." dissi cercando di liberarmi da lui che invece mi afferrò per le chiappe non lasciandomi scappare. "Mollami!" — "Ssssh, tranquilla. È un mio amico. È tutto sotto controllo."
Non avevo bisogno di avvicinarmi per capire che gliele aveva infilate nel culo. E non ebbi bisogno di grande preveggenza per intuire che presto il ragazzo si sarebbe sfilato e avrebbe spostato poco più su il suo cazzo, per sodomizzare mia moglie con grande gusto di entrambi.
"Ce l'aveva più lungo del mio?" Le chiesi. Lei senza staccare la bocca dal cazzo mi guardò negli occhi e lentamente mosse la testa in un gesto che sembrava un annuire.
"È un dolore piacevole, che bramo. È una sensazione che… mi eccita." — il marito, descrivendo il piacere masochista di sentirsi umiliato dall'amante di sua moglie.
"Dimmi che ti piace questa situazione. Dimmi che il tuo cazzo è duro per questo. Dimmi che lo accetti. Ti prego." — La guardai. Non osai rispondere. Ma forse a lei bastava che non ci fosse una risposta negativa.
"Voglio incularti con un cazzo uguale al tuo. Voglio farti sentire quello che provo io quando lo fai tu a me." — E più tardi, a vacanza conclusa: "Che troietta che sei, amore mio. Era così che volevi scopartela?"
"Peccato, eh?" commentò Olimpia quando ero sul cancello. La guardai e mi sorrise.
"Ora apri la porta e lasciala socchiusa." [...] "Fra pochi minuti entrerà in casa un uomo… Tu non lo vedrai. Non lo saprai. Tu devi solo lasciargli fare quello che vuole."
"È bello proprio per quello. Non ci sarebbe nessun gusto a incularti se non sapessi che tu adori quando lo faccio. Se non sapessi che per te è un gesto trasgressivo e ti piace proprio per quello. E se non sapessi che nonostante ti piaccia così tanto lo fai solo con me."
"Il tuo dito era dove ero sporca del suo cazzo." — Si porta un dito alle labbra, aprendo la bocca fingendo di essere sorpresa. Poi ride.
"Ero la sua troia, la sua puttana, mi faceva fare tutto quello che voleva. Non sapevo dirgli di no." / "Fui di nuovo la sua troia. Forse anche più di vent'anni prima, perché tanto poi ero in grado di staccare, di tornare me stessa, di tornare da mio marito."
"Legami e fammi tutto ciò che io voglio che tu mi faccia." — "Ricordati la parola: orchidea." Io, per tutta la notte, non pronunciai mai nessun nome di fiore.
"(utente sconosciuto) Ah, allora salutami il cornuto 😈" — Quell'ultima parola mi fece impazzire.
"Ho i vostri due cazzi dentro… Oddio che bello!" — e lei cominciò a godere e non smise per un sacco di tempo.
"Sono rimasta sempre a faccia in giù, non l'ho mai guardato mentre lui mi masturbava. Ad un certo punto mi sono tirata su appoggiandomi sulle ginocchia, col culo per aria e le spalle sul lettino. Ero completamente esposta e questo mi eccitava ancora di più."
«La mia fidanzata non solo mi aveva messo le corna, non solo si era fatta trattare da troia e si era fatta inculare, non solo si era fatta riprendere mentre lo faceva, ma aveva fatto tutto ciò davanti anche a qualcun altro. Quella consapevolezza generò una mia nuova sborrata incontrollata.»
Non riuscii a non pensare che quelle labbra pochi minuti prima erano attorno al cazzo di uno dei due. "Vedo che ora sei bello sveglio." "Qui, intendo." mi strinse il cazzo duro da sopra i pantaloni.
«Mi sono messa in posizione, mi sono allargata le chiappe con le mani e gliel'ho chiesto, gliel'ho urlato. Te l'ho detto: mi sentivo troia come mai prima e questo mi ha dato il coraggio di comportarmi così.»
"La sta scopando. Chissà che ennesima volta è che lo fa da ieri sera. Sento i grugniti di lui e le urla di lei. La sento godere, mi sembra in modo molto intenso. Non mi controllo e vengo anche io, prima di chiudere la telefonata."
"Mi ero trasformata da moglie fedele ad adultera con un cazzo piantato nella figa in pochissimi istanti."
"Non ho fatto la brava, stasera…" — A quelle parole il mio cazzo si indurì ulteriormente.
"Facciamolo subito, qui" ho detto. Loro si sono guardati e mi hanno preso per mano. Ci siamo infilati nella vigna a fianco dell'agriturismo, nel buio della notte.
"Non voglio tradire mia moglie, voglio scoparti." — E intanto io mi girai appoggiando le mani al muro e arcuando la schiena per mettere in mostra il culo.
"Chiamane uno. Scegli tu chi. Fallo venire nel nostro palco. Scopatelo." Questo le avevo sussurrato varie volte durante il primo atto dell'opera lirica.
Quando capii la situazione il mio cazzo, stretto nell'asciugamano, eiaculò e, non so bene perché, questo mi spinse ad andarmene, come per nascondermi, per smettere di guardarli.
"Scommetto che stai godendo ancor di più a succhiare il cazzo a pochi metri dal tuo uomo che dorme." Lo odiai per questa frase, ma soltanto perché aveva colto nel segno.
Con lei non ne parlai mai di quello che feci con lui, e soprattutto mai ammisi che in fondo la cosa non mi dispiacque. Lui fu molto bravo, molto dolce, e mi condusse alla scoperta dei piaceri omosessuali.
"Non sono riuscita a rinunciare al suo cazzo." Poco dopo iniziò a piangere. Dentro di me si agitavano sentimenti contrastanti, dovuti anche ad una mia condotta non certo irreprensibile.
"Buon gusto e occhio per le dimensioni… non so come faccia…" disse guardandomi e sorridendomi prima di prenderlo in bocca. Le contrazioni dovute all'orgasmo mi strinsero ripetutamente il cazzo piantato nel suo bellissimo culo.
Le slacciai il sandalo, denudandole del tutto il piede, per leccarla bene ovunque, anche le dita e la pianta. Poi pian piano risalii la gamba.
"La prossima volta ti scopo…" — e la prossima volta arrivò il giorno dopo. Lo aspettai sul letto, già nudo. Il massaggio quasi non ci fu.
"Me la sono spalmata per bene, come fosse una crema solare e sono uscita." — e lui, mentre ascoltava, non riusciva a essere arrabbiato. Solo incredibilmente eccitato.
"L'ho visto crescere nei tuoi pantaloni. Ho visto il tuo sforzo per resistere alla voglia di toccarti e segarti. Ho visto che quando ti ho parlato della sodomia che ho subito una chiazza di bagnato ha superato le mutande ed è comparsa sui pantaloni."
«Tutti e due dentro di me. Tutte le combinazioni che ti vengono in mente le abbiamo fatte. Stupendo. Non l'avevo mai fatto. Non volevo finisse più.»
"L'ho messo di qua, venga." — "Gliel'ho anche lavato…" — "Eh, ma sa… mi ero incuriosita e… ho voluto provarlo… spero non se ne abbia a male…" — "Certo che ne ho a male… poteva aspettarmi per provarlo…"
"Preferisci farci scopare tua moglie o preferisci fare tu la troia?" — Non sapevo cosa fare ma evidentemente la situazione non mi dispiaceva del tutto visto che ero ancora eccitato.
"Sì, cazzo, ti piacerebbe, senti qui come si è indurito. Chi se lo immaginava, sei proprio un porco, ti eccita a pensarmi con un altro…"
"Dimmi solo questo: se ci pensi ti viene duro, vero? E allora fidati del tuo cazzo, noi uomini non possiamo far altro che fidarci dei nostri uccelli. Loro non mentono mai."
Prima di uscire aveva intinto il suo dito nella mia figa ancora aperta, poi aveva spalmato la sua sborra sulle mie labbra, rendendole lucide. 'Ora va. E vai a baciare tuo marito.' mi aveva detto ridendo.
"Sì, scopami. Mettimelo nel culo. Prendimi, fammi tuo. Fottimi come una troia. Inculami…" — e lui è entrato piano, e io l'ho accolto senza problemi, stupendomi di me stesso.
Lo sentii entrare, lo sentii penetrare il mio ano vergine con quel suo grosso cazzo. Mi stava piacendo, sia come sensazione fisica che come implicazioni psicologiche.
"Nuda? Sì, anche peggio. Lo so, sono impazzita. Ma non riuscivo a dirgli di no a nulla. Ha insistito, ma neanche tanto. Non sai come mi ha fatto sentire."
"Cosa ti sta facendo? Dimmelo." "Aaah… me lo ha messo nel culo…" "Allora baciami." le risposi affondando di nuovo la lingua nella sua bocca. Dentro i miei pantaloni sentii umido. Ero venuto senza neanche toccarmi.
"Lo racconterai a qualcuno, in ufficio?" mi domandò lei, con la testa appoggiata sul mio petto. Con la mano stava giocherellando con il mio pene che ormai non riusciva più a rialzare la testa, sfiancato dalla super attività.
Quando la vedo, nei manifesti, che pubblicizza una linea di cosmetici, fotografata con una espressione ambigua che potrebbe esprimere un misto di gioia, estasi o dispiacere e dolore, io solo so che quello è il volto che ha quando ha un orgasmo anale.
"Questo Corinna non può fartelo." le dissi e cominciai a spingere. Non sentii opporre resistenza e il mio cazzo scivolò agilmente nelle sue viscere. Lei emise un sospiro di godimento. "Piano, che sei grosso."
"Appena finì si girò verso di me e mi sorrise. Mai avevo visto prima un sorriso così tremendamente eccitante."
"Appena abbandonato il tavolo, dirigendomi in bagno con i loro sguardi piantati sul mio fondoschiena, mi ero chiesta se non poteva scapparci un ulteriore salto in studio dopo cena. Quel pensiero mi aveva fatto sentire estremamente troia, ma non riuscivo a scacciarlo."
"Nice italian girls." sussurrò jeffrey quando ci inginocchiammo entrambe per contenderci il suo membro che avevamo intuito essere, già dal rigonfiamento del costume, di imponenti dimensioni.
"Posso? Qui?" le sussurro all'orecchio premendo il glande sul suo ano. "Devi." mi risponde lussuriosa e spinge il culo all'indietro aprendosi con estrema facilità.
"Hai capito bene, sono pronta per farmi inculare! È il tuo sogno proibito, no? Me lo chiedevi sempre. Ora mi sento pronta."
"Scopatela. Fottila meglio che puoi, fai tutto quello che riesci a fare. E poi mi racconti come è stata." Glielo dissi tutto in un fiato.
"Prendi il contratto, che te lo firmo." Lo firmò sulla mia schiena, mentre aveva il cazzo ben piantato dentro di me, in una perfetta allegoria della società attuale.
"Non ti facevo così porco, sai?" — "Neanche tu per me. Da lui te lo fai fare?" — "Ma figurati. Poi con l'affare che si ritrova manco lo sent…" Non la feci finire, spingendo il mio cazzo oltre il suo sfintere.
È stata una cosa indescrivibile vedere il tuo cazzo enorme che entrava nel culo di mio marito e poi ricevere la vostra sborra sul viso.
Venni masturbandomi diverse volte. Non ti avevo mai vista così, sia per la visuale insolita che per come ti comportasti. Persi il conto dei tuoi orgasmi mentre la ragazza stimolava abilmente tutti i tuoi punti erogeni, anche quelli che io, in anni, non ero mai riuscito a trovare.
Subire un rapporto dalla parte di colui che veniva penetrato era stato molto piacevole. E questo aumentava la confusione che avevo in testa.
"Pompino." mi risponde lei coprendosi e pulendosi la bocca con il fazzoletto.
"Ogni volta che terminavamo una scopata assumeva un'aria colpevole e diceva che dovevamo smettere. Io le davo ragione, ma puntualmente ci ricadevamo subito promettendoci a vicenda: 'Solo ancora una volta.'"
"Cazzo! Ma ce l'ho scritto in faccia che sto prendendo un aereo solo per andare a farmi scopare?" — In quell'istante mi torna in mente l'immagine di me, presa da tre uomini contemporaneamente. "Di piacere." ripeto sottovoce, senza farmi sentire.
"Sono nuda. Ho indosso soltanto le scarpe col tacco. Sono alla finestra. Sto guardando il Canal Grande. Qualcuno potrebbe vedermi. Con la mano libera mi sto toccando. Quando arrivi?"
"Su! Non fate i difficili. Non credo vi capiti tutti i giorni di avere una ragazza che vuole farsi scopare nella figa e nel culo insieme, o no?"
"Dovreste vederlo come cerca di spalancare le chiappe quando le mie dita si avvicinano." Sentite queste parole Lucia fece quello per cui mi avevano depilato, ovvero si mise a leccarmi tutta la zona.
"Ma… quello era il mio regalo di nozze. La mia seconda verginità." "Eh, vorrà dire che tuo marito si troverà un regalo già scartato."
"Ringrazia tua moglie… che mi ha chiesto di prepararla, di allenarla. Ho una discreta collezione di oggettini adatti, sai?"
Sembrava tutto normale se non fosse che il mio cazzo era piantato a fondo nella sua vagina. La situazione di rischio e le leggere stimolazioni che ricevevo per i suoi piccoli movimenti mi fecero venire proprio in quel momento.
Io filmo e mi masturbo, godendo nel vedere mia moglie scopata, sborrata, inculata e sfiancata da tre neri. Anzi, "negri del cazzo", come sono uso appellarli, nella mia vita pubblica.
"Starò al suo gioco e gli chiederò di chiamare sempre te. E cercherò di ottenere più libertà di azione, così scopiamo fra noi come ci pare mentre lui ci guarda. Poi lo convincerò ad assecondare veramente le sue fantasie e ad essere lui quello legato e sodomizzato."
Lui amava quando gli infilavo le dita nel culo, mi disse che ero stata la prima a farglielo e che si vergognava a chiederlo alla sua ragazza — così come si vergognava di chiederle che lei si lasciasse sodomizzare, per cui anche questa pratica la faceva solo con me.
Vederla godere fra noi due, con i due cazzi piantati uno nel culo e uno nella figa fu fantastico. Fu impressionante vedere il pene di lui entrare e uscire da lei e pensare che poco prima era stato dentro di me.
"Ok, ok. Non ti arrabbiare, ma non sarai il primo a scopare tua moglie." — "Cioè me la sono trombata stasera!" disse ridendo Yuri.
"Lui non si immagina in che grinfie è capitato. Mi piacciono gli uomini che sanno ricevere oltre che dare. In genere sono più bravi poi, quando tocca a loro incularmi."
"Sei più brava io a succhiartelo o lei? è più bello il mio culo o il suo? e la mia passerina depilata? a lei gliela lecchi così tanto? e le dici tutte quelle parolacce che dici con me?"
"Perché da quando ci siamo lasciati tu continui a venire da me almeno una volta al mese per scopare?" — "Perché quando vengo qui facciamo certe cose che mi piacciono."
«stasera non ho messo le mutandine.» — lo disse a voce relativamente alta, abbastanza da farsi sentire dalle persone vicine. [...] a metà del primo atto si era chinata a farmi un pompino. Durante il secondo la stavo scopando in fondo al nostro palco.
"L'essere visto in quella situazione umiliante per un eterosessuale mi provocò un orgasmo improvviso. Schizzai diverse volte imbrattando il mio petto con la mia stessa sborra. Intanto, senza che quasi me ne accorgessi, Jason era penetrato in me."
"La osservai uscire, sculettando sui tacchi e con un vestito cortissimo. [...] la aspettai a letto quella sera, masturbandomi al pensiero di quello che lei stava facendo con uno dei suoi amanti occasionali."
Rividi l'immagine della barista, inginocchiata che con la mano mi segava il cazzo in attesa di ricevere i miei schizzi sul volto. Nella mano che andava su e giù, c'era una fede.
Mentre lo diceva la sua mano mi stringeva il pacco da sopra i pantaloni. Quasi venni all'istante.
"Non vorrai mica rispondergli e fargli sentire come ti stai godendo il mio cazzo nel tuo culo?"
"Sei una troia. Ho visto il clistere in bagno. Era proprio necessario?" — "Ssssh, dai che ti sentono, sei in viva voce."
Si allargava le natiche con le mani e implorava di essere inculata. Dopo lo voleva in bocca e passava minuti su minuti a succhiarlo, leccarlo ed adorarlo.
Godo nel vedere con quale facilità concedi l'accesso al tuo deretano, che a me sempre neghi nell'intimità del nostro talamo.
"Grazie." risposi io allungando la mano, la stessa che poco prima accarezzava i coglioni di un universitario.
"Perchè c'è scritto che è lubrificato, ed è meglio che lo sia per quello che ti voglio fare."
"Perchè l'idea mi fa impazzire. L'idea di tradirlo. Di tradirlo in questo modo. Di sentirmi puttana."
"Il modo migliore per imparare è capire cosa si prova ad essere sodomizzati." — disse mentre tornava verso di me con in mano un lungo fallo di lattice nero e un sorrisetto minaccioso.
"La foto migliore di tutta la serie fu quella in cui lei si staccava dal cazzo rigido, guardando verso di me sorridendo soddisfatta. Nella sua espressione si leggeva lussuria, trasgressione e divertimento."
"Vuoi che ti venga in bocca, così poi quando baci il tuo uomo sente il sapore di quanto sei troia?" lei si rialzò. "Sei sempre uno stronzo." "una volta ti piaceva quando ti parlavo così."
"Lei mi stava succhiando il cazzo. Ogni tanto si interrompeva e descriveva al marito quanto ce l'avessi grosso."
"Sei più grosso di quello dell'anno scorso, non ci credo!" disse compiaciuta quando mi abbassò i pantaloncini e si fiondò ad ingoiare il mio sesso.
"La mia più grande perversione è essere scopata con il vestito da sposa indosso. Il giorno del mio matrimonio. E non da mio marito."
"Rivivevo il momento in cui si era piegata sul letto protendendo verso l'alto il culo perfetto e aprendoselo con le mani. L'accento italiano mentre mi chiedeva in inglese di fotterla proprio lì."
Non sapeva che in realtà i ragazzi erano tre, tutti belli e aitanti. E che noi due dopo aver dato loro spettacolo con un rapporto lesbico in cui io dominavo la padrona, ci eravamo fatte scopare in tutti i buchi.
«Venne anche da me, allungando un piede fino a toccarmi il cazzo durissimo sotto i pantaloni. [...] Venni, cercando di non farlo percepire agli altri, sporcandomi le mutande.»
"Sono giovani ed inesperte. Non sanno cosa si perdono. Scopa quelle della mia età, nessuna ti dirà di no."
"Ma se fai finta che io sia un ragazzo e mi scopi come scoperesti un ragazzo?" gli chiesi girandomi contro la parete della doccia, mostrandogli e offrendogli le terga.
«Vengo mentre rivivo la scena di te che le dici di girarsi, mentre lubrifichi l'oggetto fra le mani. E lei docile ma timorosa si piega, inarcando la schiena e offrendoti le terga.»
Mi inginocchiai sul letto col volto immerso nel cuscino e il culo per aria. Con le mani mi aprii i glutei. Lei si alzò, dal tubetto del lubrificante ne fece uscire un po' e lo spalmò per bene su tutta la lunghezza del dildo che teneva legato in vita.
"Mi sfrega il cazzo sulla figa, già abbondantemente bagnata, lubrificandolo con i miei umori. Poi me lo infila dietro."
"Mi stava facendo scopare da un uomo. Non era mai capitato prima. Pur non avendo tendenze omosessuali non mi opposi. Mi lasciai fottere, facendo finta di niente. E mi godetti la scopata."
Ero in piedi nudo, al telefono con mia moglie, e mentre parlavo guardavo il corpo nudo della babysitter, steso sul letto, sudato e spossato. [...] venni quando la ragazza, accortasi della cosa, si inginocchiò sul letto ponendo il viso subito sotto di me, a portata degli schizzi.
"Gli uomini etero sono le troie peggiori — e non si è neanche accorto che lo fotografavo con il cellulare, troppo intento a godere col culo. Stai attenta, perchè ora che l'ha assaggiato difficilmente vi rinuncerà."
"E qui c'è il meglio…" disse eccitata tastandomi il pene, già turgido, da sopra i boxer.
"Ti ricordi dove abito?" mi chiede al telefono. È passata una settimana. Non fu facile superare le sue resistenze, ma alla fine ottenni il permesso per infilarle un paio di dita su per il buco del culo e per leccarla a lungo in quella zona. Non mi concesse di più, ma le sensazioni che provò le rimasero dentro.
"Quando si è ripreso mi ha preso in modo un po' brutale, mi ha inculato. Sembrava voler ribadire i ruoli."
"Con un cazzo in bocca e uno nel culo mi ritrovo a pensare che in fondo era la posizione che lei pregustava e a ragione, ora lo posso confermare."
«Mio marito era uno di quegli studenti sfigati. Mi ha sognato per anni ed un giorno ci siamo ritrovati. Ora, alla faccia di tutti gli altri, è l'unico ad avere l'accesso al mio retrobottega.»
"Ma se mentre tu dormivi io l'avessi fatto veramente, magari con il nostro vicino, che non era niente male, cosa diresti?" gli dissi mentre me la stava leccando, sul nostro letto.
All'altro mio amante, quello superdotato: il mio culo, che ancora non ha avuto.
"Ho il cazzo duro a pensarla in una spiaggia pubblica così svestita. Con me non lo ha mai fatto, evidentemente con le amiche si è sentita più disinibita."
Finsi dolore e rifiuto, ma in realtà allentai i muscoli che serravano lo sfintere anale, lasciando che il grosso pene unto vi scivolasse dentro senza difficoltà.
"Mi ha chiesto come ce l'avevi. Visto che lo voleva sapere gli ho detto che eri molto dotato. Poi mi ha fatto una raffica di domande alle quali ho dovuto rispondere sempre di sì. Se mi inculavi, se te lo succhiavo, se ingoiavo, eccetera. A quel punto ho visto che mio marito era eccitato."
Ho il cazzo in mano. Me lo sto menando. La mia ragazza è una zoccola. Più lungo del mio ha detto. Il fascino sottile dell'umiliazione.
Mi abbassò nuovamente i pantaloni, non nascondendo una piacevole sorpresa per ciò che vi era sotto. «Ti hanno mai fatto un pompino?» Io risposi di sì, a mezza voce, ma avrei dovuto dire no, tanta era la differenza di sensazioni che quella bocca esperta mi provocò.
"Non ti farò mancare neanche quella. Non vedo l'ora di sentire il tuo bastone su per il mio culetto. Sono abituata al cazzetto del mio ragazzo, sarà come farlo di nuovo per la prima volta."
"Mi rimasero scolpiti in testa gli urletti che fece lei, prima di leggero dolore, poi chiaramente di grande godimento."
"C'è qualcosa di più bello di un cazzo finto nel culo." feci una pausa e un cenno a mio marito a farsi avanti da dove era nascosto. "Uno vero!" conclusi afferrandogli il cazzo, che tornò duro per l'ennesima volta, e le palle.
«Il viso di lei, stravolto dal piacere mentre il cazzo di lui si faceva largo nelle sue viscere, mi rimase impresso nella mente e l'avrei di lì in poi sempre visualizzato, al posto di quello vero, anche se impegnato magari, sorridente e casto, in una intervista riguardo ad una commediola per famiglie.»
"Stasera voglio che me lo metti nel culo. Voglio essere sodomizzata, inculata. [...] e poi hai fatto pratica. Ora sarai diventato bravo."
Il pensiero che mi fece avere l'orgasmo non fu il corpo della spagnola, non fu il culo della francese, ma la fantasia di avere jacques sotto di me mentre lo inculavo.
"Ora mi sono alzata, se il tuo amico è abbastanza sveglio ora mi alzerà la gonna, mi toglierà il perizoma che indosso e mi scoperà. Tu se vuoi masturbati sentendomi godere."
"Come prima non avevo notato che si togliesse delle mutande, non notai nemmeno che se ne rimettesse, eppure si preparò per uscire e, presa la borsetta e scambiato un bacio con lui, uscì dalla casa."
È uno spettacolo vedere il corpo muscoloso del mio ragazzo venire penetrato da un altro corpo virile, vedere i muscoli che guizzano, si contraggono, vedere la voglia animale con cui uno possiede e l'altro si lascia possedere.
"Ho capito che tipo sei. Mi piacerebbe scoparti stanotte. Ci vieni in camera con me?" La domanda mi colse di sorpresa. Rimasi impietrito per alcuni secondi. Anche il mio pene conosceva già la risposta.
«Osservo da pochi centimetri di distanza il suo glande che allarga impietoso le pieghe dell'ano della ragazza. Con la lingua raggiungo il punto in cui le carni si congiungono.»
"Dai, tiratelo fuori e menatelo. Voglio vedere uno che si masturba davanti alle mie foto."
"Vorrei vedervi scopare. Anzi quasi quasi vorrei farlo insieme a voi, lei mi stuzzica appetiti lesbici che in genere non ho."
"Vorrei avere una foto dell'espressione che ha fatto quando mi ha guardato in mezzo alle gambe. E ha visto un cazzo finto penzolante."
«Infilo la mano nei boxer per trovare un pene già duro. Lui inclina indietro la testa. Quattro o cinque colpi e già viene inondandomi la mano di sperma. Mi guarda ansimante. Non ci siamo detti una parola.»
«Ho taciuto la sorpresa che ho avuto nel vedere un ragazzo che prendeva il posto di una donna impegnata a succhiarmelo e nel constatare che nel cambio non ci avevo rimesso.»
Mani appoggiate al muro. Gambe dritte in bilico sui tacchi. Corpo piegato ad angolo retto. Così mi ha preso, col suo cazzone. L'ho sfilato e l'ho portato più in su, verso l'altro buco. "Ecco, proprio così"
«Voi uomini siete molto più troie di noi donne. Il mio cazzo finto non è a tua disposizione. Mi dovrai implorare, ma sarò io a decidere quando scoparti.»
«C'è tensione erotica nell'aria. Non stasera, mi dice James. Non è una di quelle sere. Ma se le fai una buona impressione potrai venire anche in una di quelle.»
"Va bene, d'accordo, sei una gran figa. È da ieri che vorrei scoparti. Sei più stronza di quel che pensavo, ma hai vinto tu. Però fai silenzio. Non voglio svegliarla."
Iko è lesbica ma più di ogni altra cosa le piace essere sodomizzata da uomini ben dotati. Vuole che siano uomini, non vuole la sua ragazza o altre donne con cazzi finti. Però non gli piacciono gli uomini, non la devono toccare. Devono incularla e basta.
"No", rispose, "da lui non mi faccio inculare", aggiunse. Detto questo mise la faccia contro il cuscino e inarcò la schiena. Le chiappe si schiusero, rivelando l'antro che mi veniva offerto.
Sono seduta sopra di lui, la punta del suo cazzo preme contro il mio sfintere. Dammi il permesso. Dimmi che mi può inculare.
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
Ero in piedi nudo, al telefono con mia moglie, e mentre parlavo guardavo il corpo nudo della babysitter, steso sul letto, sudato e spossato. [...] venni quando la ragazza, accortasi della cosa, si inginocchiò sul letto ponendo il viso subito sotto di me, a portata degli schizzi.
— Da 'La babysitter'"Mi stava facendo scopare da un uomo. Non era mai capitato prima. Pur non avendo tendenze omosessuali non mi opposi. Mi lasciai fottere, facendo finta di niente. E mi godetti la scopata."
— Da 'Le lezioni'"Quando si è ripreso mi ha preso in modo un po' brutale, mi ha inculato. Sembrava voler ribadire i ruoli."
— Da 'Consigli da amica'"Sì, cazzo, ti piacerebbe, senti qui come si è indurito. Chi se lo immaginava, sei proprio un porco, ti eccita a pensarmi con un altro…"
— Da 'Contrappasso'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
hai avuto un attimo di “bassa frequenza” nello scrivere nelle ultime settimane, ma ti sei ripreso benissimo con dei bei racconti, una frequenza altissima, complimenti.
il seguito naturale è che lui la segue e se la scopa e incula davanti il ragazzo, poi vedi tu come svolgere la storia, tu sei bravissimo in questo 😉
Grazie. Mi piace sempre lasciare qualcosa di non detto nei racconti, per lasciarli completare alla fantasia del lettore.
Grazie molte anche perché è uno dei racconti di cui sono più fiero. Potrebbe veramente essere una conoscente insospettabile, e forse lo è. L’unico segno distintivo per riconoscerla può essere il bel culo. 🤣
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