"Scopatela. Fottila meglio che puoi, fai tutto quello che riesci a fare. E poi mi racconti come è stata." Glielo dissi tutto in un fiato.
Abbordaggio
"Continuiamo." Lo disse piano, con calma, come se stesse decidendo cosa ordinare al ristorante.
C'è qualcosa che si scioglie quando si attraversa un confine: la distanza da casa allenta le inibizioni, i corpi si fanno più audaci, gli sguardi più liberi. Tra i vicoli di Barcellona e le spiagge greche, tra i rooftop di Manhattan e le notti bianche di Ibiza, queste storie raccontano come il viaggio diventi pretesto e cornice per incontri che non sarebbero possibili altrove. L'alterità seduce, e lo straniero porta con sé il fascino di ciò che non si conosce ancora.
"Scopatela. Fottila meglio che puoi, fai tutto quello che riesci a fare. E poi mi racconti come è stata." Glielo dissi tutto in un fiato.
29 racconti e 2 ebook nella raccolta “Altrove, dove tutto è permesso”.
"Continuiamo." Lo disse piano, con calma, come se stesse decidendo cosa ordinare al ristorante.
"Quando fai la troia non capisci più nulla, vero?" "No, capisco tutto. Capisco quali sono le mie vere voglie."
"Sai, forse non ero poi così ubriaca quella sera…" mi provocò. Esattamente come mia moglie che mentre mi apprestavo a scoparla nello stesso modo in cui mi aveva appena confessato di essersi fatta scopare da quello, volle aggiungere un carico alla mia voglia di virile rivalsa.
"Stai pensando che sia lui adesso a scoparmi da dietro. Cazzo se me lo scoperei…" Percepii il suo orgasmo dopo queste parole. Era veramente su di giri. Quell'incontro l'aveva sconvolta ed era uno spettacolo vederla così eccitata.
«Non avevo mai fatto un pompino da un uomo, né io lo avevo mai fatto. Il mio culo era vergine fino a stasera e mai avevo visto altri scopare la mia ragazza. Questa è la sera delle novità, per cui ne voglio altre.»
Venni, più volte, fissando l'uomo che intanto si stava platealmente masturbando guardandoci. Sotto di me mio marito stava apprezzando questo mio coinvolgimento totale e questa mia eccitazione incontenibile.
"Sorrideva alla sua immagine nello specchio e sembrava sorridesse a me." — Katia si guarda scopare da due uomini nello specchio dietro cui lui la osserva, e lui sborra contro il vetro senza essere toccato.
"Voglio incularti con un cazzo uguale al tuo. Voglio farti sentire quello che provo io quando lo fai tu a me." — E più tardi, a vacanza conclusa: "Che troietta che sei, amore mio. Era così che volevi scopartela?"
"Sono rimasta sempre a faccia in giù, non l'ho mai guardato mentre lui mi masturbava. Ad un certo punto mi sono tirata su appoggiandomi sulle ginocchia, col culo per aria e le spalle sul lettino. Ero completamente esposta e questo mi eccitava ancora di più."
"Please… please, fuck me. Fuck me in the ass…" A sentire quelle parole, quell'invito ad incularla, impazzii.
Entrai in casa e senza neanche toccarmi cominciai ad eiaculare. Caddi in ginocchio sopraffatto dall'orgasmo.
"Non fartene un problema. Hai fatto bene. Nella vita certe esperienze vanno fatte." — e quella sera non dormii sul divano.
"C'è un solo buco, tesoro, non puoi sbagliare. Con una donna, però, scegli sempre l'altro, almeno all'inizio."
"Scopatela. Fottila meglio che puoi, fai tutto quello che riesci a fare. E poi mi racconti come è stata." Glielo dissi tutto in un fiato.
"Fatti sentire anche dalle ragazze. Ti piace che ti sto inculando?" — "sì, cazzo, mi piace sentirmi scopato."
"Mi accolse in lei e capii di non essere più il primo. Questa constatazione contribuì a farmi venire all'istante."
"Ma se mentre tu dormivi io l'avessi fatto veramente, magari con il nostro vicino, che non era niente male, cosa diresti?" gli dissi mentre me la stava leccando, sul nostro letto.
Fu sempre lei a dirigere le operazioni con il tono di chi spiega a qualcuno un compito da svolgere. Ci fece spogliare, fece stendere il mio socio sul letto, lei si mise sul bordo sulle ginocchia sporgendo le terga verso di me che rimasi in piedi, all'altezza giusta per scoparla da dietro mentre lei era piegata in avanti per praticare del sesso orale.
"Io penso che tu mi abbia messo le corna, ma non così tanto. Io voglio che tu ti sia inventata tutto dal pompino al tuo capo a quell'ultima sodomia nei bagni dell'aeroporto. Però… spero anche che tu mi abbia raccontato solo una parte di ciò che hai fatto."
«Qui dentro siamo in tre. Ha portato un amico. Un amico come lui. Mi stanno facendo godere come non mai. Hai presente la mia fantasia? Quella dei due uomini contemporaneamente.»
"C'è qualcosa di più bello di un cazzo finto nel culo." feci una pausa e un cenno a mio marito a farsi avanti da dove era nascosto. "Uno vero!" conclusi afferrandogli il cazzo, che tornò duro per l'ennesima volta, e le palle.
Il pensiero che mi fece avere l'orgasmo non fu il corpo della spagnola, non fu il culo della francese, ma la fantasia di avere jacques sotto di me mentre lo inculavo.
"Come prima non avevo notato che si togliesse delle mutande, non notai nemmeno che se ne rimettesse, eppure si preparò per uscire e, presa la borsetta e scambiato un bacio con lui, uscì dalla casa."
"Stai scopando me o mia madre" — quasi vengo per cui mi stacco. Prendo un po' fiato. "Scopavo te. Ora girati. Così posso immaginare che il culo non sia il tuo."
"Mi pone sotto di me, io inarco la schiena, lei mi prende in mano il pene e lo guida verso l'imboccatura. Si indurisce e subito non riesco, nonostante l'urgenza."
«Infilo la mano nei boxer per trovare un pene già duro. Lui inclina indietro la testa. Quattro o cinque colpi e già viene inondandomi la mano di sperma. Mi guarda ansimante. Non ci siamo detti una parola.»
"Improvvisamente venni, anche se niente aveva toccato direttamente il mio sesso. Solo la pressione del suo piede attraverso i pantaloni. Dalla mia reazione se ne accorse e rise."
«In camera Daria dormiva nuda, a pancia in giù con un cuscino che le teneva rialzato il fondoschiena. Schizzi di sborra sulle natiche. Per terra un preservativo.»
«Lei che con le dita mi allarga lo sfintere e lo guida dentro di me. Lei che lo cavalca. Io che da dietro raggiungo con le dita l'ano di lei e quello di lui. E li penetro all'unisono.»
Iko è lesbica ma più di ogni altra cosa le piace essere sodomizzata da uomini ben dotati. Vuole che siano uomini, non vuole la sua ragazza o altre donne con cazzi finti. Però non gli piacciono gli uomini, non la devono toccare. Devono incularla e basta.
"No", rispose, "da lui non mi faccio inculare", aggiunse. Detto questo mise la faccia contro il cuscino e inarcò la schiena. Le chiappe si schiusero, rivelando l'antro che mi veniva offerto.
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
Fu sempre lei a dirigere le operazioni con il tono di chi spiega a qualcuno un compito da svolgere. Ci fece spogliare, fece stendere il mio socio sul letto, lei si mise sul bordo sulle ginocchia sporgendo le terga verso di me che rimasi in piedi, all'altezza giusta per scoparla da dietro mentre lei era piegata in avanti per praticare del sesso orale.
— Da 'L’ospitalità'"Stai pensando che sia lui adesso a scoparmi da dietro. Cazzo se me lo scoperei…" Percepii il suo orgasmo dopo queste parole. Era veramente su di giri. Quell'incontro l'aveva sconvolta ed era uno spettacolo vederla così eccitata.
— Da 'VIP'"Improvvisamente venni, anche se niente aveva toccato direttamente il mio sesso. Solo la pressione del suo piede attraverso i pantaloni. Dalla mia reazione se ne accorse e rise."
— Da 'La scoperta'"Improvvisamente venni, anche se niente aveva toccato direttamente il mio sesso. Solo la pressione del suo piede attraverso i pantaloni. Dalla mia reazione se ne accorse e rise."
— Da 'La scoperta'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
Grazie. Qualche idea arriva da esperienze fatte, qualche altra da esperienze raccontate, molte da semplici suggestioni che poi rielaboro e arricchisco nella mia mente, altre ancora infine sono frutto solo di immaginazione. Questo racconto, ad esempio, nasce da una cena in un posto effettivamente romantico e da un dopocena effettivamente interessante… ma a cui ho aggiunto qualche personaggio in più e qualche intreccio in più. Sono partito da una situazione stimolante ma nel complesso “normale” e ci ho aggiunto qualche perversione per renderla narrativamente interessante. E tu dove prendi le tue?
mi sono commosso e sono ecitato so al pensiero che ci fosse mia moglie a quel incontro lo abbiamo già fatto tante volte e lei mi diceva lo faccio perché so che piace a te una volta ka trovai in bagno degli uomini che si stava chiavando con un nostro amico, un’altra volta la trovai in pista che un tipo la stava masturbando ,lei quanto uscivamo per andare a ballare non portava mai l’intimo, una volta aveva fatto amicizia con ka compagna del nostro amico, e le chiese se andava in bagno con lei,qualche tempo tornarono dai noi abbracciare e ci dissero se si andava a casa portandosi a casa la copia ,avendo due auto per tornare a casa nostra lei sali nei sedili posteriori e si spogliarono ero tutte e due nude ,arrivati al nostro appartamento scesero senza rivestirsi ed entrare nel nostro appartamento e un condominio di 24 appartamenti e non si è posta nessuna attenzione se qualcuno la potesse notare, aperto la porta si piombo nella nostra camera portandosi anche il compagno di lei incominciò a farli un pompino a lui e a lei la stava masturbando ,poi mi diede l’ordine di metterli in figa il cazzo di lui e che io fecci, una cosa mai vista come si davano da fare tutti e tre restarono a fare l’amore per diverse ore,quado ci salutamo e siamo andati a dormire prima di prendere sono mi disse lk fatto perché piace a te ,e po mi disse domani mentre sei allavoro massimo mi viene a trovare a casa da solo e facciamo l’amore, e così fece hanno passato tutto il pomeriggio dalle 13 fino alle 20 ,e per poi dirmi che ke avveva rotto anche il culo, avveva una grosso cazzo ,visto che l’avevo preso in mano per infilarlo nella figa di mia moglie la sera prima
Davvero interessante… molto più intrigante di quanto potrebbe lasciare presumere… PS solita invidia per la ricezione di immagini della “pecorella” da perdonare… Ora tutti in confessionale a ripensare alla divina Elena..
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