Doppio misto
"Gli piace troppo, non c'è più gusto a punirlo in questo modo." commentò Chiara. Emma convenì.
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"Gli piace troppo, non c'è più gusto a punirlo in questo modo." commentò Chiara. Emma convenì.
"Certo che mi ha inculato. Mi incula sempre, lo sai bene. Perché me lo chiedi se lo sai già? Va bene. Sì, mi ha inculato. Mi ha messo quel suo grosso cazzo duro nel culo ed è quello che mi ha fatto godere più di tutto. Come sempre."
"Il culo non mente, ha detto."
"Quel gesto, quella dilatazione, il capire di aver superato un limite, la situazione umiliante e imbarazzante di fronte a lei, il suo sguardo diabolico mentre lo faceva, compiaciuto ed eccitato... Sborrai a lungo fiotti abbondanti lì sul letto di Lavinia."
"Non le basta che lo faccia io. Le faccio solo venir voglia di farlo con quello con cui le piace di più, per una questione di amore e odio. Mi ama e lo odia. A quanto pare la sodomia la preferisce condita da un po' di odio."
Ad un certo punto lui si fermò. Cazzo piantato nel culo a metà lunghezza. Immobile. Presi un altro dei suoi albi. Cercai un disegno e lo confrontai con quello che stavo vedendo. Il culo perfetto spalancato da quel cazzo nodoso. La realtà si confondeva con l'arte.
"Sono una che scopa meglio… senza suo marito…" — e mentre lui restava fuori dalla stanza col cazzo duro, capì che era esattamente quello che voleva sentirsi dire.
"Mi ha spinto via da te, anzi dal tuo cazzo, ma non da te. Mi ha spinta verso il tuo viso. E quando sono arrivata a poca distanza tu hai iniziato a leccarmi… è stato incredibile, lui nel culo e tu che mi mangiavi la fica…"
"Allora? Dimmi cosa succederà. Riuscirai a togliermi tu le voglie che ho o devo continuare a rivolgermi al mio collega?" lei lo provocò mentre lui da dietro la penetrava analmente. "Stai zitta, troia." rispose lui che cercava di non pensare.
Tutte quelle considerazioni mi sconvolgevano. Non c'era una singola qualità in cui lui mi era sembrato migliore di me, anzi in tutte io mi sentivo oggettivamente superiore. Però da lui non riusciva a staccarsi ed il motivo era solo e soltanto uno. Lui la sapeva scopare meglio di me.
"Sono io? Sono io che sto facendo questo? Sono io che sono in club per scambisti e mi sto facendo inculare da uno sconosciuto? Eh, sono io?"
"La mia fantasia… la mia fantasia…" mormorava. Quella di essere guardata da tanti uomini mentre faceva sesso con me. Adesso che stava succedendo mi ricordavo che una volta me l'aveva accennata.
"Sì, era decisamente più dotato di te." "Lo so, l'ho intravisto. E ho sborrato quando ti ho sentito che lo dicevi…" "Vedi allora che avevo intuito bene… volevi sentire quelle cose… porcellino!"