Sotto il vestito niente
"Sei un maiale." Però le piaceva, era evidente. Sentii le contrazioni del muscolo anale, segno inequivocabile di un orgasmo silenzioso in atto.
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"Sei un maiale." Però le piaceva, era evidente. Sentii le contrazioni del muscolo anale, segno inequivocabile di un orgasmo silenzioso in atto.
"So invece cosa fu a far godere me: la consapevolezza di avere una ragazza perversa che non aveva resistito alla lussuria e aveva compiuto atti che neanche riusciva a raccontarmi fino in fondo."
Lei aprì gli occhi. Forse aveva percepito un qualcosa, un rumore, un movimento proveniente dalla porta. Lei invece mi vide. Ci guardammo negli occhi senza che nessuno dei due disse niente, fece niente o smise di fare quello che stava facendo. Lei si stava facendo inculare, io la stavo guardando.
"Sei un vero porco, sai, a offrirmi così il culo della tua donna. E lei è una gran troia."
"Sei un porco…" mi sussurrò mentre il suo dito medio andava in cerca della mia prostata. "Quindi ti piace se tua moglie fa un po' la puttana con altri?"
"Chi è questa troia? Tua moglie?" mi chiese appena il finestrino fu aperto. "Sì." risposi io senza pensarci. Percepii un sussulto di Elena, come una risata trattenuta.
"Il suo cazzo." concluse mia moglie. [...] "Beh, non contano… fino a quando non ti accorgi che uno che ha il cazzo moscio grosso quanto quello duro di tuo marito, in mezzo a tante donne nude si fa avanti con te, incurante della presenza di tuo marito."
"Potremmo fare così, lo facciamo entrare di nuovo e io mi lascio vedere, in modo quasi involontario. Poi quando se ne va tu lo fermi e glielo chiedi." "Gli chiedo cosa?" "Se vuole scoparmi…"
"Mentre tutta la gente a teatro raggiungeva il pathos emozionale guidato dalle armonie del compositore russo, io godevo e lui mi sborrava in culo. L'applauso che ne seguì lo sentii quasi come se fosse rivolto a noi due."
«Non avrei dovuto neanche con Carlotta, ma non hai detto niente.» «Eravate stupende.» «È stato bellissimo, sì. Ma mi è rimasta voglia di cazzo. Scopami. Non le dirò niente.»
"Avevo il cazzo duro a pensare che in quello stesso istante la mia ragazza era inginocchiata nel cesso del locale e aveva davanti agli occhi il cazzo di un nostro amico."
"Forse hai sentito uno strano gusto nella mia bocca?" — e nel momento in cui capì, il mio cazzo stava già eruttando sborra, spinto più dalla mente che da qualsiasi contatto fisico.