"Quello era il cazzo che la mia ragazza aveva preferito al mio. Mi sentivo succube di lui e del suo proprietario. Obbedii al suo suggerimento. Glielo presi in mano. Non avevo mai toccato un cazzo che non fosse mio."
A mano a mano
Senza avvisarmi, senza dire niente, allungò la mano, la infilò nei miei boxer e li fece scivolare alle caviglie, mi afferrò il cazzo e lo tenne stretto. Poi iniziò a camminare verso la porta finestra trascinandomi per il cazzo come se stesse portando a spasso qualcosa. Sentii il sangue arrivare all'inguine in modo quasi violento. Diventai duro in dieci secondi.












































