È stata una cosa indescrivibile vedere il tuo cazzo enorme che entrava nel culo di mio marito e poi ricevere la vostra sborra sul viso.
Doppio misto
"Gli piace troppo, non c'è più gusto a punirlo in questo modo." commentò Chiara. Emma convenì.
C'è un territorio dell'eros che non appartiene né alla certezza né alla resa: è il confine sottile dove il desiderio si scontra con la coscienza, dove la gelosia si mescola all'eccitazione e il senso di colpa non riesce a spegnere il fuoco. Questi racconti abitano quell'instabilità interiore — l'autoinganno, il tradimento sfiorato, l'ambivalenza che non trova soluzione — e la trasformano in narrazione.
È stata una cosa indescrivibile vedere il tuo cazzo enorme che entrava nel culo di mio marito e poi ricevere la vostra sborra sul viso.
148 racconti e 8 ebook nella raccolta “Dove il desiderio esita e si interroga”.
"Gli piace troppo, non c'è più gusto a punirlo in questo modo." commentò Chiara. Emma convenì.
"Perché lo conosci." Mi fermo di colpo. La guardo. Il cervello va in tutte le direzioni. E il cazzo è durissimo, naturalmente.
"Continuiamo." Lo disse piano, con calma, come se stesse decidendo cosa ordinare al ristorante.
"Immagina gli applausi." Li immaginai. Giuro che li immaginai. E godetti come una troia mentre un uomo che non conoscevo mi scopava sul palco e l'orchestra suonava sotto di me.
"Voglio tutti e due insieme." "Insieme come?" "Nella figa. Tutti e due." Alex deglutì. Io guardai il cazzo di Alex e poi guardai il mio e poi guardai lei.
Vengo così, seduto sulla sedia dello studio, con il telefono di mia moglie in mano, leggendo quello che ha scritto alle sue amiche su un altro uomo.
"La vergogna e il piacere erano la stessa cosa, in quel momento, non riuscivo a separarli."
Butta una mano all'indietro, tipo staffettista della 4×100 per afferrare il testimone. E lo afferra, e inizia a segarlo. "Sono un po' nervosa" dice per giustificarsi di qualcosa di cui non si deve giustificare.
Da come mi hai sborrato nel culo, credo di sì. — Troia. Tieni, inviale al tuo porco virtuale.
"No, scopami nel culo, come fai sempre, che lui non ci è mai riuscito." Lei, perfida e perversa, come non mi sarei mai immaginato. Sembrava lucidissima e fuori di testa nello stesso momento.
"Non immagino cosa succederebbe se un video così finisse online. Non voglio immaginarlo perché temo che un po' mi piacerebbe."
Ebbi un orgasmo al pensiero di aver provocato uno sconosciuto fino a farmi infilare un dito in culo. Anche a lui la situazione dovette sembrare troppo eccitante per essere vera. Schizzò senza toccarsi.
"Non come una a cui piace farsi infilare una mano nel culo, sopra un'altana nella notte della città più romantica del mondo."
"Sei il mio cornuto." mi risponde dopo diversi istanti di silenzio. La consapevolezza che forse non stia mentendo mi svuota lo stomaco, mi fa tremare le gambe, mi spegne il cervello e mi genera un orgasmo improvviso, con lunghi schizzi abbondanti che finiscono di sotto superando la ringhiera del balcone.
"Mio marito che inculava il ragazzo che mi inculava. Sembrava tutto uscito dalla mente porca di uno scrittore di racconti erotici che conoscevo."
"E se lo avessi già fatto?" Rimasi pietrificato. Non sembrava dirlo con tono scherzoso. Sembrava seria. Lo smarrimento che provai fu risolto dalla reazione del mio corpo.
«Sei una troia.» Me lo scriveva sempre e me lo stava dicendo a voce, quel porco. Ero eccitata da far schifo. L'alcool da una parte e l'essere in mezzo alla gente in una discoteca con la mano infilata nei pantaloni di un uomo appena incontrato.
"Nel culo." disse lui senza pensarci neanche, il porco. "Ottima scelta. Mi sembra appropriata per il tipo di transazione che stiamo compiendo."
"Fisico e mentale per lei. Fisico per lui, mentale per me. Una trinità del sesso."
"Non le basta che lo faccia io. Le faccio solo venir voglia di farlo con quello con cui le piace di più, per una questione di amore e odio. Mi ama e lo odia. A quanto pare la sodomia la preferisce condita da un po' di odio."
"La figlia… la madre… il padre… tua figlia… tua moglie… tu…" mi mormorò nell'orecchio mentre mi stava scopando con rapide e frequenti spinte del suo cazzo nel mio culo fino ad allora inviolato.
"Ero soltanto un culo in cui svuotarsi completamente, ma ero l'unica sua ragione di vita in quegli istanti. Ero totalmente sua e lui dipendeva totalmente da me."
Col tempo ho ripensato a quei giorni e ho capito cosa mi ha spinto a cedere. Era quel desiderio di essere padrona di un maschio che con i miei uomini non era mai capitato. E invece quel ragazzo, quel mio figliastro, mi si offriva in quel modo ed oltre alla mia autorità genitoriale me ne chiedeva una di tipo sessuale.
Lei me lo ha detto che le sarebbe piaciuto avere il mio cazzo vicino a quello di suo marito, per poterci succhiare entrambi. Ma non potevo fare una cosa del genere. Sarebbe stato troppo. Col cazzo duro che protestava. Fosse stato solo per lui sarebbe entrato.
"Vorrei… volevo… capire cosa si prova ad averne uno nella fica… e uno nel culo… nello stesso momento… stretta tra i due corpi… mmmh… troppo troia?"
"Se glieli succhi dopo ti do il culo…" mi promise sottovoce. "Troia…" imprecai sconfitto mentre mi sporsi verso il finestrino.
"Volevo la sua sborra in gola." — "Fanculo, stronza, non è che puoi andare in giro a succhiare il primo che passa." — "Avrei dovuto farlo lo stesso. A prescindere da te. Volente o nolente."
"Capiranno quanto è troia tua moglie…" A quelle parole cominciai a sborrare in modo incontrollato, sporcando bagno e anche i miei vestiti con qualche schizzo.
"Nella mia mente malata pensai all'autostrada a quattro corsie. Al casello che si apre col telepass. Prima di me era passato un camion."
"Ti ho appena detto che sei cornuto eppure hai ancora il cazzo durissimo…" disse lei dopo un po' indicando dove stavano giochicchiando i suoi piedi.
«Perché si vede che sei vogliosa… sei eccitata… ti piace farlo… sei troia… e ti piace esserlo… la mia ragazza così porca come non sapevo potessi essere.»
"Non manca mai il sesso anale." disse con voce roca e sensuale e porgendo verso di me le sue terga.
Umido. I miei polpastrelli percepirono caldo e umido. Un po' di peluria. Niente stoffa.
"E il primo cazzo che hai preso in bocca da sposata…" commentò il fotografo quasi per dovere di cronaca. […] Abbassai una mano e gli tastai il pacco. Intanto dalla mia fica sentivo colare gli umori. Era duro e grosso ed era così per me, per avermi fotografato il mio culo nudo.
"Non male come lesbica, riesco a far godere un uomo senza neanche farci sesso… Pensa cosa potrei aver fatto ad una donna prestatami per una settimana…"
"Sei una troia…" mormorai mentre schizzavo sotto le coperte andando sicuramente a colpire anche il suo culo.
Quattro cazzi nel culo, tre in bocca, due in fica: il resoconto del post partita di tennis.
"Venni lo stesso, senza aver neanche sfiorato il cazzo. Sborrai quando il plug nel culo venne sostituito dal cazzo del ragazzo."
"Beh, c'è qualche problema? Sei frocio?" mi chiese lei, nuda e bellissima, inginocchiata sotto di me, interrompendo la fellatio che non stava avendo gli effetti desiderati dato che il mio membro rimaneva flaccido e inerme.
"Ti aspetto lì in attesa del tuo grosso cazzone. Se invece di grosso hai solo il cazzo e non hai le palle, addio, vorrà dire che dovrò scopare in giro fin quando trovo un superdotato che mi tolga certe voglie."
Era una situazione strana, al buio in un salotto non mio a masturbarmi ascoltando mia moglie che di là dal muro si faceva inculare dal vicino. Mi venne anche da ridere pensando a come avrei potuto giustificare la cosa se per caso la moglie di lui fosse improvvisamente tornata a casa.
"Ti piace? Eh, ti piace? Dillo a tua moglie." — "Mi… mi piace… ma solo perché ci sei tu."
"Prova ad immaginare… tu che seghi Lucas mentre ci guarda che ce la lecchiamo… tu che ripulisci il cazzo di Lucas dopo che ci ha scopato entrambe… non ti eccita l'idea… doppiamente umiliato… sì che ti eccita, senti qui che cazzo duro che hai…"
"Vuoi sapere cosa mi ha colpito di lei? Tua moglie ha un culo pazzesco. Tondo, alto, sodo, sporgente. Io voglio aprirlo quel culo. Voglio inculartela tua moglie. Mentre la mia le lecca la fica. È impazzita quando glielo abbiamo prospettato."
"Dimmi che in questo momento il tuo cazzo non è duro. Se me lo giuri ci credo e non faccio niente. Ma se invece non sei pronto a giurarmelo… forse dovresti dare retta a lui."
"Ok, inculami." conclusi risoluta. [...] "Ne ho bisogno. Devo sentirmi punita per quello che sto facendo."
"Ero totalmente nuda all'aria aperta di fronte ad un uomo di cui neanche mi ero fatta dire il nome e che mi stava leccando la fica fino a farmi godere."
"Mio marito è sotto la doccia. Raggiungimi in stanza. Numero 302." — e quei dubbi se li poneva mentre stava già correndo da lei, col cazzo impaziente.
"Vuoi sapere come ce l'ha Olivier. Vuoi sapere se ce l'ha più lungo o più grosso. Vuoi sapere se tua moglie ha assaggiato un cazzo migliore del tuo. Dimmi che non è vero."
"Non me l'aveva mai fatto nessuna. Né Martina né altre ragazze. Ma era una cosa che avevo sempre sognato ma che mi ero sempre vergognato di chiedere. E invece quella sera avevo la lingua di una quasi sconosciuta nel culo, davanti alla mia ragazza che stava succhiando il cazzo del suo uomo."
Era il vedere il suo culo così perfetto che veniva violato in modo così animalesco che rendeva insostenibile resistere a lungo nel segarsi senza sborrare.
"Oddio, siete in due…" mormorò lei sconvolta dal piacere di quella doppia penetrazione inattesa. La stringemmo fra noi. Martina era sospesa, i suoi piedi non toccavano più terra, ma era tenuta su dalla pressione dei nostri corpi e dai nostri cazzi che dal basso la spingevano in su. Impalata su due cazzi.
«Non voglio rubarle l'uomo. Voglio solo prendere in prestito il cazzo per un po', mentre a lei non serve.»
"Chi è questa troia? Tua moglie?" mi chiese appena il finestrino fu aperto. "Sì." risposi io senza pensarci. Percepii un sussulto di Elena, come una risata trattenuta.
"Mi fa sentire ancora più troia. Lo amo per avermi trascinato in questa perversione."
"Potremmo fare così, lo facciamo entrare di nuovo e io mi lascio vedere, in modo quasi involontario. Poi quando se ne va tu lo fermi e glielo chiedi." "Gli chiedo cosa?" "Se vuole scoparmi…"
"Quello era il cazzo che la mia ragazza aveva preferito al mio. Mi sentivo succube di lui e del suo proprietario. Obbedii al suo suggerimento. Glielo presi in mano. Non avevo mai toccato un cazzo che non fosse mio."
"Hai visto anche il video, vero?" mi chiese con voce roca. [...] "Avrai visto che io ho dei gusti particolari nel sesso." — e nel dire questo Martina mi strinse il cazzo da sopra i pantaloni.
«Lo passerò a mio marito… censurerà i volti e… sì, credo lo pubblicherò…» A quella notizia gli affondi di lui dentro mia moglie si fecero più intensi.
"Torniamo qui l'anno prossimo, vero?" mi sussurrò all'orecchio. "Se… se vuoi…" "Sì, voglio. E voglio restarci di nuovo da sola per un po'." "Ad una condizione." "Quale?" "Che ti fai scopare da altri uomini anche quando sei con me e mi fai guardare o partecipare." "Ok."
"Mentre tutta la gente a teatro raggiungeva il pathos emozionale guidato dalle armonie del compositore russo, io godevo e lui mi sborrava in culo. L'applauso che ne seguì lo sentii quasi come se fosse rivolto a noi due."
«È il mio fidanzato. È il mio fidanzato cornuto.» — disse decisa, poi guardò dritto in camera e sorrise.
"Ho un orgasmo contro la bocca del mio fidanzato. Lui si solleva e mi sorride. Crede sia merito suo. Invece è il demone che abita la mia mente, che si è risvegliato per le parole di quell'uomo, del mio carnefice, del mio tentatore, del mio corruttore."
"È da un'ora che mi tocco aspettando il tuo arrivo." mi disse ed io pensai all'ora che avevo passato chiuso in auto.
"Lui mi dice che ho un bel culo. E che vuole farmelo. Vuole farmelo mentre mi scopi tu. Vuole farmi la doppia." disse portando il cazzo finto dietro di lei.
"Ora ti inizierò a raccontare il mio pomeriggio, ma se vuoi la prima versione mi devi scopare nella fica, mentre se vuoi la seconda versione puoi usare il secondo canale… È la stessa cosa che mi ha detto lui, tra l'altro…"
"Bravo, amore, riprenditi quello che è tuo." — Le lenzuola portavano già i segni di qualcuno, e lui la leccò prima ancora di capire cosa stesse gustando.
"Più faccio sesso e più ne ho voglia. Migliore è il sesso con lui e più voglio farne con te. Le cose che mi ha fatto riscoprire voglio ripeterle con te…"
"Sei una troia." dissi. "Ciao, amore." rispose appena prima che io le puntassi il cazzo verso la sua bocca.
«Mi fece sentire femmina, di fronte alla mia di femmina e questo amplificava quel senso di vergogna nel praticare quel gesto da sempre attribuito solo agli omosessuali.»
"Vuoi sentirla di nuovo gridare?" dice lui rivolto a me. Poi non aspetta veramente una mia risposta.
"L'idea che in quel momento mia moglie fosse magari inginocchiata davanti a lui per fargli un pompino oppure a gambe aperte per farsi scopare era così folle che non resistetti."
Non ero nella posizione per farlo. Non mentre stavo leccando via la sua sborra dalla figa di mia moglie.
"Continuiamo che mi faccio scopare da loro due insieme e tu guardi, ovviamente." — Non poteva che andare così, in effetti.
Probabilmente aveva notato la posizione della mano di mio marito, appoggiata ad una delle chiappe che erano appena state violate da lui e dentro alle quali ancora risiedeva abbondante il suo sperma.
Mi capitò di masturbarmi nei bagni dell'ufficio subito dopo averla incontrata. Pensavo a lei anche mentre scopavo con mia moglie.
"Regola numero uno." afferma perentoria guardandomi. "Tu lei non la tocchi. Tu lei non la scopi. Lei è mia. Io sono sua e tu sei mio. Chiaro?"
"Quegli altri uomini non sono capaci. Mi sanno scopare ma non mi sanno fottere la mente come hai fatto tu ieri sera…"
"Godo nel farmi degradare. Mi faccio schifo e più mi faccio schifo e più godo. Stai lontano da una come me."
"Ti è piaciuto guardarmi che lo succhiavo ai tuoi amici?" mi chiese. Io non ebbi il coraggio di rispondere. Lei iniziò a sbottonarmi i pantaloni e mi tirò fuori il cazzo. "Sì. Ti è piaciuto." commentò trovandolo durissimo.
«Le chiedo se si è fatta scopare da due ragazzi mentre mi cavalca il cazzo e io le infilo le dita nel culetto morbido. Lei urla dei "sì" ma non so se mi stia rispondendo o sia solo il suo orgasmo.»
"Avevo oltrepassato un limite. Avevo fatto una cosa che non dovevo fare e mi era piaciuta tantissimo. Mi sentivo in colpa. Mi sentivo una cattiva persona." — e poi aveva cominciato a masturbarsi per scacciare il senso di colpa.
Ero sua, totalmente sua e dopo essere stata in suo possesso in quel modo non poteva bastare un matrimonio per rompere quel legame.
Era brutto, era grasso, non mi piaceva. Non ci avrei mai scopato. Ma avevo appena scoperto qual era il mio prezzo.
"Però non è come tu ti aspetti. Non potrai fare quello che vuoi." — Fu quasi una tortura di piacere assistere al rapporto lesbico tra mia moglie e quell'altra donna essendo immobilizzato sulla sedia.
Non avevo bisogno di avvicinarmi per capire che gliele aveva infilate nel culo. E non ebbi bisogno di grande preveggenza per intuire che presto il ragazzo si sarebbe sfilato e avrebbe spostato poco più su il suo cazzo, per sodomizzare mia moglie con grande gusto di entrambi.
"È un dolore piacevole, che bramo. È una sensazione che… mi eccita." — il marito, descrivendo il piacere masochista di sentirsi umiliato dall'amante di sua moglie.
"Dimmi che ti piace questa situazione. Dimmi che il tuo cazzo è duro per questo. Dimmi che lo accetti. Ti prego." — La guardai. Non osai rispondere. Ma forse a lei bastava che non ci fosse una risposta negativa.
"Voglio incularti con un cazzo uguale al tuo. Voglio farti sentire quello che provo io quando lo fai tu a me." — E più tardi, a vacanza conclusa: "Che troietta che sei, amore mio. Era così che volevi scopartela?"
"Dai, lo sento quanto sei eccitato. Lo sento quanto il tuo orgoglio di maschio vuole riprendersi con forza la sua donna. Fallo, dai! Prendimi. Fammi tua."
«Un giorno mi piacerebbe vederti che ne prendi uno vero.» mi sussurrò mentre io sborravo felice di aver scoperto un nuovo lato perverso di mia moglie.
"Legami e fammi tutto ciò che io voglio che tu mi faccia." — "Ricordati la parola: orchidea." Io, per tutta la notte, non pronunciai mai nessun nome di fiore.
«La mia fidanzata non solo mi aveva messo le corna, non solo si era fatta trattare da troia e si era fatta inculare, non solo si era fatta riprendere mentre lo faceva, ma aveva fatto tutto ciò davanti anche a qualcun altro. Quella consapevolezza generò una mia nuova sborrata incontrollata.»
Non riuscii a non pensare che quelle labbra pochi minuti prima erano attorno al cazzo di uno dei due. "Vedo che ora sei bello sveglio." "Qui, intendo." mi strinse il cazzo duro da sopra i pantaloni.
"Please… please, fuck me. Fuck me in the ass…" A sentire quelle parole, quell'invito ad incularla, impazzii.
Mi chiusi lì e iniziai a menarmi il cazzo immaginando lei, bellissima e sensualissima, in mezzo agli altri due corpi, che la prendevano in tutti i modi, alternandosi o insieme.
"Era rapita da quel ragazzo, così maschile, virile, forte e muscoloso che si offriva a lei senza nessun pudore, senza nessun freno. Non resistette alla tentazione di leccargli quel buchetto così indifeso, così invitante."
«Tutti e due dentro di me. Tutte le combinazioni che ti vengono in mente le abbiamo fatte. Stupendo. Non l'avevo mai fatto. Non volevo finisse più.»
"sei mio…" — lo disse con la bocca ancora sporca, dopo averlo scopato con le dita e bevuto tutto. E lui sapeva che era vero.
"L'ho messo di qua, venga." — "Gliel'ho anche lavato…" — "Eh, ma sa… mi ero incuriosita e… ho voluto provarlo… spero non se ne abbia a male…" — "Certo che ne ho a male… poteva aspettarmi per provarlo…"
"Preferisci farci scopare tua moglie o preferisci fare tu la troia?" — Non sapevo cosa fare ma evidentemente la situazione non mi dispiaceva del tutto visto che ero ancora eccitato.
"Sì, scopami. Mettimelo nel culo. Prendimi, fammi tuo. Fottimi come una troia. Inculami…" — e lui è entrato piano, e io l'ho accolto senza problemi, stupendomi di me stesso.
Gliela faccio annusare, gli faccio credere, a livello inconscio, di essere disponibile e me li manovro come voglio.
"Questo Corinna non può fartelo." le dissi e cominciai a spingere. Non sentii opporre resistenza e il mio cazzo scivolò agilmente nelle sue viscere. Lei emise un sospiro di godimento. "Piano, che sei grosso."
Mi perdevo come lei cercava di aprirsi al massimo le natiche, per rendere più agevole la penetrazione anale.
"Appena abbandonato il tavolo, dirigendomi in bagno con i loro sguardi piantati sul mio fondoschiena, mi ero chiesta se non poteva scapparci un ulteriore salto in studio dopo cena. Quel pensiero mi aveva fatto sentire estremamente troia, ma non riuscivo a scacciarlo."
"Un grosso cazzo, rivestito da un profilattico, stava entrando nel mio culo. Fu insolito e fantastico. Non percepii dolore."
La scena mi sconvolse e mi eccitò allo stesso tempo. [...] Mi coinvolgeva più di tutti i film d'amore che avevo visto. Si coglieva come stessero godendo non solo un piacere fisico.
"Hai capito bene, sono pronta per farmi inculare! È il tuo sogno proibito, no? Me lo chiedevi sempre. Ora mi sento pronta."
"Prendi il contratto, che te lo firmo." Lo firmò sulla mia schiena, mentre aveva il cazzo ben piantato dentro di me, in una perfetta allegoria della società attuale.
"Non ti facevo così porco, sai?" — "Neanche tu per me. Da lui te lo fai fare?" — "Ma figurati. Poi con l'affare che si ritrova manco lo sent…" Non la feci finire, spingendo il mio cazzo oltre il suo sfintere.
È stata una cosa indescrivibile vedere il tuo cazzo enorme che entrava nel culo di mio marito e poi ricevere la vostra sborra sul viso.
I momenti dopo l'orgasmo sono i più terribili. Al mio cervello non arrivano più quelle sostanze che lo inebriano e gli fanno piacere ogni cosa. Di colpo mi ritrovo di fronte alla realtà.
"Una moglie così troia da accettare il rischio ed un marito così porco da gettarla nel rischio."
"Su! Non fate i difficili. Non credo vi capiti tutti i giorni di avere una ragazza che vuole farsi scopare nella figa e nel culo insieme, o no?"
"Mi masturberò tutta la sera. Starò con il cazzo in mano tutta la sera, cercando di non raggiungere mai l'orgasmo." — e poi, al telefono: "Sborrale in faccia da parte mia." "Ahahaha. Sei un grande!"
"Ma… quello era il mio regalo di nozze. La mia seconda verginità." "Eh, vorrà dire che tuo marito si troverà un regalo già scartato."
Io filmo e mi masturbo, godendo nel vedere mia moglie scopata, sborrata, inculata e sfiancata da tre neri. Anzi, "negri del cazzo", come sono uso appellarli, nella mia vita pubblica.
"Non lecchi male, ma, senza offesa, cercavo qualcosa di più." — Arrivò molto tardi, arruffata, con il vestito storto e spiegazzato, camminava con difficoltà scalza. «Io sì, molto. Quando lo rifacciamo?»
"Perché da quando ci siamo lasciati tu continui a venire da me almeno una volta al mese per scopare?" — "Perché quando vengo qui facciamo certe cose che mi piacciono."
"L'essere visto in quella situazione umiliante per un eterosessuale mi provocò un orgasmo improvviso. Schizzai diverse volte imbrattando il mio petto con la mia stessa sborra. Intanto, senza che quasi me ne accorgessi, Jason era penetrato in me."
"La osservai uscire, sculettando sui tacchi e con un vestito cortissimo. [...] la aspettai a letto quella sera, masturbandomi al pensiero di quello che lei stava facendo con uno dei suoi amanti occasionali."
"Ho scoperto che sodomizzare un uomo non è poi tanto diverso dal farlo ad una donna, con alcuni lati positivi che compensano quelli negativi, che sono soprattutto visivi."
Mentre lo diceva la sua mano mi stringeva il pacco da sopra i pantaloni. Quasi venni all'istante.
Godo nel vedere con quale facilità concedi l'accesso al tuo deretano, che a me sempre neghi nell'intimità del nostro talamo.
"Scopa la tua troietta." mi disse con la voce roca, allargando le gambe e aprendosi con le dita la vulva.
"Mi sono bagnando solo all'idea." — lei lo dice mentre fanno sesso, e lui non sa se è una fantasia o una confessione.
"Rivivevo il momento in cui si era piegata sul letto protendendo verso l'alto il culo perfetto e aprendoselo con le mani. L'accento italiano mentre mi chiedeva in inglese di fotterla proprio lì."
"Sono giovani ed inesperte. Non sanno cosa si perdono. Scopa quelle della mia età, nessuna ti dirà di no."
"Ma se fai finta che io sia un ragazzo e mi scopi come scoperesti un ragazzo?" gli chiesi girandomi contro la parete della doccia, mostrandogli e offrendogli le terga.
"Nonostante l'orgasmo il mio pene non ne voleva sapere di mettersi a riposo. Questo fu da apprezzato quando mi permisero di unirmi a loro."
"Non te lo dà, lei, il culo?" gli chiesi, massaggiandomi un po' la parte indolenzita dall'uso eccessivo. "Poco." mormorò lui, seduto ai piedi del letto. Ora era nella fase in cui si sentiva in colpa.
"Appena vidi il suo cazzo mi spaventai e pensai che non sarei riuscita a prenderlo. Dopo qualche ora lo imploravo di infilarmelo tutto su per le viscere."
Ero in piedi nudo, al telefono con mia moglie, e mentre parlavo guardavo il corpo nudo della babysitter, steso sul letto, sudato e spossato. [...] venni quando la ragazza, accortasi della cosa, si inginocchiò sul letto ponendo il viso subito sotto di me, a portata degli schizzi.
"Ti ricordi dove abito?" mi chiede al telefono. È passata una settimana. Non fu facile superare le sue resistenze, ma alla fine ottenni il permesso per infilarle un paio di dita su per il buco del culo e per leccarla a lungo in quella zona. Non mi concesse di più, ma le sensazioni che provò le rimasero dentro.
"Ho il cazzo duro a pensarla in una spiaggia pubblica così svestita. Con me non lo ha mai fatto, evidentemente con le amiche si è sentita più disinibita."
Finsi dolore e rifiuto, ma in realtà allentai i muscoli che serravano lo sfintere anale, lasciando che il grosso pene unto vi scivolasse dentro senza difficoltà.
"Stai pensando che io ti faccio schifo. Stai pensando che mai verresti con uno come me. Pensi tutto questo e non ti spieghi perchè stai colando, perchè senti gli umori scivolarti lungo la coscia."
Fu sempre lei a dirigere le operazioni con il tono di chi spiega a qualcuno un compito da svolgere. Ci fece spogliare, fece stendere il mio socio sul letto, lei si mise sul bordo sulle ginocchia sporgendo le terga verso di me che rimasi in piedi, all'altezza giusta per scoparla da dietro mentre lei era piegata in avanti per praticare del sesso orale.
"L'immagine mentale della mia donna che si comporta come la peggior puttana era tremendamente eccitante." — e quando lei gli concesse anche il culo, lui si chiese se non fosse stato il ricordo dell'altro a darle quell'eccitazione supplementare.
Quando l'hai indossato non ti eri ancora messa le mutande. E non lo hai fatto neanche dopo.
"Mi rimasero scolpiti in testa gli urletti che fece lei, prima di leggero dolore, poi chiaramente di grande godimento."
"Che cazzo fai? rimettilo subito dentro! stava cominciando a piacermi. Ormai che l'ho preso nel culo tanto vale farlo per bene."
"Ora mi sono alzata, se il tuo amico è abbastanza sveglio ora mi alzerà la gonna, mi toglierà il perizoma che indosso e mi scoperà. Tu se vuoi masturbati sentendomi godere."
"Dai, che da quando ho visto il tuo cazzo non vedo l'ora di sentirmelo dentro. Vedrai che non te ne pentirai." mi si strusciò contro, tastandomi l'uccello già duro. "Non temere, ci andrà piano."
«Infilo la mano nei boxer per trovare un pene già duro. Lui inclina indietro la testa. Quattro o cinque colpi e già viene inondandomi la mano di sperma. Mi guarda ansimante. Non ci siamo detti una parola.»
Pensa a quanti ti guarderanno, con il cazzo in mano. Voglio masturbarmi come un qualsiasi internauta. Oggi non sei mia.
"Non eri tu. Ce l'aveva più grosso del tuo. Grazie per avermelo mandato di là, ma ora mi dici chi è. Altrimenti me li faccio tutti finchè non lo trovo."
"Farlo non con il proprio marito è liberatorio. Con lui non riesco a lasciarmi andare così. Chissà lui quanto si è masturbato nella tua stanza. Stasera me la farà pagare."
"voglio sembrare più troia di lei. e farmi sverginare da una donna come te, Sylvie, rasenta la perfezione del sogno erotico." — mi apro le chiappe. "sono pronto. fammelo sentire."
«C'è tensione erotica nell'aria. Non stasera, mi dice James. Non è una di quelle sere. Ma se le fai una buona impressione potrai venire anche in una di quelle.»
"Va bene, d'accordo, sei una gran figa. È da ieri che vorrei scoparti. Sei più stronza di quel che pensavo, ma hai vinto tu. Però fai silenzio. Non voglio svegliarla."
Iko è lesbica ma più di ogni altra cosa le piace essere sodomizzata da uomini ben dotati. Vuole che siano uomini, non vuole la sua ragazza o altre donne con cazzi finti. Però non gli piacciono gli uomini, non la devono toccare. Devono incularla e basta.
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
Da come mi hai sborrato nel culo, credo di sì. — Troia. Tieni, inviale al tuo porco virtuale.
— Da 'Elena T. e la remissione dei peccati'«Un giorno mi piacerebbe vederti che ne prendi uno vero.» mi sussurrò mentre io sborravo felice di aver scoperto un nuovo lato perverso di mia moglie.
— Da 'Le finestre sul cortile'"Non me l'aveva mai fatto nessuna. Né Martina né altre ragazze. Ma era una cosa che avevo sempre sognato ma che mi ero sempre vergognato di chiedere. E invece quella sera avevo la lingua di una quasi sconosciuta nel culo, davanti alla mia ragazza che stava succhiando il cazzo del suo uomo."
— Da 'Scambio di lingue'"Dai, lo sento quanto sei eccitato. Lo sento quanto il tuo orgoglio di maschio vuole riprendersi con forza la sua donna. Fallo, dai! Prendimi. Fammi tua."
— Da 'Commedia romantica'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
Mi piace scrivere racconti erotici perchè tramite essi da vita ad alcune mie fantasie che magari non realizzo nella realtà oppure rielaboro vicende realmente accadute, o semplicemente per riviverle nella mente o per modificarle e renderle ideali. Sostanzialmente provo il bisogno di fissare negli scritti ciò che attraversa la mia mente. Le foto le trovo su internet. Si assomigliano perchè le trasformo tutte in bianco e nero e forse perchè le scelgo tra quelle che mi piacciono. DI racconti solo con “Lei”: nella pagina di La finestra (cioè racconti 31-60) ci sono ad esempio Libertà e La coda. Oppure La fotografa, Il biglietto, Il venditore ambulante (racconti 1-30), Consigli da amica, Sfida, Il libro (61-90), 30 e lode, L’amico, Cornetti per colazione, Pitone nero (91-120). Forse ce ne sono altri, ne ho scritti talmente tanti che anche solo a sfogliare le pagine non li ricordo tutti, quindi forse qualcuno l’ho saltato. Sicuramente ne ho di ancora non pubblicati che sono tutti al femminile.
Sempre sublime.. impossibile tenere la mano ferma leggendo e rileggendo i tuoi racconti..
Tradire da fidanzata…lontani ricordi, poi quei sensi di colpa prolungati che col tempo si sono sempre più ridotti per lasciare posto al piacere puro di tradire e rafforzare magicamente e incredibilmente il rapporto con il mio amore, ora mio marito. Quella sua gelosia ossessiva, era proprio quella che mi dava la forza e il coraggio di cornificarlo ogni volta..il rischio che mi scoprisse..i suoi dubbi che lo divoravano. Proprio così come hai descritto tu…lo hai provato vero? Sicuro che lo hai provato non potrebbe essere descritto meglio di così 😘 E’ bello essere troie e lasciarsi andare e vedere il mio uomo eccitarsi a dismisura. Mi manca però quel senso di colpa che provavo e quella sua gelosia incontrollabile…mi manca enormemente. Elena T
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