L'elfa e il demone
Ilys era in mezzo a tutto questo e sembrava esattamente dove aveva deciso di essere. Una cosa che voleva e che intendeva portare avanti fino in fondo. Il pavimento di pietra era duro e nessuno ci fece caso.
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Ilys era in mezzo a tutto questo e sembrava esattamente dove aveva deciso di essere. Una cosa che voleva e che intendeva portare avanti fino in fondo. Il pavimento di pietra era duro e nessuno ci fece caso.
Senza avvisarmi, senza dire niente, allungò la mano, la infilò nei miei boxer e li fece scivolare alle caviglie, mi afferrò il cazzo e lo tenne stretto. Poi iniziò a camminare verso la porta finestra trascinandomi per il cazzo come se stesse portando a spasso qualcosa. Sentii il sangue arrivare all'inguine in modo quasi violento. Diventai duro in dieci secondi.
"Immagina gli applausi." Li immaginai. Giuro che li immaginai. E godetti come una troia mentre un uomo che non conoscevo mi scopava sul palco e l'orchestra suonava sotto di me.
"XL." dissi. Lei non disse niente. "Addirittura XL." ripetei, e nella mia voce c'era qualcosa che non era rabbia. Era più simile a un'ammirazione involontaria che cercavo di mascherare e non ci riuscivo del tutto.
"Sei in riunione così? Voglio saperlo anche io. Voglio immaginarti. Ti immaginerò così anche se non me lo dici. Però dimmelo. A lui puoi anche non dirlo."
"Benedirmi con la sua sborra santa." Lo dissi veramente? Forse sì, non ero più molto presente a me stessa.
"Cioè la prima cosa che abbiamo mai fatto insieme… è stato il tuo cazzo che è entrato nella mia fica…" — "Ehm… veramente no…" — "Non mi dire… sei stato quello che…?" — "Sì."
"Non come una a cui piace farsi infilare una mano nel culo, sopra un'altana nella notte della città più romantica del mondo."
"Sei il mio cornuto." mi risponde dopo diversi istanti di silenzio. La consapevolezza che forse non stia mentendo mi svuota lo stomaco, mi fa tremare le gambe, mi spegne il cervello e mi genera un orgasmo improvviso, con lunghi schizzi abbondanti che finiscono di sotto superando la ringhiera del balcone.
"Una troia, io, che si concedeva al cazzo di uno e allo sguardo dell'altro e un guardone, seppur timido, che si godeva una scena porno dal vivo."
Mi sentii scopata dal suo sguardo. Ero super eccitata. Aspettai il suo ritorno, il suo passaggio sotto al nostro terrazzino, il suo indugiare il suo sguardo, da sotto, verso la mia figa ormai bagnata in modo forse palese e il mio ano pulsante fra le chiappe.