"Mi ha fatto diventare una troia e io ho risvegliato il porco che era in lui."
Inopportuno
"Voglio il tuo cazzo, non la tua lingua. E neanche farti una sega coi piedi." — "Sii inopportuno. Più che puoi."
C'è un erotismo sottile nel tessuto che sfiora la pelle, nel tacco che allunga il passo, nella lingerie scelta come un segreto da custodire. Queste storie esplorano il desiderio che nasce prima ancora dello spogliarello — nel rituale della preparazione, nello sguardo che si posa su un abito, nella seduzione silenziosa di chi sa come apparire. Perché a volte il vero gioco comincia ancora vestiti.
"Mi ha fatto diventare una troia e io ho risvegliato il porco che era in lui."
21 racconti nella raccolta “Seta, tacchi e il piacere di vestirsi”.
"Voglio il tuo cazzo, non la tua lingua. E neanche farti una sega coi piedi." — "Sii inopportuno. Più che puoi."
"E il primo cazzo che hai preso in bocca da sposata…" commentò il fotografo quasi per dovere di cronaca. […] Abbassai una mano e gli tastai il pacco. Intanto dalla mia fica sentivo colare gli umori. Era duro e grosso ed era così per me, per avermi fotografato il mio culo nudo.
"Gli ho detto che ti bombo solo ed esclusivamente il culo… perché la fica è del tuo fidanzatino, mentre il culetto è per l'amante."
Lei è sotto di me, in ginocchio. Guarda verso l'alto e apre la bocca tirando fuori la lingua. […] Lei, una donna distinta, di classe, elegante, dell'alta società, una donna per bene si sta facendo pisciare addosso.
"Sto per salire su quella barca. Quell'uomo mi pagherà perché sia sua tutta la notte. Credo sia un vero porco e mi eccita vendermi a lui." — "Ti amo." — "Anch'io."
"Ce l'aveva più lungo del mio?" Le chiesi. Lei senza staccare la bocca dal cazzo mi guardò negli occhi e lentamente mosse la testa in un gesto che sembrava un annuire.
"Mi ha invitato per un weekend in montagna. Ha detto che porterà degli amici. Gli ho detto di sì, ho fatto male?" Non le risposi subito. Mi presi il cazzo in mano e iniziai a segarmi, riportandolo in vita. "Io posso venire?" "No." "Ok." dissi schizzando.
"Be', mi sembra che lui dica di sì, ti sento eccitato quanto me." Rise e tornò a truccarsi.
Le slacciai il sandalo, denudandole del tutto il piede, per leccarla bene ovunque, anche le dita e la pianta. Poi pian piano risalii la gamba.
"Ti hanno mai scopato in questo bel culo sodo e accogliente?" — "No, signora." — "Però l'idea che accada ti stimola, non è vero?" Annuì, dopo una esitazione, deglutendo.
"Mi sono bagnando solo all'idea." — lei lo dice mentre fanno sesso, e lui non sa se è una fantasia o una confessione.
"La mia più grande perversione è essere scopata con il vestito da sposa indosso. Il giorno del mio matrimonio. E non da mio marito."
Mi vedo, con il cazzo piantato nel suo culo, mentre lei sta spompinando un altro uomo. Oppure il suo primo piano, mentre fa scorrere la lingua lungo tutta la mia erezione.
In topless, con indosso soltanto le pantacalze che ora mettono in evidenza anche il tuo culetto sodo, ti incammini elegante verso la camera da letto.
"Vorrei vedervi scopare. Anzi quasi quasi vorrei farlo insieme a voi, lei mi stuzzica appetiti lesbici che in genere non ho."
Pensa a quanti ti guarderanno, con il cazzo in mano. Voglio masturbarmi come un qualsiasi internauta. Oggi non sei mia.
«Mi sento come se fossi nuda. Mi guardano come se lo fossi. [...] tu sei in ginocchio. Mi lecchi dietro. Mi fai girare. Mi lecchi davanti. Vengo.»
Mani appoggiate al muro. Gambe dritte in bilico sui tacchi. Corpo piegato ad angolo retto. Così mi ha preso, col suo cazzone. L'ho sfilato e l'ho portato più in su, verso l'altro buco. "Ecco, proprio così"
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
"Ce l'aveva più lungo del mio?" Le chiesi. Lei senza staccare la bocca dal cazzo mi guardò negli occhi e lentamente mosse la testa in un gesto che sembrava un annuire.
— Da 'Il paio di scarpe'Le slacciai il sandalo, denudandole del tutto il piede, per leccarla bene ovunque, anche le dita e la pianta. Poi pian piano risalii la gamba.
— Da 'Prendi quelle'"E il primo cazzo che hai preso in bocca da sposata…" commentò il fotografo quasi per dovere di cronaca. […] Abbassai una mano e gli tastai il pacco. Intanto dalla mia fica sentivo colare gli umori. Era duro e grosso ed era così per me, per avermi fotografato il mio culo nudo.
— Da 'Sì, lo voglio'Lei è sotto di me, in ginocchio. Guarda verso l'alto e apre la bocca tirando fuori la lingua. […] Lei, una donna distinta, di classe, elegante, dell'alta società, una donna per bene si sta facendo pisciare addosso.
— Da 'Mostraglielo'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
Grazie. Chissà, magari è successo anche altro, dopo il tramonto…
Punto di vista interessante. E il punto di vista è rivolto solo ai pacchi volanti o anche al carico posteriore?
anch’io vivo questa situazione di marito cornuto consapevole e arrendevole
Bel racconto, ma.. avrei preferito qualcosa di ben più “impegnativo” di una semplice sega fatta coi piedi.. le premesse c’erano tutte.. peccato, attendo il prossimo !!
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