Sogno o son desto?
"Se fosse così… sarebbe un mio segreto, no?" disse con tono erotico avvicinandosi a me. "E me lo riveleresti? Come nel sogno…" "Non l'avrei mai fatto… ma se ti eccita così tanto…"
Lista completa in ordine cronologico inverso.
"Se fosse così… sarebbe un mio segreto, no?" disse con tono erotico avvicinandosi a me. "E me lo riveleresti? Come nel sogno…" "Non l'avrei mai fatto… ma se ti eccita così tanto…"
"Se glieli succhi dopo ti do il culo…" mi promise sottovoce. "Troia…" imprecai sconfitto mentre mi sporsi verso il finestrino.
"Volevo la sua sborra in gola." — "Fanculo, stronza, non è che puoi andare in giro a succhiare il primo che passa." — "Avrei dovuto farlo lo stesso. A prescindere da te. Volente o nolente."
"Hai visto, amore, che bel cazzo duro per la tua mogliettina troia? Hai visto che effetto che faccio?" — Lei era inarrestabile, e sapeva esattamente come usare ogni arma a sua disposizione.
Non volevo succhiarglielo. Non mi piaceva succhiarglielo. Ma l'umiliazione di farlo davanti a lei, per soddisfare lei, è stata una delle emozioni più forti percepite durante le nostre relazioni da coppia cuck.
"Capiranno quanto è troia tua moglie…" A quelle parole cominciai a sborrare in modo incontrollato, sporcando bagno e anche i miei vestiti con qualche schizzo.
"Adesso ho solo il dito in culo. Con l'altra ho dovuto prendere in mano questo cazzo di telefono con cui tu mi stai scopando la mente. La mia fica è all'aria, bella esposta, bagnata e aperta."
Non mi basta avere Martina tutta per me. Voglio che sia una gran maiala e quindi voglio che sia anche tua, Vittorio. La sua figa è mia per quest'anno. A te lascio il culo.
"Nella mia mente malata pensai all'autostrada a quattro corsie. Al casello che si apre col telepass. Prima di me era passato un camion."
"Ti ho appena detto che sei cornuto eppure hai ancora il cazzo durissimo…" disse lei dopo un po' indicando dove stavano giochicchiando i suoi piedi.
Lui ne approfittò per toccarmi la fica, il culo e tutto quello che c'era da quelle parti. Bastò essere sfiorata per cominciare a godere, a causa della situazione, del relax, dell'aver già fatto un massaggio durante l'ora precedente.
Un uomo di vent'anni più di me, di cui non sapevo neanche il nome, aveva appena infilato prima uno e poi due dita nel mio culo. E mi stava facendo godere in quel modo.