Modella
Lei incrociò per un attimo il mio sguardo. Non cercava un permesso da parte mia, voleva solo vedere la mia reazione.
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Lei incrociò per un attimo il mio sguardo. Non cercava un permesso da parte mia, voleva solo vedere la mia reazione.
Più sono troia padrona e più voglio fare la troia schiava. […] Guardavo il telefono ma vedevo te. Cazzone duro in mano ad incitare mio marito a non avere pietà del mio culo. Porco.
Umido. I miei polpastrelli percepirono caldo e umido. Un po' di peluria. Niente stoffa.
"Penso a questo. A masturbarmi per qualcuno. Al fatto che ci sia qualcuno che mi sente o che mi vede mentre mi masturbo. Al fatto di masturbarmi in pubblico."
"Gli ho detto che ti bombo solo ed esclusivamente il culo… perché la fica è del tuo fidanzatino, mentre il culetto è per l'amante."
"E quindi?" "Quindi continua. Dimmi che non sei un bravo ragazzo. Mi eccita. E non smettere di incularmi."
"Stai pensando che sia lui adesso a scoparmi da dietro. Cazzo se me lo scoperei…" Percepii il suo orgasmo dopo queste parole. Era veramente su di giri. Quell'incontro l'aveva sconvolta ed era uno spettacolo vederla così eccitata.
"Fu il rendermi conto della situazione in cui mi trovavo a dare il via ad uno degli orgasmi più intensi che avessi mai provato. Stavo facendo sesso con una ragazza bellissima e disinibita mentre il suo uomo, uno sconosciuto fino a poche ore prima, mi stava sodomizzando con mio evidente piacere."
Sono in corridoio, nuda e con delle chiavi che mi escono dal culo. La porta si chiude. Ho un brivido. Sono più esposta di prima.
"Trovane un altro. Non dirmi chi. Portamelo a casa ed io sarò la sua puttana. La tua puttana. La puttana di entrambi."
"Mentre tutta la gente a teatro raggiungeva il pathos emozionale guidato dalle armonie del compositore russo, io godevo e lui mi sborrava in culo. L'applauso che ne seguì lo sentii quasi come se fosse rivolto a noi due."
Inculata nel bagno del bar, in pausa pranzo sotto al mio ufficio. […] Povero il mio buchetto… ha fatto gli straordinari oggi.