Ufficio d'agosto
"E adesso?" disse. "Hai ancora paura di una inculata?" Mi girai. Quanto basta per guardarlo. Lo guardai. "Adesso ci spero." dissi.
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"E adesso?" disse. "Hai ancora paura di una inculata?" Mi girai. Quanto basta per guardarlo. Lo guardai. "Adesso ci spero." dissi.
"Continuiamo." Lo disse piano, con calma, come se stesse decidendo cosa ordinare al ristorante.
"Perché lo conosci." Mi fermo di colpo. La guardo. Il cervello va in tutte le direzioni. E il cazzo è durissimo, naturalmente.
"Ho questa scusa. Non ero del tutto cosciente quando un cazzo è entrato per la prima volta nella mia bocca."
Con un cazzo e una lingua che mi provocavano piacere, in una via pubblica, stavo impazzendo di piacere. Il mio orgasmo era cominciato nel momento in cui ero stata esposta al ragazzo e stava continuando ad ondate da qualche minuto.
Ho il cazzo in mano. Me lo sto menando. La mia ragazza è una zoccola. Più lungo del mio ha detto. Il fascino sottile dell'umiliazione.
Serie di racconti collegati da un filo narrativo comune.
Antologie curate per ogni stato d'animo.
La neve fuori, il calore dentro: le settimane bianche diventano cornice perfetta per incontri inattesi, complicità nate davanti a un camino, corpi che cercano calore l'uno nell'altro quando il mondo si tace sotto un manto bianco. L'inverno in montagna ha il suo modo di abbattere le distanze e sciogliere le inibizioni.
Sotto le luci dei Navigli e nei corridoi silenziosi degli hotel di lusso, Milano custodisce incontri che non compaiono su nessuna agenda. La città della moda e dell'ambizione diventa qui il teatro perfetto per desideri che sbocciano tra aperitivi e notti senza confini. Una metropoli che seduce prima ancora che lo facciano i suoi protagonisti.
Tra un bicchiere e uno sguardo rubato, bar, ristoranti e piste da ballo diventano palcoscenici del desiderio. L'alcol scioglie le inibizioni, la musica abbassa le difese, e negli angoli bui dei locali notturni si consumano incontri che non erano in programma. Qui la seduzione vive nell'attimo, nello sfiorarsi casuale, nel confine sottile tra il pubblico e ciò che si vorrebbe fare lontano da tutti.
Roma non è solo sfondo: è pelle, è luce obliqua sui sampietrini, è il calore di una terrazza al tramonto che scioglie ogni distanza. Tra vicoli millenari e luoghi carichi di storia, i corpi si cercano con la stessa urgenza con cui questa città esiste da sempre — assoluta, irresistibile, impossibile da dimenticare.
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