La collega
"Lo racconterai a qualcuno, in ufficio?" mi domandò lei, con la testa appoggiata sul mio petto. Con la mano stava giocherellando con il mio pene che ormai non riusciva più a rialzare la testa, sfiancato dalla super attività.
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"Lo racconterai a qualcuno, in ufficio?" mi domandò lei, con la testa appoggiata sul mio petto. Con la mano stava giocherellando con il mio pene che ormai non riusciva più a rialzare la testa, sfiancato dalla super attività.
Quando la vedo, nei manifesti, che pubblicizza una linea di cosmetici, fotografata con una espressione ambigua che potrebbe esprimere un misto di gioia, estasi o dispiacere e dolore, io solo so che quello è il volto che ha quando ha un orgasmo anale.
"Appena abbandonato il tavolo, dirigendomi in bagno con i loro sguardi piantati sul mio fondoschiena, mi ero chiesta se non poteva scapparci un ulteriore salto in studio dopo cena. Quel pensiero mi aveva fatto sentire estremamente troia, ma non riuscivo a scacciarlo."
"Posso? Qui?" le sussurro all'orecchio premendo il glande sul suo ano. "Devi." mi risponde lussuriosa e spinge il culo all'indietro aprendosi con estrema facilità.
"Hai capito bene, sono pronta per farmi inculare! È il tuo sogno proibito, no? Me lo chiedevi sempre. Ora mi sento pronta."
"Scopatela. Fottila meglio che puoi, fai tutto quello che riesci a fare. E poi mi racconti come è stata." Glielo dissi tutto in un fiato.
"Prendi il contratto, che te lo firmo." Lo firmò sulla mia schiena, mentre aveva il cazzo ben piantato dentro di me, in una perfetta allegoria della società attuale.
È stata una cosa indescrivibile vedere il tuo cazzo enorme che entrava nel culo di mio marito e poi ricevere la vostra sborra sul viso.
Subire un rapporto dalla parte di colui che veniva penetrato era stato molto piacevole. E questo aumentava la confusione che avevo in testa.
"Pompino." mi risponde lei coprendosi e pulendosi la bocca con il fazzoletto.
"Ogni volta che terminavamo una scopata assumeva un'aria colpevole e diceva che dovevamo smettere. Io le davo ragione, ma puntualmente ci ricadevamo subito promettendoci a vicenda: 'Solo ancora una volta.'"
"Cazzo! Ma ce l'ho scritto in faccia che sto prendendo un aereo solo per andare a farmi scopare?" — In quell'istante mi torna in mente l'immagine di me, presa da tre uomini contemporaneamente. "Di piacere." ripeto sottovoce, senza farmi sentire.