Smascherata
"Ora glielo dico, ora glielo dico, ora lo dico a tutti…" Lei crolla. Le sue gambe non la reggono. Trema e gode.
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"Ora glielo dico, ora glielo dico, ora lo dico a tutti…" Lei crolla. Le sue gambe non la reggono. Trema e gode.
"Sì, cornuto, leccami! Lecca la tua troia!" Ormai non si teneva più. Aveva superato ogni remora, ogni pudore. Non la riconoscevo più, ma era una donna nuova che volevo conoscere.
"Non lo ero trent'anni fa. E fu magnifico. Scopami come allora." Lui fu su di lei e spinse il cazzo tra le sue chiappe. Il culo di Callipigia si aprì accogliente come era sempre stato.
"Sei una gran troia, ma da sola non ci riesci con tutti questi cazzi…" — e la soluzione era lì, inginocchiata accanto a lei, sotto forma di marito.
"Lo senti che è stata appena fottuta da uno sconosciuto in un parcheggio sull'autostrada di fronte ad altri sconosciuti che si segavano la tua bella mogliettina raffinata che si comportava come una troia da strada?"
"Sei una zoccola…" mormorai dopo averle sborrato per l'ennesima volta nel culo. "Ti adoro."
"Allora? Dimmi cosa succederà. Riuscirai a togliermi tu le voglie che ho o devo continuare a rivolgermi al mio collega?" lei lo provocò mentre lui da dietro la penetrava analmente. "Stai zitta, troia." rispose lui che cercava di non pensare.
"Voglio che mi infili quel cazzo finto nel culo. Di fronte alle tue amiche. Perché stasera è la vostra festa e potete abusare di me come volete."
"Mi farò perdonare… e tu promettimi che mi sposerai e che… mi sarai sempre infedele…" — "Sì… sì… sì…" urlò Lucia ma forse non stava rispondendo a Lorenzo, era solo sopraffatta dal piacere del cazzone di Rudy che le fotteva il culo.
"Regola numero uno." afferma perentoria guardandomi. "Tu lei non la tocchi. Tu lei non la scopi. Lei è mia. Io sono sua e tu sei mio. Chiaro?"
Venni, più volte, fissando l'uomo che intanto si stava platealmente masturbando guardandoci. Sotto di me mio marito stava apprezzando questo mio coinvolgimento totale e questa mia eccitazione incontenibile.
Venni in quel momento. La situazione era folle. Io uomo più che quarantenne che mi tenevo le gambe aperte mentre una ragazza, amica della figlia della mia compagna, mi infilava un paio di dita nel culo e mi ingoiava il cazzo che intanto le stava schizzando copiosamente in gola.