La coda
«Osservo da pochi centimetri di distanza il suo glande che allarga impietoso le pieghe dell'ano della ragazza. Con la lingua raggiungo il punto in cui le carni si congiungono.»
Lista completa in ordine cronologico inverso.
«Osservo da pochi centimetri di distanza il suo glande che allarga impietoso le pieghe dell'ano della ragazza. Con la lingua raggiungo il punto in cui le carni si congiungono.»
"Dai, tiratelo fuori e menatelo. Voglio vedere uno che si masturba davanti alle mie foto."
Senza che lo stessi toccando in quel momento il mio cazzo cominciò a sputare fuori schizzi di sborra. Una venuta molto abbondante.
"La parte del seno che si intravede. La posizione di lei, che un po' sembra offrirsi e un po' sembra così naturale, seppur totalmente nuda all'aria aperta."
"Vorrei vedervi scopare. Anzi quasi quasi vorrei farlo insieme a voi, lei mi stuzzica appetiti lesbici che in genere non ho."
"Stai scopando me o mia madre" — quasi vengo per cui mi stacco. Prendo un po' fiato. "Scopavo te. Ora girati. Così posso immaginare che il culo non sia il tuo."
"Mi pone sotto di me, io inarco la schiena, lei mi prende in mano il pene e lo guida verso l'imboccatura. Si indurisce e subito non riesco, nonostante l'urgenza."
"Lo rivoglio." ha sussurrato mentre, appoggiato al piano della cucina, si piegava leggermente in avanti, con le gambe aperte. "Fai piano, non voglio che lei si svegli."
"Fai piano, che è ancora indolenzito, sai… ce lo aveva bello grosso." — ti sodomizzo. Ad ogni affondo mormoro: "troia".
Con la lingua scendi anche sulle palle, sul perineo e fino all'ano. Mi hai voluto depilare anche lì. Mi appoggio al lavandino, spingo in fuori il culo e te lo lascio esplorare con la lingua.
"Vorrei avere una foto dell'espressione che ha fatto quando mi ha guardato in mezzo alle gambe. E ha visto un cazzo finto penzolante."
Rientro in casa e ti trovo col cazzo in mano, di fronte alla tv che proietta il video dell'orgia. [...] Mi riempi di insulti. Troia. Puttana. Mentre mi vieni in bocca.