Le Veneri di Milo
"Non come una a cui piace farsi infilare una mano nel culo, sopra un'altana nella notte della città più romantica del mondo."
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"Non come una a cui piace farsi infilare una mano nel culo, sopra un'altana nella notte della città più romantica del mondo."
Gliel'ho detto a Henry, una volta, di una fantasia che ho avuto. Il suo sito web come fosse un teatro. I lettori che affollano la platea e i palchi. Io e lui sul palco. Lui che mi espone davanti a tutti… Sono carponi. Henry è dietro di me. Mi prende. Mi incula col suo cazzo largo. Gli spettatori applaudono il mio orgasmo.
Mi sentii troia e molto stronza nel fare quel gesto, ma se l'era meritato. Mi aveva usato per il suo piacere perverso, anche se io inizialmente non volevo. Nel momento in cui mi ero messa a farlo lo volevo, anche forse più di lui, ma questo non glielo avrei detto.
"Mi ha eccitato… troppo… vederti così eccitato a causa di lei… pensare che la stavi immaginando… mentre la… inculavi…" — "E questo ti ha fatto sborrare?" — "Sì…"
"Sai, forse non ero poi così ubriaca quella sera…" mi provocò. Esattamente come mia moglie che mentre mi apprestavo a scoparla nello stesso modo in cui mi aveva appena confessato di essersi fatta scopare da quello, volle aggiungere un carico alla mia voglia di virile rivalsa.
Insomma ero in controllo. Anche con un cazzo nel culo ero in totale controllo, come sempre. Avevo io il potere.
"Non ha mai chiamato suo marito mentre aveva il cazzo di un altro uomo nel culo? Lo faccia, può essere divertente."
"Non hai capito nulla?" "No. Cosa." "Me lo sono inventato. Mi serviva qualcosa che ti eccitasse troppo. Ed è stato interessante vedere cosa ti ha eccitato così tanto."
"Voglio che ristabilisci il tuo possesso su di me. E io voglio ristabilire quello su di te." — dopo una notte in cui entrambi hanno scopato chiunque tranne davvero l'altro.
"Perché io voglio che tu acconsenta al fatto che la tua ragazza vada a fare sesso con una sua amica e il suo ragazzo, così, senza sapere il resto. Altrimenti è troppo facile."
Più sono troia padrona e più voglio fare la troia schiava. […] Guardavo il telefono ma vedevo te. Cazzone duro in mano ad incitare mio marito a non avere pietà del mio culo. Porco.
Lei me lo ha detto che le sarebbe piaciuto avere il mio cazzo vicino a quello di suo marito, per poterci succhiare entrambi. Ma non potevo fare una cosa del genere. Sarebbe stato troppo. Col cazzo duro che protestava. Fosse stato solo per lui sarebbe entrato.