Elena T. e il taxi notturno
"Quando fai la troia non capisci più nulla, vero?" "No, capisco tutto. Capisco quali sono le mie vere voglie."
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"Quando fai la troia non capisci più nulla, vero?" "No, capisco tutto. Capisco quali sono le mie vere voglie."
Da come mi hai sborrato nel culo, credo di sì. — Troia. Tieni, inviale al tuo porco virtuale.
Ebbi un orgasmo al pensiero di aver provocato uno sconosciuto fino a farmi infilare un dito in culo. Anche a lui la situazione dovette sembrare troppo eccitante per essere vera. Schizzò senza toccarsi.
"Volevo la sua sborra in gola." — "Fanculo, stronza, non è che puoi andare in giro a succhiare il primo che passa." — "Avrei dovuto farlo lo stesso. A prescindere da te. Volente o nolente."
"Ti ho appena detto che sei cornuto eppure hai ancora il cazzo durissimo…" disse lei dopo un po' indicando dove stavano giochicchiando i suoi piedi.
"E meno male che ti piace essere cornuto…" aggiunse poco prima di urlare un orgasmo nella notte. Non potevo resisterle oltre e le sborrai nel culo subito dopo quelle parole, sentendomi per questo un po' umiliato.
"Prendervi tutti e tre, contemporaneamente." — "E perché qui non si può fare?" — "Perché non abbiamo il lubrificante e perché voglio prima pulirmi bene il buco." rispose lei, ormai priva totalmente di pudore.
Si erano sussurrati imprecazioni mentre si bacciavano teneramente, per quanto la situazione pornografica potesse consentirlo: "Troia." "Cornuto." "Stronza." "Sfigato." — persino nell'atto più estremo, tra loro era ancora un gioco intimo.
"Non mi sono lavata." mi disse ma io la ignorai ed iniziai a leccarla, assaporando i suoi umori misti al salato del sudore, al gusto gommoso del preservativo e a quello acre della sborra.
"Hai visto anche il video, vero?" mi chiese con voce roca. [...] "Avrai visto che io ho dei gusti particolari nel sesso." — e nel dire questo Martina mi strinse il cazzo da sopra i pantaloni.
"Preferisco il suo cazzo perché non è il tuo. Perché se mi faccio scopare da lui oltre ad avere il suo bel cazzo dentro di me, io sto tradendo te, ti sto mettendo le corna con un ragazzo giovane e posso pensare che anche il tuo cazzo sia denigrato duro proprio perché lo sto facendo."
"Ha un cazzo molto più fotogenico del tuo, non trovi?" commentò lei con lui. "Così venoso… così rude…" Lui annuì, un po' umiliato forse da questo paragone.